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Adolescenza: emozioni, crescita, cambiamento e maturita' sessualeArticolo a cura di: dott. Edoardo Guerrieri
Psicologo - Empoli (FI) Lucca Disturbi d'Ansia |
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Vivere l'adolescenza: fra crisi e cambiamentoSe ripensiamo alla
nostra storia, a quello che eravamo, a quello che siamo oggi, non
possiamo trascurare l'età adolescenziale: il
periodo esistenziale che separa l'infanzia e la fanciullezza dall'età
adulta.
Il suo ricordo racconta la storia di un viaggio attraverso la tempesta,
sotto la guida della curiosità e della
voglia di raggiungere nuove mete e nuovi confini.
La passione sconvolge l'animo del giovane "adulto" e
lo spinge tra il rischio di naufragare e perdere la strada di casa, ed
il dolce tepore della quiete, quando la perturbazione ormai passata, lo
culla in un dolce silenzio.
"Cambiamento" questo è il termine che racchiude
l'adolescenza: Il cambiamento che vive l'adolescente è caratterizzato
dall'instabilità, dalla contraddittorietà, dalla repentinità,
dall'imprevedibilità con conseguenze di inevitabile turbamento emotivo.
Quali sono le modifiche che maggiormente influenzano il periodo
adolescenziale?
Le modifiche portanti e sconvolgenti hanno a che fare sia con l'aspetto
fisico che con quello psicologico.
La rivoluzione biologica si manifesta attraverso la
crescita, il cambiamento del corpo
ed il raggiungimento della maturità sessuale.
Nell'aspetto psicologico la fanno da padrone le emozioni, infatti la
capacità dell'individuo nel riuscire a riconoscerle e ad esserne
consapevole, è lo strumento che consente all'adolescente di definire se
stesso e gli altri.
Quali sono le principali emozioni che possono agire negativamente
sull'adolescente?
Le emozioni che spaventano sono la paura, la
tristezza, la vergogna,
l'inadeguatezza, l'ansia etc.
Affrontare queste emozioni attribuendogli un nuovo significato,
permettendo al ragazzo/a di riconsiderare il modo di viverle,
costituisce una risorsa preziosa per il processo di crescita.
Le emozioni hanno spesso a che fare con il proprio senso di amabilità
personale, con l'immagine che l'adolescente costruisce di se stesso e
degli altri nelle relazioni.
E' chiaro quanto siano determinanti nella costruzione del proprio senso
di sé le dinamiche familiari, che contribuiscono in modo significativo a
definire un modello relazionale da assimilare e da confrontare con il
mondo al di fuori di
esso.
Il gruppo dei pari rappresenta l'ambiente extra-familiare in cui
sperimentare, riconsiderare ed
arricchire il modo di vivere se stessi e gli altri;
per questo gli amici rappresentano non soltanto un rischio (come spesso
si crede), ma anche un'opportunità.
Come è possibile distinguere una normale crisi adolescenziale da una
patologica?
La parola crisi deriva dal greco Krino (scelgo,
decido) e ci regala la percezione di quanto il processo di
individuazione si strutturi attraverso l'opposizione.
Nel comportamento conflittuale del ragazzo/a si manifestano sia il
desiderio di indipendenza e autonomia che l'inevitabile paura di
cominciare ad assumersi delle responsabilità per il proprio futuro.
L'ambivalenza si divincola tra il voler farcela da soli e la voglia di
tornare
alla sicurezza dell'affetto dei genitori. Tra i fattori di rischio
troviamo da un lato l'attrazione per le sfide ed il pericolo, il senso
di onnipotenza e di invulnerabilità, l'impulsività e la sensazione di
fare delle scelte che si articolano attraverso la visione dicotomica del
"tutto o nulla"; dall'altro troviamo quei fattori
traumatici come lutti, abusi, maltrattamenti, malattie incidenti che
possono influenzare negativamente la crescita dell'adolescente.
Fare i genitori di un figlio adolescente è senza dubbio
difficile, le continue prove, le sensazioni di frustrazione,
di stanchezza e di fallimento ostacolano il cammino e nascondono la
rotta, ma è impagabile sedersi ad assaporare il silenzio dopo
la fatica.
Autore: Dott. Edoardo Guerrieri
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