Obiettivi:
- Facilitare lo scambio di esperienze e l'elaborazione del trauma tra i partecipanti;
- Fornire supporto, incoraggiamento, informazione e strategie di adattamento (coping);
- Acquisire competenze per la gestione della propria sofferenza, riducendo il senso d’isolamento, la solitudine e l’abbandono, che le persone che attraversano momenti difficili si trovano spesso ad affrontare;
- Promuovere il benessere e il senso di responsabilità delle persone in condizioni di difficoltà fisiche, psichiche e sociali.
Presentazione:
La morte di un figlio durante la gravidanza o dopo il parto è un evento di vita tragico e sempre difficile da affrontare.
Come tutti i lutti, la perdita di un figlio lascia un vuoto - pieno di emozioni e pensieri diversi, confusione, rabbia, paura, malinconia, disperazione, tristezza, nostalgia, sbigottimento e catapulta i genitori in un nuovo percorso esistenziale.
In quel percorso bisogna imparare, nolente o dolente, a convivere con la nuova realtà, bisogna entrare in contatto con il dolore e cercare di passare attraverso questa nuova esperienza senza dimenticare quel bambino e senza negare la realtà.
Accettare e lasciare andare può essere molto difficile, richiedere molta energia e molto tempo.
Pur essendo un percorso personale, in cui ognuno deve camminare senza cercare scorciatoie, in realtà l'elaborazione del lutto è più lieve se condivisa con persone che hanno provato la stessa esperienza.
Nel gruppo si potrà usufruire di un ventaglio di risposte concrete derivanti sia dalla competenza e professionalità dello psicologo conduttore, che dalle soluzioni che altri genitori hanno saputo dare agli stessi problemi.
In questo modo il gruppo stesso diventa dotato del potere terapeutico dato dalla relazione e dalla condivisione di un’esperienza comune, dando vita ad un processo che propone una via di guarigione “alternativa”, non medicalizzata, che spinge i partecipanti ad affrontare il loro dolore in una comunità, la quale sarà poi quella che aiuterà a curare il disagio.
Il gruppo diventa così un punto di riferimento perché offre uno spazio in cui ogni partecipante è libero di condividere la storia della sua perdita, i propri sentimenti e difficoltà; favorisce l’ascolto di altre persone in lutto perché da questo nasca l’aiuto, la solidarietà, il sostegno reciproco e l’amicizia; dà la possibilità di rielaborare la propria perdita e di trovare nuove risorse per affrontare i momenti di solitudine e sofferenza; contribuisce ad aumentare la stima di sé, la fiducia nelle proprie abilità e risorse, sviluppando una maggiore consapevolezza personale; ciascuno mette a disposizione delle altre persone la sua sensibilità e saggezza ed, in oltre, ognuno può raccontare, mettendo nero su bianco, la propria esperienza e le proprie sensazioni scrivendo su un diario che
potrà poi essere letto dagli altri per cercare conforto e comprensione.
Un diario o un quaderno di appunti dove ogni sentimento dei partecipanti può essere annotato, ogni pensiero descritto.
Destinatari:
I genitori che hanno perso un figlio o durante o subito dopo la nascita di un figlio/a.