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Dott.ssa Chiara De Alessandri

Psicologo Psicoterapeuta - Milano (MI) Relazioni, amore, coppia Disturbi Ansia Autostima

Riceve a Milano (MI): V. Stradivari, 6 - 349.1700569

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Milano (MI) / Relazioni, amore, coppia / Disturbi d'Ansia / Autostima

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Riceve a Milano: V. Stradivari, 6 (MM Loreto) - 349.1700569.
Formazione
Molto presto nella vita, ancora al Ginnasio, ho avuto la netta sensazione di aver finalmente individuato quel che volevo "fare da grande": la Psicoterapeuta.
Da quell'istante alla realizzazione di quest'obiettivo, intravisto allora con tutto l'entusiasmo dell'adolescenza, sono sempre rimasta ferma nel mio proposito, anche se il percorso è stato lungo e inframezzato da tante altre esperienze personali e professionali. Mi sono iscritta alla Facoltà di Psicologia a Padova, e dopo il conseguimento della Laurea ho lavorato come Psicologa in diverse strutture pubbliche e private con persone con disturbi psichici, ho condotto gruppi di rilassamento per persone con disturbi d'ansia, e sono inoltre stata docente di Psicologia presso Istituti Superiori e Corsi per operatori Socio–Sanitari patrocinati dal Fondo Sociale Europeo e dalla Regione Lombardia.
La Specializzazione
Ma il mio vero desiderio restava quello antico di diventare Psicoterapeuta. Ho così deciso di iscrivermi a una Scuola di specializzazione quadriennale in Psicoterapia, scegliendo l'indirizzo della Gestalt.
Si tratta di un orientamento che deriva dalla Psicanalisi, ma che se ne distanzia per la maggiore attenzione all'individuo nel suo complesso, piuttosto che ai singoli disturbi o sintomi, aderendo quindi a una concezione olistica ed esistenziale dell’uomo, visto come soggetto unico e irripetibile.
La Terapia della Gestal inoltre privilegia la dimensione presente, del "Qui e Ora", rispetto alla ricerca delle cause nel passato, poichè il presente è l'unica dimensione in cui ci è dato vivere, e perché la ricerca delle cause è potenzialmente infinita, e si risolve più spesso in un compiaciuto quanto sterile gioco intellettuale, che in un reale processo di cambiamento terapeutico del malessere presente.
In Gestalt si dà inoltre molto spazio e rilevanza alle sensazioni ed emozioni, che spesso guidano, inconsapevolmente ma potentemente, le nostre azioni e il corso della nostra vita, anche al di là delle nostre intenzioni.
Con ciò non intendo certo affermare che quest'indirizzo terapeutico sia il migliore in assoluto, ma, più soggettivamente, che lo è per me, nel senso che è quello che più di ogni altro corrisponde al mio sentire e alla mia concezione dell'esistenza.
Ho così frequentato questa Scuola con convinzione e passione, e, parallelamente alla specializzazione, ho compiuto percorsi alternativi, seguendo le mie passioni e il corso sempre mutevole del fiume della vita.
Ho viaggiato, soprattutto in Oriente, ho praticato diverse discipline, fra cui Tai Chi, yoga, biodanza, training autogeno, shatzu...tutte esperienze che mi hanno umanamente e professionalmente arricchito, fornendomi strumenti terapeutici che non utilizzo direttamente nella mia pratica clinica, ma che concorrono, integrandosi vicendevolmente, ad ampliare il mio potenziale terapeutico.
La Professione
La Professione Conseguito il Diploma di specializzazione in Psicoterapia, è poi stato lo stesso Direttore della Scuola ad inviarmi i primi pazienti, inaugurando così la mia collaborazione col Centro Studi Terapia della Gestalt di Milano, che continua tutt'ora, e per il quale svolgo inoltre attività di Docenza.
Mi occupo di persone con disturbi diversi, ma in particolare, con problematiche relazionali e disturbi d’ansia, quali gli attacchi di panico.
    I disturbi relazionali
    Ho poi approfondito il mio specifico interesse per le relazioni, in particolare di coppia, con un master triennale sulle Relazioni Interpersonali e un ulteriore Seminario sulla Psicoterapia di Coppia. Le relazioni interpersonali dominano infatti la nostra vita, a partire dall'originaria relazione coi genitori, che continuerà ad esercitare una notevole influenza, come una sorta di primario modello relazionale, sulle nostre relazioni future, in particolare per quanto riguarda la scelta del partner, e il nostro modo di rapportarci ad esso.
    Avere un partner è spesso la principale aspirazione di ognuno di noi, poichè trovare un compagno ed essere amati è, nell'immaginario collettivo, ciò che maggiormente ci rende felici, più del successo economico e lavorativo... eppure, spesso il sogno si trasforma in incubo, e la coppia, da luogo di complicità e intimità, si trasforma in un crogiuolo di malessere, insoddisfazioni e incomprensioni, che divengono sempre più profonde.
    I partner di una coppia si imbattono così in una progressiva distanza, che da soli non sanno più colmare, e che tendenzialmente conduce a una fuga verso l’esterno e/o alla rottura.
    In una società come la nostra, popolata da un numero sempre crescente di single, vivere una vita di coppia diventa una scelta, sicuramente impegnativa e che spesso viene vissuta con un senso rinunciatario, di restringimento e limitazione alla propria libertà personale. Credo sia invece necessario, e possibile, recuperare il profondo valore di insostituibile arricchimento nel condividere con un altro essere la difficoltà, ma anche l'indicibile bellezza, dell'esistenza umana.
    I disturbi d'ansia e gli attacchi di panico
    La difficoltà di stare in coppia può anche essere vista come un conflitto fra il bisogno di appartenenza, -stare con- e quello di autorealizzazione -essere se stessi-
    Entrambi questi bisogni sono fondamentali per l'essere umano, ma spesso sembrano entrare in competizione, come se la soddisfazione dell'uno significasse la limitazione dell'altro.
    Ciò diventa fonte di un malessere che può esprimersi in diversi modi e che spesso prende la forma dell'ansia diffusa, o canalizzata in disturbi specifici, come le fobie e gli attacchi di panico.
    Questi disturbi, e in particolare gli attacchi di panico, insorgono spesso in persone pressate da molti impegni e responsabilità, che sanno gestire questioni organizzative e lavorative con grande efficienza, cui gli altri si rivolgono spesso sapendo di poter sempre contare sulla loro competenza e generosità, ma che viceversa non chiedono mai aiuto agli altri, essendo per loro naturale far tutto da sè, abituate a risolvere brillantemente ogni problema, e a tener tutto sotto controllo.
    Fino a che, quasi inspiegabilmente per loro, cominciano ad accusare una serie di disturbi che vanno dall'insonnia, alla tachicardia, alle difficoltà respiratorie, fino agli attacchi di panico veri e propri, in cui sembra di morire, o di "impazzire", di perdere completamente il controllo su di sé e sul proprio corpo.
    Ma gli attacchi di panico, come le altre manifestazioni d'ansia, possono anche essere visti come un "positivo" campanello d'allarme, una spia che si accende per indicare che forse nel nostro sistema di vita, relazionale e/o lavorativo, c'è qualcosa che non va, qualcosa che forse, pur essendo così forti ed efficienti, non siamo in grado di comprendere e affrontare da soli.
    Essere forti e autonomi non significa infatti non aver mai bisogno di rivolgersi a qualcuno per chiedere aiuto, ma trovare invece il coraggio di farlo, per essere aiutati a riscoprire dentro di sè le risorse necessarie per affrontare le nostre difficoltà.
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