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Dott.ssa Lucia Falcone

Psicologo Psicoterapeuta - Padova Disturbi Ansia Disturbi alimentari

Riceve a Padova: V. Gattamelata, 134 - 347.4452235

Sito Web: www.sites.google.com/site/dottssaluciafalcone

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Padova / Disturbi d'Ansia / Disturbi alimentari

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Riceve a Padova: V. Gattamelata, 134 - presso il Poliambulatorio ME.LA Service - 347.4452235.
Dott.ssa Lucia Falcone
Psicologa Psicoterapeuta biosistemica
Iscrizione n. 2731 dell'Ordine degli Psicologi del Veneto
Formazione
    Laurea in Psicologia ad indirizzo clinico e di comunità conseguita presso l'Università di Padova.
    Perfezionamento universitario in "Psicoprofilassi Ostetrica" ed in "Psicologia delle Dipendenze Patologiche" Università di Padova.
    Specializzazione in Psicoterapia conseguita presso la Scuola di Formazione in Psicoterapia Biosistemica di Roma-Bologna.
Attività clinica
Mi occupo di:
    Consulenza e sostegno all'individuo e alla coppia
    Psicodiagnosi
    Psicoterapia dell'adulto
Chi sono
Mi sono laureata all'Università di Padova in Psicologia ad indirizzo clinico e di comunità con una tesi sulle fobie e la loro relazione con le strutture del carattere e della personalità.
Mi piace molto il mio lavoro ed ho svolto per diversi anni attività di Psicologa volontaria presso l'Associazione CLIDAO occupandomi dei disturbi alimentari e in particolare della bulimia; mi sono occupata inoltre, in qualità di Psicoterapeuta in formazione, di sostegno alla maternità presso il Reparto di Ostetricia dell'Ospedale di Dolo, conducendo gruppi di preparazione al parto e offrendo alle donne uno spazio di condivisione ed elaborazione dei vissuti emotivi legati al periodo che precede la nascita del figlio.
Lavoro da un paio di anni come libera professionista a Padova.
Il mio percorso formativo alla Psicoterapia è avvenuto in ambito biosistemico, un approccio psicoterapico integrato (utilizza infatti contributi provenienti da diversi ambiti, come la Psicologia della Gestalt, la Bioenergetica e la Psicologia fenomenologica) e a mediazione corporea.
Parte fondamentale di tale approccio terapeutico è la pratica dell'ascolto profondo (ideata da J. Liss), una tecnica nella quale molta attenzione viene posta non solo al contenuto delle parole, ma anche alle immagini, sensazioni e ai gesti spontanei e inconsapevoli che le accompagnano.
In essa inoltre, l'uso della sintonizzazione e del rispecchiamento corporeo contribuiscono a creare un clima relazionale caratterizzato da empatia e accoglienza grazie al quale il paziente può superare paura e sfiducia e riappropriarsi gradualmente di ricordi, desideri ed emozioni represse il cui blocco altera la funzionalità e i processi energetici dell'organismo determinando sintomi e disagi che possono esprimersi sia sul versante della mente (ansia, depressione, fobie) che sul piano corporeo (disturbi psicosomatici come ad es. emicranie, ipertensioni, disturbi gastrici ecc.).
L'obiettivo del lavoro terapeutico è la piena espressione e padronanza di sé attraverso il recupero della originaria unità e armonia tra mente e corpo.
Molti si chiedono come possano le parole e il parlare esercitare il loro effetto "curativo"; molto scetticismo relativo all'esercizio della Psicologia e della Psicoterapia nasce infatti dal pensare che le parole non possano cambiare le cose.
Penso che lo strumento fondamentale di lavoro dello Psicologo e dello Psicoterapeuta, come le ricerche comparative sull'efficacia delle varie e diverse tecniche psicoterapiche tendono a confermare, sia la "relazione terapeutica". E' solo all'interno di una positiva e ristrutturante relazione terapeutica, di una nuova esperienza di relazione con un altro essere umano che le parole e la conoscenza di sé, di proprie emozioni, moti e desideri, acquisiscono potere "curativo".
Ciò non è difficile da comprendere se pensiamo che ogni essere umano nasce, cresce e si forma all'interno della cornice di relazioni significative con altri esseri umani; al fine di evitare isolamento e abbandono (reale o immaginario), in quel periodo di dipendenza fisiologica costituito dall'infanzia, ci adattiamo e blocchiamo capacità, desideri... possibilità... parti del Sé... che tendiamo poi a disconoscere e che quando riemergono ci creano molte paure e ansie.
Accade quindi che, come nelle relazioni significative perdiamo noi stessi, solo all'interno di relazioni significative ("emotivamente correttive") ciascuno di noi può riaccettare profondamente, sentire e capire in modo completo, non solo razionalmente, ma anche emotivamente, la propria sofferenza e il proprio vissuto e tornare a riappropriarsi di potenzialità di relazione e di realizzazione soffocate nel passato.
Che cos'è il disagio psichico
Sono convinta che il disagio psichico sia sempre espressione di una tensione verso il cambiamento; si sta male quando vecchie e antiche strategie di adattamento all'ambiente non riescono più a fronteggiare la pressione dovuta al bisogno di cambiamento e di realizzazione di sé.
Spessissimo, in questo senso, il disagio psichico si rivela una nuova chance per la persona, nonostante il senso a volte di profondo disorientamento e sofferenza che lo accompagna.
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