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Dott.ssa Noemi Zenzale

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Monza / Lecco / Milano / Dist. Umore / Autostima / Dist. alimentari / Dist. Ansia

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Qualche mese fa ho sentito raccontare una storia che mi è piaciuta molto.
"C’era una volta un piccolo mandolino che viveva con la sua famiglia in un piccolo paese. Una volta cresciuto, stanco delle solite melodie che accompagnavano i suoi giorni, decise di mettersi in viaggio alla volta di una famosa e lontana laguna sul mare... Venezia.
Pensava così che avrebbe potuto trovare nuovi significati e nuove musiche.
Arrivato in questa magica e sognante città, il piccolo mandolino iniziò a camminare desideroso di imparare e di esplorare, fin quando, seguendo il suono di alcune lontane note, poté osservare e ascoltare la dolcezza e la pienezza di una grande orchestra musicale. Ne rimase affascinato.
In cuor suo pensò che avrebbe tanto desiderato farne parte... ma presto si accorse che nessun mandolino suonava in quella compagnia. Così, scoraggiato e avvilito era pronto a raccogliere la sua sacca e a fare ritorno a casa, alle antiche vie e melodie.
Il giorno della partenza, quando timido si affacciò a sbirciare e a sentire per l’ultima volta i suoi sogni e il suono pieno e maestoso dell’orchestra, non si accorse che un signore molto importante lo stava osservando incuriosito e interessato.
Fu così che il nostro piccolo mandolino fu scoperto dal grande maestro Antonio Vivaldi che per lui e con lui compose il famoso Concerto per mandolino in Do maggiore (Op. 3 n. 6)
”.
George Eliot ha scritto "Non è mai troppo tardi per essere ciò che avresti potuto essere".
Quando ho ascoltato questa storia l’ho subito molto amata. Credo che sia ricca di significati e di speranza.
Nel corso degli anni della crescita riempiamo la nostra "sacca" di sogni, emozioni, pensieri, comportamenti, decisioni ed esperienze. Sono la nostra storia e il nostro passato.
Non sempre però tutto fila liscio.
Ci ritroviamo a vivere momenti in cui il dolore, la paura, la confusione e l’incertezza ci appaiono interminabili e incontrollabili. Ci scoraggiamo e crediamo che l’inverno che stiamo attraversando non sia una stagione ma un tempo, smettiamo di ricordare che sopra le nuvole c’è sempre il sole.
Dimentichiamo così che nella natura e nella nostra vita di esseri umani ci sono le stagioni, i colori forti e quelli tenui, c’è il movimento, il cambiamento, la possibilità e ci sono le nostre capacità.
Gli inverni di ogni vita umana sono diversi: c’è la paura che può vestirsi di ansia, c’è la tristezza che può tingersi di depressione, c’è l’equilibrio dei colori che può perdersi e trasformarsi in una tavolozza incoerente e confusa, ci sono la fame e la sazietà che possono diventare voracità o rifiuto, c’è la sofferenza di ognuno di noi...
Eppure ogni sintomo che ci accompagna porta con sé un significato profondo che si lega alla nostra storia: se lo recuperiamo possiamo comprendere come ci accostiamo alla nostra interiorità e a quanto è intorno a noi, trovando un nome e attribuendo un senso. A una sensazione, sofferenza o situazione mal definita e incomprensibile la consapevolezza restituisce così una forma e una struttura.
Nella mia attività di Psicologa Clinica lavoro con gli adulti. Forse qualcuno di voi si chiederà: perché una psicologa che lavora con gli adulti racconta una fiaba?... Perché le fiabe ci riportano più facilmente alle nostre emozioni e a quel piccolo bambino che siamo stati e che ognuno di noi porta con sé...
Le Consulenze Psicologiche di cui mi occupo sono uno spazio di ascolto e di riflessione caratterizzato dall’incontro e dalla relazione tra due persone: me e chi mi sta di fronte; un percorso volto a recuperare significati, consapevolezza, speranza e capacità.
Un tempo che sarà solo vostro, un luogo in cui potrete scegliere di esserci senza maschere, imparando a stare con quello che siete e avete: capacità, difficoltà, fragilità, tristezza, gioia, rabbia, paura, vergogna, gelosia... voi con la vostra luce e la vostra ombra. Come mi ha detto qualche mese fa Marta «è come se gran parte del lavoro è stato quello di dare un nome alle cose che provavo, scoprendo e ascoltando quello che potevano dire di me».
Lavoro per voi e con voi per la speranza, la consapevolezza, la ripresa delle capacità e la composizione del vostro “concerto” di vita.
Qualche breve “nota” più curriculare: sono una Psicologa Clinica da sempre appassionata alla Psicologia e alla Clinica. Il quadro di riferimento che utilizzo per me e nella mia attività è l’Analisi Transazionale: un sistema teorico-clinico di stampo umanistico che si fonda sulla positività, l’esperienza e l’"ok-ness" intrinseca ad ogni persona.
Una teoria vicina alla sofferenza umana, costruita sull’uomo e nella quale trovano posto tutte le dimensioni e manifestazioni di ognuno di noi: passato, presente, futuro, esperienze, emozioni, bisogni più profondi, pensieri, comportamenti, decisioni e relazioni interpersonali.
Durante la mia formazione mi sono occupata e ho approfondito le tematiche legate alla terapia familiare, alla psicologia della salute, ai disturbi dell’ansia, di personalità, dell’umore, del comportamento alimentare e... a quanto di volta in volta ho appreso dall’incontro con le persone che si sono rivolte a me. Ho sempre scoperto così nuovi significati, nuove storie e nuovi aspetti dell’esperienza e delle stagioni di tutti noi.
L’autunno conduce all’inverno e l’inverno è necessario perché possa sopraggiungere una nuova primavera...
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