Psicoanalisi e disturbi psicologici

Ci si cura con la psicoterapia psicoanalitica... o son solo parole?

Articolo pubblicato il 30 Maggio 2014.
L'articolo "Ci si cura con la psicoterapia psicoanalitica... o son solo parole?" tratta di: Disturbi Psicologici, Tipi di terapia e Psicoanalisi (Sigmund Freud).
Articolo scritto dalla Dott.ssa Teresa Guadagno.

Il fondatore della Psicoanalisi, Sigmund Freud, con i suoi 150 anni e più, è annoverato tra le menti rivoluzionarie e geniali di tutti i tempi, insieme a Marx, Darwin, Einstein e così via. In proposito, vorrei segnalare una trasmissione condotta da Corrado Augias, "I visionari" in cui vi è una puntata dedicata appunto al padre della Psicoanalisi.
È per tutti assodato che questa disciplina ha inciso nella storia dell'umanità e del suo progresso. L'aspetto che vorrei rilevare all'interno dell'impianto elaborativo e clinico della psicoanalisi, è quello terapeutico. La ripetitività è un fenomeno che caratterizza alcune nevrosi, ad esempio quella ossessiva, in extremis si ricordano le nevrosi di carattere e nevrosi del destino.
Il concetto che intendo introdurre è la coazione a ripetere.

La coazione a ripetere in psicopatologia concreta, «è un processo incoercibile e di origine inconscia, con cui la persona si pone attivamente in situazione penose, ripetendo così vecchie esperienze senza ricordarsi del prototipo e con l'impressione che si tratti di qualcosa che è pienamente motivato nella situazione attuale. In termini teorici è una dinamica conflittuale congiunta tra il principio di piacere e il principio di realtà. Essa è attribuita fondamentalmente al carattere conservatore delle pulsioni»1. Nella letteratura psicoanalitica è legato "troppo" alla ricerca speculativa, che non è mio interesse problematizzare.

In clinica, per esempio il sintomo (alcuni di essi sono manifestamente ripetitivi), come i rituali ossessivi, riproduce in modo più o meno mascherato, alcuni elementi di un conflitto passato. In tal senso che intendo il carattere ripetitivo: il dimenticato (rimosso) ritorna nel presente, sotto forma di sintomi, sogni, azioni. La letteratura è ricca di richiami relativi al tema della ripetitività. Basti fra tutti ricordare la poesia di Goethe, intitolata "Continuità nel cambiamento", in cui il poeta indica la ripetizione come prezioso strumento da usarsi per far restare attuali eventi del passato.
Tra i filosofi ricordo Nietzsche, in cui l'eterno ritorno è esplorato sia dal punto di vista cosmologico che antropologico. Che cosa succede?

Il "malato" è indotto a ripetere, invariabilmente delle situazioni, proprio come quando s'inceppa la puntina nel solco del disco... Tutto questo per la maggior parte è all'insaputa dell'individuo, poiché vi è un mondo più vasto e sconosciuto, orchestrato da meccanismi che difendono, reprimono, animato da forze e fantasmi originari. È possibile decifrare questo mondo, ma tale decifrazione avviene in un luogo e in un rapporto privilegiato.
Quando il terapeuta offre delle condizioni di stabilità, di tolleranza, di fiducia, la ripetitività, che segnala una sofferenza, un trauma passato, rivissuto offre oltre ad un sollievo per il "malato", anche un rimedio e una soluzione, cioè una cura, che non poté avvenire nel passato.

Riporto un breve flash di una paziente, in cui questo affetto molto particolare, emerge. La signora Alfa così dà voce a questa sofferenza: «Sono consapevole che voglio una compagnia speciale, ma sono anche spaventata di avere una ulteriore delusione. Voglio che scenda con me negli inferi... che come i dannati di Dickens che vagano in una stanza, che come fantasmi, soffrono, pur essendo morti!».

La tendenza a ripetere è una particolare forma di sofferenza che si esprime «come un'anima in pena, finché non ottiene soluzione e sollievo». Questo è un affetto «come i fantasmi che soffrono pur essendo morti», che ritorna sempre nelle relazioni di Alfa... è una forma di comunicazione "cristallizzata" e difensiva.

Alfa ha paura di coinvolgersi in emozioni, sentimenti con gli altri; ma la possibilità di uno spazio, di un luogo che portino al cambiamento, con una compagnia speciale è la cura che Alfa si concede per se stessa: l'opportunità di trasformare esperienze deludenti, traumatiche in modi diversi di essere e di comunicare: ovvero rivivendo Alfa rinasce.

Questo è solo uno dei nodi che la psicoterapia psicoanalitica affronta.
Alfa, nel "tornare indietro" analizza e trasforma con me un'esperienza deludente e traumatica. È insegnante elementare, e pur conducendo una vita normale, a tratti veniva colta da pensieri che la disturbavano.
Con il lavoro terapeutico e analitico si poté circoscrivere una particolare situazione: faticava a sostenere i colloqui con i genitori dei bambini, che avvenivano periodicamente nell'istituto scolastico in cui insegnava.
Questa situazione che si verificava nel presente, si ripeteva, impedendole di avere un sereno rapporto lavorativo. Per lei era spossante: aveva capogiri, sudorazione, confusione.

In pratica presentava questo sintomo. Una volta concordati gli incontri, per poter "offrire condizioni di stabilità e di fiducia" potei dipanare, nel tempo, e "scendere con lei negli inferi" la sua sofferenza.
La tendenza a ripetere, in certa misura, in alcune persone è legata ad un inibizione dello sviluppo, "un passivo restar indietro", dovuto all'influenza di costellazioni familiari, traumi che creano dei "punti di fissazioni".

Per intenderci "è come se ci fosse una forza magnetica che attrae".
Il sintomo di Alfa, era l'espressione appena visibile, di questo risucchio incoercibile. Era stata l'unica dei tre fratelli ad essere affidata dalla madre ad una zia suora, da piccola. Le sue emozioni, erano quelle di un'orfana pur avendo dei genitori. Questo era un nucleo di fissazione!

Man mano che il trattamento avanzava si allentava "la morsa attrattiva", donando respiro, forza e fiducia... curando. Alfa, nel tempo, fu in grado di affrontare i suoi impegni di insegnante, tra questi quello di sostenere i colloqui con i genitori. In realtà dei banali ricevimenti scolastici! La tendenza a ripetere che agiva in Alfa, era un meccanismo congiunto ad altri, che serviva per allontanare dalla mente la sua rabbia e il suo rancore. Così si "teneva fuori" anche dalla maggior parte delle relazioni. Non vivendo.

Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo, "come un fantasma". Gli aspetti segreti e segregati, con l'avanzare del tempo, rischiano di morire senza essere mai nati.
Alfa rivivendo, rinasce, poiché si concede di svelare i suoi aspetti e accedere ad una visione del mondo, del suo mondo trasformata, in una nuova consapevolezza.

Bibliografia
  • S. Freud, Al di là del principio del piacere, in "Opere di Sigmund Freud", OSF vol. 9, Bollati Boringhieri
  • J. Laplanche, J.B. Pontalis, "Enciclopedia della psicoanalisi", Biblioteca Universale Laterza

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