Tipi di terapia: PNEI

PsicoNeuroEndocrinoImmunologia: "Mens sana in corpore sano"

Articolo pubblicato il 2 Novembre 2017.
L'articolo "PsicoNeuroEndocrinoImmunologia: "Mens sana in corpore sano"" tratta di: Tipi di terapia.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Roberta Dell'Acqua.

La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia è un nuovo modo per prendersi cura dell'essere umano.

Non è possibile avere un corpo sano se la mente è inquieta e disturbata, insegnava Giovenale quasi 2000 anni fa con il celebre "mens sana in corpore sano".
Se la Psicosomatica ha dimostrato la connessione tra mente e corpo, sottolineando come il sistema vegetativo sia il tramite, lo strumento attraverso cui un'emozione si esprime nel corpo, con la nascita della PsicoNeuroEndocrinoImmunologia si inizia a studiare la mediazione neurochimica delle emozioni e di come queste influenzino lo stato di salute e di malattia, e quindi il sistema immunitario.

La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, o più brevemente "PNEI", può essere considerata come lo studio delle relazioni tra sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario e la psiche, cioè l'identità emozionale e cognitiva che contraddistingue ciascuno individuo.
La PNEI è dunque una scienza che studia la mediazione psiconeurochimica delle emozioni e degli stati di coscienza che influenzano i tre sistemi e che determinano uno stato di Salute o di Malattia. Questo concetto è fondamentale per comprendere che ogni stato emotivo (amore, paura, dolore, ansia, rabbia) è veicolato nel corpo da specifici neurotrasmettitori e scatena risposte neurovegetative, endocrine e immunitarie che causano disequilibrio e disarmonia dei sistemi che interagiscano tra loro per il raggiungimento di un'omeostasi interna dell'organismo, e quindi di uno stato di salute e benessere dell'intera persona. Tutto ciò significa che l'intero corpo "pensa", che ogni cellula "sente", "prova emozioni", riceve informazioni psicofisiche e le trasmette all'intero organismo attraverso una fitta rete di interconnessioni comunicative.

Considerando come imprescindibile l'unione tra la mente e il corpo, i recettori rappresentano le basi biochimiche delle emozioni ed è pertanto evidente che le emozioni contribuiscono ad influenzare lo stato di salute e la malattia.
Studi recenti dimostrano che anche patologie come l'aterosclerosi, tradizionalmente concepite come frutto dell'eccesso di colesterolo nel sangue, sono fortemente condizionate dall'umore: la depressione, ormai considerata una patologia infiammatoria, contribuisce ad alterare la parete interna dei vasi, favorendo la formazione della tipica lesione aterosclerotica. Vivere una vita infelice e piena solo di preoccupazioni fa ammalare; provare emozioni negative intense e persistenti, non avere interessi e chiudersi in se stessi sono fattori di rischio molto importanti che dovrebbero essere considerati dalla classe medica in modo più serio. Smettere di fumare, mangiare sano e iniziare costante attività fisica è importante e faticoso; ma quanta importanza e quanta fatica c'è dietro il volersi bene, l'amarsi, e il desiderare di stare bene?

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