Dott.ssa Gabriella Aurisicchio
Psicologo Psicoterapeuta, Buccinasco (MI) - Corsico (MI)

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Presentazione della dott.ssa Gabriella Aurisicchio

Mi chiamo Gabriella Aurisicchio e sono Psicologa e Psicoterapeuta.

Mi occupo di Consulenza psicologica e Psicoterapia e mi dedico ad adolescenti, adulti, coppie e famiglie. Ho maturato una lunga esperienza come libera professionista in servizi pubblici quali Centri di Terapia Familiare e Consultori Familiari dell'ASL di Milano e presso studi privati.

Nel passato ho lavorato come esperta di sviluppo risorse umane per diverse aziende e società di consulenza, aiutando individui, gruppi e organizzazioni a superare ostacoli, raggiungere obiettivi, ottimizzare capacità e potenzialità.

La mia formazione e i miei titoli
  • Laurea in Psicologia nel 1985 (Università degli Studi di Roma, 110 e lode)
  • Formazione in Psicodiagnostica clinica, Tecniche di rilassamento, Ipnosi, Psicotraumatologia, EMDR (Eyes Movement Desinsitization and Reprocessing)
  • Specializzazione quadriennale in Psicoterapia Sistemico Relazionale
  • Iscrizione all'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia dal 1993, con il numero 03/3188
  • Abilitazione all'esercizio della Psicoterapia
Rispondo ad alcune delle più frequenti domande

Domanda: Cosa posso aspettarmi da un percorso psicologico?
Risposta: Il percorso psicologico garantisce sostegno e ascolto partecipe e attento, si basa sul rispetto e promuove la consapevolezza.
Inizialmente propongo una fase di consultazione, ossia 3-5 colloqui di inquadramento della situazione, in cui analizzo le esigenze della persona che ha formulato la richiesta e decido con lei come affrontarle; al termine di questa fase formulo una restituzione, articolata in valutazione del caso ed eventuali indicazioni terapeutiche. Successivamente, se si procede con la psicoterapia, lavoro col paziente per individuare modalità alternative nuove e più adeguate per gestire il disagio e la sua vita, con l'obiettivo di produrre dei cambiamenti. La psicoterapia è un cammino che conduce alla conoscenza di sé e dei propri modi di funzionare e che genera cambiamenti.

Domanda: Quando è indicata la terapia di coppia?
Risposta: La terapia di coppia è indicata se si manifestano difficoltà relazionali e/o crisi di coppia e quando entrambi i partner sono motivati ad affrontare le problematiche riguardanti la coppia.

Domanda: Cosa fare quando sono i bambini o gli adolescenti ad esprimere disagio?
Risposta: Di solito incontro i genitori per un paio di colloqui di inquadramento e offro una consulenza sul problema portato. Mi riservo di inviarli ad altri specialisti se ne ravviso l'utilità o di decidere con loro se procedere con ulteriori colloqui con l'intera famiglia, con i soli genitori o con il minore, a seconda della tipologia di problema, del contesto e delle risorse disponibili.

Domanda: Quanti colloqui saranno necessari?
Risposta: Nella consultazione psicologica prevedo 3-5 colloqui della durata di un'ora circa. Se si procede con la psicoterapia, il numero e la frequenza delle sedute dipendono dalla tipologia delle difficoltà manifestate e dagli obiettivi terapeutici concordati.
Il mio approccio terapeutico si snoda su un arco temporale di breve-medio termine, ossia una terapia può durare da 6 a 24 mesi, con frequenza settimanale o quindicinale.

Quali sono i miei ambiti d'intervento sul versante clinico
  • Disturbi d'ansia, attacchi di panico e fobie
  • Depressione
  • Disturbi alimentari
  • Disturbi del sonno
  • Disturbi psicosomatici
  • Difficoltà lavorative e gestione dello stress
  • Bisogno di sostegno nelle transizioni professionali
    (scuola/lavoro, disoccupazione/lavoro, cambiamenti di ruolo, promozioni)
  • Supporto all'autostima e all'autoefficacia
  • Difficoltà nella sfera affettiva, relazionale e sessuale
  • Crisi di coppia
  • Sostegno alla genitorialità
  • Difficoltà della famiglia a affrontare eventi che producono cambiamenti
    (nascite, lutti, licenziamenti, separazioni)
  • Supporto alla famiglia ricomposta
  • Difficoltà di bambini e adolescenti
    (scolastiche, affettive, sociali)

Qual è il mio approccio teorico-metodologico.
Utilizzo prevalentemente l'Approccio Sistemico Relazionale e l'EMDR (Eyes Movement Desensitization and Reprocessing), anche se la lunga esperienza mi ha portato ad attingere anche ad altri approcci quali quello cognitivo-comportamentale ed alle tecniche di rilassamento.

Approccio Sistemico Relazionale

L'approccio Sistemico Relazionale si afferma negli Stati Uniti negli anni '50. Mentre precedentemente il comportamento umano veniva studiato ricercandone le cause a livello intrapschichico, questo approccio pone al centro del suo interesse le relazioni che l'individuo instaura con le persone con cui interagisce nei diversi contesti d'appartenenza. Ogni sistema o ambiente di vita possiede specifiche caratteristiche, che nella terapia diventano risorse fondamentali.

La famiglia si configura come sistema sociale cruciale ma anche contesti d'appartenenza quali la scuola, il gruppo dei coetanei, il luogo di lavoro, risultano fondamentali per cogliere il significato dei comportamenti individuali.

I comportamenti acquisiscono significato solo se inquadrati all'interno dei contesti di appartenenza e il sintomo si configura come la manifestazione di un disagio non dell'individuo ma di una disfunzionalità relazionale sviluppatasi all'interno dei sistemi di cui l'individuo ha fatto o fa parte.
Data la possibilità di operare utilizzando i vari formati (individuale, di coppia e familiare), valuto ogni volta la scelta più adeguata a prendere in carico la situazione specifica.

  • Nella terapia individuale aiuto la persona a comprendere i modelli relazionali alla base del suo disagio. Fobie, ansia, deficit di autostima spesso sono riconducibili ad aspetti familiari quali: la tendenza ad evitare il conflitto, la difficoltà di gestire l'ansia, la trascuratezza, il maltrattamento, i lutti precoci e molti altri.
  • Nella terapia di coppia e familiare il mio primo obiettivo è aiutare le persone a riconoscere il ruolo attivo che ciascuna di loro esercita nel generare difficoltà quali gelosia esasperata, problematiche sessuali, interferenze delle famiglie d'origine, divergenze inconciliabili negli approcci educativi ed altre. Il secondo e non meno importante obiettivo è quello di rielaborare assieme le modalità di funzionamento adottate fino quel momento, ricercando assieme un modo nuovo, diverso e più soddisfacente di vivere assieme.
EMDR

L'EMDR, acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti oculari), è un approccio terapeutico nato circa 20 anni fa dall'intuizione di una psicologa californiana, Francine Shapiro. È usato in particolare per accedere, neutralizzare e rielaborare i ricordi di esperienze traumatiche di diverso genere, siano esse di piccolo trauma o di grande trauma.
Queste esperienze possono riguardare abusi vissuti da bambini, carenze affettive patite in adolescenza, incidenti subiti, violenze a cui si è assistito o violenze subite, lutti, insuccessi scolastici o lavorativi, delusioni amorose, calamità naturali quali terremoti.

L'idea fondamentale dell'EMDR è che in ogni persona esiste un meccanismo di "digestione" dei traumi. Come il sistema digerente assume dal cibo le sostanze utili ed espelle gli scarti, così il cervello estrae dal trauma l'informazione utile ed elimina il resto. In altre parole, dopo un avvenimento traumatico, nel giro di pochi giorni il cervello si libera dei pensieri, delle emozioni e delle sensazioni negative.

Alcune esperienze negative però possono rimanere bloccate, invece di essere digerite, per così dire "congelate" nel cervello, mantenendo la loro carica emotiva negativa. Ciò accade se il trauma subito è troppo intenso, per esempio quando si perde un figlio o si sopravvive ad un incidente mortale, o se l'esperienza viene vissuta quando ancora non si possiedono le risorse per metabolizzarla, ad esempio quando si è bambini o durante un periodo di particolare vulnerabilità (ad esempio gravidanza, separazione coniugale, diagnosi di malattia infausta, bocciatura scolastica ecc.).
Quando un trauma viene congelato male nel cervello, le emozioni, le immagini, i pensieri, le sensazioni disturbanti ad esso collegate, possono continuare a riaffiorare e a generare disagio, facendo sentire la persona impotente e incapace di controllare se stessa.

L'EMDR facilita il meccanismo di autoguarigione tipico dell'essere umano e favorisce la naturale rielaborazione e integrazione dell'esperienza in modo similare a quanto avviene nella fase del sonno in cui si sogna, contraddistinta da rapidi movimenti oculari spontanei (REM). Praticamente l'EMDR consiste nel desensibilizzare i ricordi disturbanti concordati col paziente, per poi effettuare un'attività di rielaborazione.
Il lavoro di rielaborazione si svolge attraverso la "stimolazione bilaterale", che può consistere nel movimento delle dita da seguire con gli occhi o nel tamburellamento sulle ginocchia del paziente.

L'EMDR differisce dall'ipnosi perché il cliente non subisce suggestioni dall'esterno, ha un ruolo attivo, segue il flusso associativo di immagini, pensieri ed emozioni che prima risultava bloccato, e può chiedere di interrompere la seduta in qualunque momento.
L'EMDR risulta molto efficace nel cambiare le emozioni connesse ai ricordi di esperienze traumatiche in modo che non siano più causa di disagio. Viene usato anche per ridurre l'ansia da prestazioni e per aumentare le potenzialità delle persone sul lavoro, nello sport e nello spettacolo.

Dove ricevo

Il mio studio è situato a Corsico (zona sud - est Milano - Lorenteggio) in via Caboto, 23. È accogliente, facilmente raggiungibile coi mezzi di trasporto (capolinea 50 e 14), il parcheggio è libero e ampiamente disponibile.

Ricevo inoltre a Buccinasco (Milano) in via G. Di Vittorio, 4.

Può contattarmi telefonando al 327.55...327.5526022 o compilando il modulo che trova sotto.

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