Dott.ssa Chiara Rossi
Psicologo Psicoterapeuta, Bologna (BO)

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Presentazione della Dott.ssa Chiara Rossi

Mi chiamo Chiara Rossi, sono nata a Bologna vivo e lavoro sul territorio di Bologna e Casalecchio di Reno. Dopo la Laurea in Psicologia all'Università di Bologna conseguita nel 2003, mi sono specializzata in Psicoterapia presso lo IACP di Firenze (Terapia Centrata sul Cliente di C. Rogers). Ho approfondito l'area della salute e della malattia con un corso biennale in Psicologia Ospedaliera dell'AUSL Bologna, e in seguito mi sono formata negli ambiti della Psicologia Oncologica e Cardiologica secondo il modello Mente-Corpo. Ho svolto tirocini formativi e collaborazioni in molte aree diverse (casa di cura psichiatrica, psicologia ospedaliera, consultorio familiare, prima infanzia, adolescenza, terza età) presso enti privati e presso l'AUSL di Bologna.
Negli ultimi anni ho arricchito e diversificato ulteriormente la mia preparazione con un Master in Psicologia dello Sport (conseguito presso Psicosport- Milano), mentre attualmente sto completando il secondo biennio presso AISPA, una Scuola di Sessuologia Clinica riconosciuta dalla FISS (federazione italiana scuole sessuologia). Ad oggi sono Consulente Sessuale.

Esercito la libera professione come Psicologa Psicoterapeuta individuale, di coppia e di gruppo per adolescenti e adulti e saltuariamente svolgo docenze presso alcuni enti di formazione (comunicazione, gestione del lutto e della relazione d'aiuto nei contesti sanitari e assistenziali).

Sono socia da anni di un'associazione denominata "Attivismo Quantico Europeo", incentrata su principi di rispetto e solidarietà, rispetto dell'ambiente, tutela del pianeta, comportamenti e scelte consapevoli, che si propone di studiare, approfondire e condividere una visione olistica dell'essere umano e nuovi modelli di medicina e di cura rigorosamente scientificamente comprovati.

Ho pubblicato: "La relazione d'aiuto. Un valore aggiunto alla professionalità dell'Operatore Socio-Sanitario dei servizi residenziali" in Pro Terza Età N. 43 Anno XVI – Marzo 2010.
"Terza età e ciclo di vita: riflessioni su possibilità e sviluppo per gli ospiti delle strutture residenziali", in Federica Taddia (a cura di) (2012), Laboratori di animazione per la terza età. Percorsi socio educativi, Trento, Ed. Erikson.

Sono iscritta all'Albo degli Psicologi Psicoterapeuti dell'Emilia Romagna col n. 4293.

Il mio pensiero
"Voglio smettere di avere paura, smettere di non piacermi, di sentirmi inadeguata e sbagliata."
(Una cliente, 43 anni)
"Quanto tempo avrei risparmiato, e quanta sofferenza avrei evitato, se non avessi continuato a ripetermi per anni che dovevo essere forte."
(Una cliente, 36 anni)

Il dolore, la paura, il disagio, quando non vengono ascoltati e affrontati, rendono l'esistenza difficile e pesante. A volte possono arrivare a manifestarsi con modalità che diventano veri e propri disturbi: insonnia, depressione e disturbi dell'umore, disturbi d'ansia o che riguardano il corpo, problemi alimentari, disturbi della sessualità, alti livelli di stress, affaticamento... Questi disturbi possono essere considerati come segnali preziosi, per quanto fastidiosi, perché sono la manifestazione di bisogni profondi o di "ferite dell'anima", che chiedono di essere ascoltati e considerati. Non hanno nulla a che fare con il fatto di essere deboli, incapaci o fragili. Non sono una colpa!

Quotidianamente mi trovo insieme a persone che si sentono profondamente incapaci, inadeguate, cattive, "sbagliate". Soffrono provando emozioni confuse e contrastanti, a volte inaccettabili, hanno paura di deludere gli altri, hanno un basso senso di Sè, provano vergogna e senso di colpa per ciò che non riescono ad essere, sono arrabbiate. Si sentono bloccate, disorientate, non all'altezza e dolorosamente impotenti verso ciò che non riescono a cambiare. E soprattutto, si sentono sole con le prove e i problemi che la vita porta con sé: difficoltà nelle relazioni, sul lavoro, con il partner, davanti a lutti o malattie, oppure nel rapporto con sé stesse e col proprio corpo…Vorrebbero stare meglio, ma non sanno come fare, da dove iniziare.

Questo perché anche l'idea del cambiamento fa paura, tanta paura: mettersi in discussione e immaginare di essere diversi, anche se più felici, è un pensiero che spaventa, che sembra impossibile, ed è troppo il timore delle conseguenze o del fallimento. È difficile pensare a noi stessi diversi da come ci conosciamo, anche se più felici o soddisfatti.

Per cui si rinuncia a provare, ma così facendo si rinuncia alla propria serenità, alla cura di sé stessi, si viene meno alla responsabilità del proprio benessere. A volte siamo portati a dare la colpa della nostra insoddisfazione e della nostra infelicità solo a fattori esterni, agli altri o alla vita che è così complicata. Ma così facendo, rinunciamo alla possibilità di poter agire e cambiare le cose: possiamo solo continuare a soffrire per ciò che ci accade e dispiacerci per noi stessi.

Io invece sono fermamente convinta che provare a stare bene sia, più che un diritto, un dovere, un atto d'amore della persona verso sé stessa. Credo che le persone abbiano dentro di loro la forza, la capacità e le risorse per affrontare e gestire i problemi che la vita, inevitabilmente, porta con sé. A volte hanno solo bisogno di non essere sole nel farlo, di avere qualcuno che le ascolti e le accolga senza giudicarle, di poter contare su un aiuto qualificato per provarci e ritrovare questa forza.

Come lavoro

Quando mi fa male un dente, ho tre strade davanti a me: tengo duro e sopporto il dolore ("ma per quanto? E se peggiora sempre più?"), prendo un antidolorifico ("ma per quanti giorni posso farlo senza che mi faccia male?"), oppure mi faccio coraggio e chiedo aiuto al dentista.

Questa semplice metafora sul dolore spiega bene in che modo ci si può rivolgere a noi professionisti: semplicemente, per chiedere un aiuto davanti a una difficoltà o a una sofferenza che non si riesce a gestire da soli in modo definitivo. Quante volte, invece, tendiamo a dire per molto tempo "pazienza, passerà..." continuando a soffrire, oppure a "prendere antidolorifici", cercando di non pensarci e rimandando….. Come se aver bisogno di aiuto competente o di sostegno fosse una vergogna, o un fallimento. NON È COSÌ!

Il disagio può essere dovuto a un fatto specifico (la fine di una relazione, problemi nella coppia, un lutto, difficoltà nello studio o sul lavoro, un periodo di crisi legata all'età, a una malattia, l'educazione dei figli ecc), oppure può scaturire da elementi esistenziali della persona che le rendono difficile vivere una vita piena e soddisfacente. Nel primo caso, può essere sufficiente un percorso di consulenza, con un numero di colloqui stabilito e definito nel tempo, focalizzato principalmente sul problema. Nel secondo caso, può essere più indicata una vera e propria terapia, cioè un percorso più lungo e non definibile a priori nel tempo, che comporta un lavoro profondo della persona su sé stessa.
Qualunque sia il motivo, rivolgersi al terapeuta è il primo, importante passo per curarsi di sé, per provare a modificare una situazione che porta disagio, per cercare soluzioni rispettose e soddisfacenti per la persona.

Questo è un punto molto importante: il mio compito è aiutare le persone a ricercare le migliori soluzioni possibili per loro, che vadano bene a loro, nel pieno rispetto di ciò che esse sono. Per farlo, spesso è necessaria una maggior consapevolezza e conoscenza di sè: la persona compie insieme a me un viaggio, un cammino a volte difficile ma emozionante, che la porta ad incontrare sé stessa per potersi accettare, rispettare e comprendere molto di più. E questo significa anche poter diventare maggiormente in grado di orientare con più chiarezza le proprie scelte e i propri comportamenti verso un maggior benessere personale.

Durante questo cammino, il mio compito è quello di essere il più prezioso alleato, di accompagnare con professionalità e attenzione la persona alla scoperta di sé stessa senza giudicarla in ciò che prova, dandole sostegno quando ne ha bisogno, essendo un punto di riferimento quando si sente smarrita o confusa, senza mai sostituirmi a lei nelle scelte e nelle decisioni della sua vita e aiutandola a divenire sempre più responsabile e autonoma, fino a che il miglior punto di riferimento possibile sarà proprio lei stessa.

Una metafora che si usa spesso è appunto quella del viaggio (in particolare di un viaggio in mare): terapeuta e cliente sono l'equipaggio di una barca a vela, la cui destinazione all'inizio è sconosciuta ad entrambi. Il cliente è il padrone della barca e ha in mano il timone, è lui decide dove dirigersi di volta in volta e pian piano individua sempre più chiaramente il porto finale in cui vuole approdare. Il terapeuta è il marinaio esperto che legge le carte navali, sa riconoscere le caratteristiche dell'imbarcazione, interpreta i segnali del vento e del mare, sa che ci possono essere scogli o tempeste lungo il viaggio ed aiuta il timoniere ad andare verso la direzione scelta. Quando infine si giunge al porto, l'equipaggio si scioglie ed il timoniere potrà intraprendere un altro viaggio, da solo, più consapevole e fiducioso nelle proprie capacità di affrontare gli imprevisti del futuro.

Il mio obiettivo è quello di aiutare le persone ad acquistare consapevolezza, autonomia, maggior controllo e fiducia in loro stesse, in modo che possano continuare (o riprendere) a percorrere il loro futuro ed il resto della loro vita in modo più soddisfacente, una volta concluso il nostro percorso insieme.
Se la terapia ha funzionato, il terapeuta diventa "inutile"!

Mi occupo di
  • Problematiche della relazione (nella coppia, nelle relazioni familiari, nei gruppi)
  • Disturbi dell'umore (stati ansiosi, disturbo ossessivo-compulsivo, depressione, attacchi di panico, fobie, disturbi bipolari)
  • Difficoltà legate all'adattamento ai cambiamenti nel ciclo di vita (trasferimenti, genitorialità, divorzio, pensionamento, problematiche lavorative, infortuni, malattia, ecc.)
  • Consulenza a Disturbi della sfera sessuale maschili e femminili e sulle problematiche legate all'identità di genere
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Sostegno e consulenza psicologica nelle situazioni di malattia grave o cronica e nelle problematiche psicologiche della terza età (personale o ai familiari)
  • Promozione della salute e di corretti stili di vita, con supporto in particolare alla sfera emotiva e psicologica a seguito di diagnosi di malattia cronica
  • Gestione dello stress e del dolore fisico (metodologia della Risposta di Rilassamento-prot. Benson)
  • Disagio legato all'ambiente lavorativo o scolastico
  • Autostima e assertività, comunicazione efficace
  • Elaborazione del lutto complicato o patologico
  • Comprensione e gestione di stati emotivi invasivi e fortemente disturbanti (rabbia, vergogna, ecc.)
Contatti

E’ possibile contattarmi per un primo colloquio di conoscenza telefonando al numero 329.41...329.4110145, oppure tramite e-mail compilando il modulo qui sotto. Ricevo presso i seguenti studi:

  • Bologna: "Unaltrocentro", Via Lame, 118
  • Bologna: "Studio di Psicologia", Via Don Luigi Sturzo, 23 (zona Funivia, Croce di Casalecchio)

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