Devo scegliere? Aiuto!

Articolo pubblicato il 20 Dicembre 2012.
L'articolo "Devo scegliere? Aiuto!" tratta di: Terapia Cognitivo Comportamentale.
Articolo scritto dal Dott. Cesar Ahmed Salomon.

Dalla prima scelta fatta da Adamo di mangiare la mela - fortunata o sfortunata che sia - a tutte le grandi decisioni che hanno fatto cambiare e rivoluzionare il mondo, si è compreso come scegliere sia sempre stato difficile per l'essere umano che - più spesso di quanto si possa immaginare - si trova nella difficile condizione della scelta. Pensateci, ci troviamo quotidianamente di fronte a scelte più o meno semplici: "Sveglia alle 6 o alle 8?". "Vado a piedi o in macchina?". "Carne o pesce?". Alcune possono sembrare banali, altre rivestono un'importanza vitale per il futuro.

Scelte obbligate. Esistono poi quelle scelte obbligate che diventando una dura prova, che ci portano ad affrontare un cambiamento "forzato" nelle nostre vite: "Far carriera o avere famiglia?".
«Non abbiamo nessun lavoro adatto al suo livello professionale, ma se vuole le possiamo proporre un'altra mansione all'interno dell'azienda...». Accettare la mansione o rifiutare e cercare ancora?
Gli esempi sono innumerevoli come innumerevoli sono le possibilità di scelta, ed è proprio questo che rende difficile scegliere, perché avere troppe possibilità a volte può rallentare il processo decisionale.

Qualcuno diceva «Avere tante opportunità è come non avere nessuna».
Ci sono persone che, prese da altri stimoli, non si rendono conto di avere davanti ai loro occhi numerose strade da percorrere, oppure hanno difficoltà a capire quanto sia importante avere queste possibilità di scelta che, purtroppo, non tutti hanno. Per quanto sia normale sentirsi "bloccati" di fronte ad un bivio, rendersi conto che scegliere è un'opportunità non da poco è già un primo passo per evitare frustrazioni.

Ricordo quando, nei primi giorni di lavoro, arrivò in ambulatorio una signora di terza età con diversi problemi di salute. Si lamentava perché doveva assumere un'ingente quantità di medicinali. «Dottore sono incerta se continuare, lei non immagina quanto è difficile prendere questa quantità di pillole tutti i giorni, sarebbe meglio non prenderle?». La mia risposta non si è fatta aspettare. «Signora, fra i medicinali che la aiutano e le sue percezioni che la inducono a rifiutarli, pensi che almeno lei può scegliere. Ci sono persone che non hanno nemmeno la possibilità di fare una visita medica».

Le reazioni davanti a una scelta dipendono dal bagaglio di conoscenze ed esperienze che ognuno di noi si porta dietro.
C'è chi -non sapendo cosa vuole fare o cosa scegliere - si arrabbia prendendosela con il mondo. Altri si lamentano, si chiedono perché quella determinata cosa doveva capitare proprio a loro e a ripetersi che sono sfortunati. C'è infine chi sceglie di non scegliere e rimanere "nel bivio", in attesa di qualcuno che possa decidere al loro posto. Ma perché scegliere a volte diventa così difficile?

Responsabilità. Il nocciolo della questione sembra essere la responsabilità.
Tutte le volte che facciamo delle scelte dobbiamo avere il coraggio di assumerci la responsabilità delle loro conseguenze, perché non sempre quello che scegliamo ci porta a realizzare i nostri obiettivi o a una conclusione felice.
Succede spesso nei matrimoni: «All'inizio era fantastico, ma dopo quattro anni di matrimonio si è dimostrato tutto il contrario. Adesso sono distrutta!». Con le scelte economiche: «Ma sì, io pensavo di poter pagare tutto e ho fatto il mutuo ma in questo momento non ce la faccio, dovrò disdire tutto». O con i corsi universitari: «Mi sono iscritto all'università ma poi ho capito che non mi piace e mi risulta molto difficile andare avanti!».

I modi per fare una scelta sono diversi

Pensiamo ad esempio che ci siano un sapone e un gel per lavarsi la faccia.
Qualcuno potrebbe arrivare con l'unico interesse di lavarsi e scegliere in un modo quasi istintivo. Qualcun altro potrebbe osservare i due saponi, di uno potrebbe piacergli il colore, il profumo, quindi potrebbe sceglierlo per lavarsi. Mentre c'è chi, non conoscendo i due prodotti, legge sulle confezioni, domanda ad altre persone, si informa in internet sulla composizione, gli effetti ecc., prima di scegliere. Infine c'è chi, una volta scelto il sapone, ha il dubbio su quando o come sia meglio usarlo. In questo caso si tratterebbe di una scelta che induce a un'altra scelta.

L'essenziale - prima di fare una scelta - dovrebbe essere riflettere bene su quello che stiamo facendo, per capire se quello che scegliamo è la cosa migliore per noi in questo momento e/o potrebbe dimostrarsi il contrario nel futuro.

In che modo la psicoterapia può aiutare la persona nel momento in cui si trova a dover compiere una scelta difficile?
Cosa fare in caso di forte indecisione?

  • Consapevolezza delle nostre risorse.
    «Signore, dammi la forza per cambiare le cose che si possono cambiare».
  • Consapevolezza dei nostri limiti.
    «Dammi il coraggio per accertare le cose che non posso cambiare».
  • Senso di responsabilità e scelta.
    «Signore, dammi il buonsenso di distinguere le prime cose dalle seconde».

L'approccio cognitivo comportamentale in questi casi può essere di grande aiuto. Può incrementare nelle persone la conoscenza di se stesse, delle proprie risorse e propri limiti, e "donare" alcuni strumenti che favoriscono la consapevolezza: "Chi siamo?". "Cosa vogliamo?".
"Dove possiamo arrivare?". "Per cosa possiamo lottare?".
Questi strumenti possono rendere meno difficile l'atto della scelta, per risparmiare a noi stessi complessi, sensi di colpa, stati di ansia, depressioni ecc. Essere presenti e consapevoli delle nostre scelte è già un modo di prevenire sofferenza e disagio psicologico.

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