Dott.ssa Ilaria Cocci
Lui, lei: quando comunicare è difficile, Empoli (FI) - Scandicci (FI) - Prato (PO)

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Coppia lavorare per stare insieme

Articolo pubblicato il 4 Dicembre 2013.
L'articolo "Coppia lavorare per stare insieme" tratta di: Crescita personale, Comunicazione, Relazioni e Amore e Vita di Coppia.

«Il matrimonio è una relazione basata sulle competenze»1.
Questa frase è rivelatrice del perché alcune coppie funzionano e altre no!
Molte persone sono convinte che il funzionamento della relazione di coppia sia legato soprattutto alla fortuna di aver incontrato la persona giusta.
Nel nostro pensiero spesso c'è l'idea romantica che se questa è la persona giusta il percorso sia in discesa, che la vita sarà semplice, le litigate scarse, che i problemi si risolveranno da soli ecc. Così si tende a lasciar andare le cose per il loro corso sperando che, se è l'uomo o la donna giusta, prima o poi le cose magicamente si sistemeranno, cercando di tener duro finché si può.

In realtà questa speranza difficilmente si avvera poiché - trascorsa la fase di "Luna di Miele" (ossia i primi 12-24 mesi, durante i quali la biologia ci aiuta a mantenere alta la passione sessuale attraverso i ferormoni) - la relazione è basata sulle competenze dei singoli membri e quindi sul reciproco impegno nel suo funzionamento. Insomma per far funzionare un matrimonio o una relazione non basta l'amore.
Secondo John Gottman2 - psicologo esperto di matrimonio - si possono individuare dei fattori predittivi nel modo in cui una coppia litiga, essi possono essere indicatori di fallimento o successo della relazione.

Un fattore negativo è per esempio cominciare subito la discussione con toni accusatori, fare commenti negativi sul carattere del partner, usare il sarcasmo, il cinismo o insultare, avere un atteggiamento difensivo, allontanarsi o rifiutarlo, tutti questi elementi rendono la comunicazione infruttuosa. Conseguentemente, esistono anche degli elementi predittivi sul successo di una relazione, come ad esempio il rispetto e l'affetto, relazioni positive generali della coppia maggiori rispetto a quelle negative, richieste di attenzioni riuscite e partenze delle discussioni "morbide". Infine positivo anche quando l'uomo accetta l'influenza della donna nella sua vita.

Rispetto e considerazione reciproca di bisogni sarebbero la ciliegina sulla torta. Ovviamente questi sono alcuni indicatori generici.
La relazione di coppia è un "organismo" complesso e
L'unica certezza è che, per renderlo efficace nella coppia, ci deve essere empatia, accettazione e autenticità. Queste sono le condizioni necessarie e sufficienti per la crescita personale e quindi anche per la crescita della coppia. Per rendere tutto più comprensibile farò alcuni esempi dei più comuni "errori di comunicazione" che avvengono nelle coppie.

Prima di procedere nell'analisi di questi fattori, vale la pena di rilevare l'importanza del "Non verbale" nella comunicazione della coppia: qualunque cosa detta a parole, perde di valore di fronte ad un non verbale rigido, rifiutante e di chiusura. Ciò vale in tutti i tipi di relazione, ma in particolar modo nella coppia, dove l'approfondita conoscenza del partner porta a individuare tutte le sfumature del non verbale, il tipico tono di voce che è usato quando si è scocciati, o quello di quando si è distratti. Prendiamo in considerazione tre degli elementi chiave del funzionamento della coppia.

1. Stabilire obiettivi

La coppia dovrebbe avere sia obiettivi separati e personali che aumentano la crescita individuale e la soddisfazione delle proprie aspirazioni, sia obiettivi condivisi dalla coppia che alimentano la relazione di coppia. Questi secondi obiettivi sono concordati dalla coppia.
Per essere funzionali devono essere espressi verbalmente a parole, discussi e progettati da entrambi con un'estrema chiarezza, al fine di far fronte alle esigenze di entrambe le parti.

Una comunicazione implicita e vaga può far dare per scontato che taluni obiettivi siano condivisi quando non lo sono, o che i passi per raggiungerlo siano concordati mentre non lo sono per niente.
Esempio. Al mio studio si presenta una giovane coppia, Anna e Marco.
Escono insieme da circa sei mesi e il problema che manifestano è proprio legato a una confusione riguardo a un obiettivo concordato, o meglio non concordato. Anna e Marco inizialmente erano amanti, entrambi avevano una relazione con un altro compagno/a. Col progredire della relazione Anna ha dato per scontato che un loro obiettivo concordato fosse quello di avere una relazione seria, pertanto lascia il suo fidanzato, aspettando che Marco faccia la stessa cosa. Questo ovviamente sorprende Marco, che indugia nel lasciare la fidanzata. Afferma che questa decisione non era mai stata esplicitata, né avevano parlato apertamente di questa eventualità. Marco alla fine lascia la sua ragazza, ma decide di mantenere segreta la relazione con Anna, poiché ancora non è un suo obiettivo quello di costruire una relazione seria con lei.

2. Evitare le critiche

Il criticare e l'incolpare sono: «Una malattia devastante che uccide i rapporti»3. La critica ferisce il partner e lo fa mettere sulla difensiva.
Ferisce i sentimenti, diminuisce l'autostima, aumenta la rabbia e la frustrazione. Accusare l'altra persona di qualcosa - al fine di diminuire il disagio o la tristezza che tale comportamento ha generato - non è efficace, poiché il partner si metterà sulla difensiva e la comunicazione diventerà sterile.

Una comunicazione funzionale deve sempre partire dal messaggio "in prima persona", ossia dovrà descrivere quello che si prova, in questo modo l'auto-rivelazione aiuterà a comunicare i propri sentimenti, senza suscitare nell'altro resistenze.
Esempio. «È tutta colpa tua se siamo arrivati in ritardo, ci metti sempre un'ora a cercare parcheggio...». Questa è una critica che mette sulla difensiva. «Quando fai mille giri per cercare il parcheggio che più ti piace, mi irrito molto perché mi viene l'ansia di arrivare tardi», questo è un messaggio in prima persona che apre il dialogo.

Quindi, una comunicazione con un linguaggio verbale o non-verbale colpevolizzante, porta a una chiusura della comunicazione, a un rintanarsi nella propria verità senza possibilità di confronto, aumenta la distanza dei rapporti e non promuove una comunicazione empatica.

3. Assumersi le proprie responsabilità

Se ci si aspetta che la nostra felicità sia nelle mani del partner il rapporto è destinato al fallimento. Nella vita di coppia è usuale essere insoddisfatti.
In tal caso l'insoddisfazione va comunicata al partner in maniera efficacie. Se infatti è scaricata sulle sue spalle, sentendosi eccessivamente investito, il partner si ritirerà causando gravi danni al rapporto.

Invece, comunicare in maniera adeguata le proprie frustrazioni, può tramutarle in un obiettivo condiviso, aggiungendo maggior forza al rapporto.
Esempio. Al mio studio, si presenta una giovane coppia con cinque anni di relazione alle spalle, Laura e Luca. Durante i colloqui, emerge che lei ha riposto ogni sua soddisfazione futura e tutta la sua felicità nelle mani di lui. Infatti Laura ha come unico desiderio quello di realizzarsi nella vita familiare, quindi sposarsi e avere numerosi figli in età giovane.
Laura si aspetta che Luca soddisfi questa sua esigenza, anche solo in virtù del fatto che è da cinque anni che stanno insieme. Lei non si impegna nel far funzionare la vita di coppia e progettare obiettivi condivisi e carica tutta la frustrazione della sua vita su Luca. Questi sono solo alcuni aspetti rilevatori e predittori del fallimento o funzionamento di una relazione. Conoscere meglio se stessi, i propri atteggiamenti e limiti individualmente o come coppia, anche attraverso la psicoterapia, aiuta a diventare competenti e a migliorare la propria relazione

La psicoterapia centrata sul cliente offre uno spazio in cui la coppia può mostrarsi e sperimentarsi per quello che è, confrontarsi, capirsi e lavorare insieme per capire chi si è come individui e come coppia e provare a essere la coppia che vorreste essere.

Note
  1. Patty Howell, Ralph Jones, "Relazione di coppia efficace", pag. 24, La Meridiana, Molfetta, 2005
  2. John M. Gottman, "Marriages Succeed or Fail and How You Can Make Yours Last", New York, Fireside, 1994
  3. Patty Howell, Ralph Jones, "Relazione di coppia efficace", pag. 38, La Meridiana, Molfetta, 2005

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