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Articolo di psicologia: «Celiachia - Intolleranze Alimentari: aspetti psicologici»

Intolleranza Alimentare: Cosa succede nella nostra psiche

Articolo pubblicato il 21 Novembre 2007.
L'articolo "Intolleranza Alimentare: Cosa succede nella nostra psiche" tratta di: Disturbi Alimentari.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Maria Emilia Claudia Bernabeo.

Molti studi di psicologia hanno evidenziato come attorno all'alimentazione si sviluppa l'asse d'interazione più precoce dell'individuo.

L'impulso della fame fin dai primi momenti di vita diventa uno dei bisogni primari da soddisfare, da cui deriva la corretta nascita dell'identità e della personalità di ciascun essere umano. Diversi studi hanno dimostrato come l'alimentazione deve essere considerata l'elemento fondamentale per la salute di ciascun individuo, l'apporto delle sostanze nutrizionali è vitale per tutte le creature viventi.

Da cosa viene regolato questo bisogno?

Per gli esseri umani esistono numerosi fattori oltre alla fame che fanno si che le persone mangino. L'essere umano è fortemente influenzato dalle associazioni apprese e legate a determinanti temporali e spaziali.
Ad esempio quando l'orologio ci dice che è ora di mangiare noi siamo condizionati a pensare che abbiamo fame, non importa quello che abbiamo mangiato durante la mattinata, abbiamo imparato che ad una certa ora è pranzo.
Anche la socializzazione, così come intesa nella nostra cultura, svolge un ruolo nel determinare il luogo ed il momento in cui mangiare.

Cosa accade quando subentra una patologia?

Quando una patologia si manifesta l'uomo subisce un danno sia nella sfera biologica che psicologica, questa alterazione del proprio equilibrio psicofisico comporta una marcata alterazione della propria identità personale e sociale. Oggi, più che mai, si dà molta attenzione ai disturbi alimentari di natura psicologica (anoressia- bulimia) molto meno a patologie biologiche come la celiachia - intolleranze alimentari etc.

Ma ci siamo mai domandati quali sono le problematiche psichiche che queste persone affrontano dal momento che viene effettuata una diagnosi che sconvolgerà il loro sistema alimentare a volte pur non avendo una sintomatologia notevolmente invasiva?
Alla fine del 1900 la diagnosi di celiachia veniva effettuata unicamente per quei casi conclamati e le motivazioni per cui bisognava seguire una dieta erano chiari sia per il paziente che per i familiari; negli ultimi anni la diagnosi è stata effettuata il più delle volte in soggetti totalmente asintomatici i quali sono scarsamente motivati a cambiare le proprie abitudini alimentari.

Un cambiamento alimentare, nella vita di un individuo strutturato, comporta dei grossi disequilibri a livello ment-corpo che investe tutta la sfera della vita. Alcuni studi effettuati su malati di celiachia o intolleranza alimentare ha rilevato che la dimensione psicologica al momento della diagnosi è caratterizzata da sentimenti d'ansia e tristezza, mentre l'emozione predominante collegata all'osservazione della dieta è la rabbia.

Stati d'animo quali l'inadeguatezza, l'impotenza e la diversità spingono questi pazienti ad avere un atteggiamento psicologico passivo, di rinuncia e di chiusura in se stessi, tanto da evitare cene, ristoranti ed uscite con amici oppure rifiutano la malattia assumendo in questo modo condotte a rischio. Trasgredendo ad un protocollo alimentare o riducendo l'osservanza della dieta.

Il soggetto adulto affetto da celiachia o intolleranza alimentare si trova ad affrontare una ristrutturazione cognitiva che inizialmente non è di semplice soluzione poiché si troverà a vivere un cambiamento importante costellato di abnegazioni e privazioni.
Quanto sottolineato evidenzia come sia necessario un supporto psicologico quando il soggetto soffra in maniera smisurata per la limitazione dietetica più che per la malattia organica, per queste persone è molto importante individuare i problemi propriamente psicologici derivanti dal cambiamento alimentare.

Grazie al supporto psicologico si aiuta la persona a mettere in atto risorse psichiche adeguate a superare il momento di crisi o meglio l'ansia che si produce. Il più delle volte le persone affette da celiachia o intolleranza alimentare presentano un quadro clinico in cui l'ansia è l'elemento dominante, suddetti pazienti manifestano una accentuata ipersensibilità o un pessimismo che avvolge tutta la loro quotidianità.
Per tali atteggiamenti è necessario dare loro un'accoglienza ferma che serva a produrre un supporto atto a costruire la base per una visione ottimistica della vita anche se sono subentrati marcati cambiamenti.

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