L'ipnosi per il trattamento del dolore cronico

Articolo pubblicato il 4 Agosto 2015.
L'articolo "L'ipnosi per il trattamento del dolore cronico" tratta di: Ipnosi e Ipnoterapia.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Stefania Corti.

Nel corso dell'ultimo decennio, la ricerca scientifica ha ampliato in modo significativo la sua conoscenza sui meccanismi sottostanti e sull'efficacia dell'ipnosi nella gestione e nel trattamento del dolore cronico.
Anche se con esiti talvolta variabili, i risultati acquisiti indicano che l'ipnosi può essere uno strumento utile ed efficace nel ridurre il dolore e nel portare benefici su altre variabili legate al dolore.

L'ipnosi è uno strumento che può essere applicato con ottimi risultati in sinergia con gli interventi medici e fisioterapeutici, allo scopo di esaltarne l'efficacia. I dati scientifici, appunto, mostrano che l'ipnosi può svolgere un'influenza importante sul sintomo-dolore attraverso diversi meccanismi.

Il dolore cronico, clinicamente definito come un dolore della durata di più di 6 mesi, è infatti un'esperienza complessa che richiede un approccio quanto più multimodale e sfaccettato, sia per la sua valutazione sia per il trattamento. La pratica comune prevede la prescrizione di farmaci e trattamenti di fisioterapia allo scopo di gestire la componente fisiologica e biologica del dolore.

Un uso prolungato di alcuni farmaci però, come sappiamo, può comportare effetti avversi. Le evidenze più recenti hanno sottolineato come l'approccio medico per la riduzione del dolore debba essere solo uno degli elementi di un orientamento interdisciplinare al problema.

Modelli psico-sociali e neuropsicologici del dolore mostrano come il trattamento del problema non possa concentrarsi esclusivamente sulla sensazione di dolore, ma debba necessariamente tenere in debita inconsiderazione la componente affettiva, cognitiva e comportamentale dell'esperienza di dolore.

I pazienti che combattono con un dolore cronico sempre più spesso possono trovarsi alla ricerca di terapie alternative, come l'ipnosi, per la gestione dei loro sintomi e della loro esperienza di vita.

Efficacia dell'Ipnosi

L'efficacia del trattamento ipnotico per questa problematica, è stata valutata in varietà di condizioni tra cui: la fibromialgia, il dolore lombare, il dolore oncologico, l'artrite reumatoide1.
Alcune ricerche condotte su questa tematica hanno dimostrato che il 70% delle persone affette da dolore cronico - grazie all'ipnosi – sperimentano una riduzione dei sintomi del dolore a breve termine2.
Circa il 20/30% dei pazienti può ottenere risultati permanenti.

Da un punto di vista pratico, se l'obiettivo terapeutico che il terapeuta e il paziente si pongono è quello di una semplice riduzione del sintomo-dolore, la suggestione ipnotica verrà focalizzata sulla diminuzione dell'algia, sull'aumento del benessere, sull'aumento della capacità di ignorare il dolore o di spostare l'attenzione da esso, sulla capacità di modificare la sensazione di dolore in un'altra, trasformandolo ad esempio in formicolio o intorpidimento.

Quando, invece (come dovrebbe) l'ipnosi viene inserita in un percorso di più ampio respiro, quindi psicoterapeutico, le verbalizzazioni dell'ipnotista possono avere come obiettivo quello di ottenere miglioramenti in altri settori di vita del paziente che possono essere influenzati o che possono, a loro volta, influenzare il dolore.
Nello specifico, alcuni studi hanno potuto dimostrare come non sia necessario proporre alle persone suggestioni ipnotiche specificamente dirette al dolore, per produrre effetti significativi e positivi.

La maggior parte dei risultati hanno dimostrato che l'ipnosi risulta più efficace di altri trattamenti su svariate variabili, tra le quali: l'intensità del dolore3, la sensazione di dolore4, la percezione di poter controllare il dolore5, l'interferenza del dolore6, la quantità di farmaci assunta7.
Inoltre, questi trattamenti hanno ottenuto miglioramenti anche su altri indici, tra cui lo stress emotivo e la qualità del sonno8.

L'efficacia sulla gestione del dolore sembra essere più consistente quando viene utilizzata una combinazione di suggestioni più varia, invece che esclusivamente mirate al dolore9.
Questa combinazione appare più efficace poiché può focalizzarsi non solo al sintomo-dolore in sé, ma anche alla componente emotiva, cognitiva e comportamentale. Fattori questi che giocano un ruolo essenziale nell'esperienza del dolore.

Ne consegue che i migliori risultati - sia sulla gestione del dolore in sé che più ampiamente sulla salute del paziente - possano essere ottenuti con una gamma di sedute ipnotiche che, "cucite" sull'individuo, mirino al miglioramento della sintomatologia algica, dei suoi effetti correlati e della qualità di vita in generale.

Note
  1. Dillworth & Jensen, 2010; Gay, Philippot, & Luminet, 2002; M. Jensen & Patterson, 2006; Patterson & Jensen, 2003; Roberts, Wilson, Singh, Roalfe, & Greenfield, 2006; D. Spiegel & Bloom, 1983; Spinhoven & Linssen, 1989; Tan, Fukui, Jensen, Thornby, & Waldman, 2010
  2. M.P. Jensen, Hakimian, Sherlin, & Fregni, 2008; Stoelb, et al., 2009
  3. Abrahamsen, Baad-Hansen, & Svensson, 2008; Abrahamsen, Zachariae, & Svensson, 2009; Castel, Perez, Sala, Padrol, & Rull, 2007; Elkins, Marcus, Palamara, & Stearns, 2004; Grondahl & Rosvold, 2008; Haanen, et al., 1991; M.P. Jensen, J. Barber, J.M. Romano, I.R. Molton, et al., 2009; H. Jones, Cooper, Miller, Brooks, & Whorwell, 2006; McCauley, et al., 1983
  4. Abrahamsen, et al., 2009; Castel, et al., 2007
  5. M.P. Jensen, J. Barber, J.M. Romano, M.A. Hanley, et al., 2009
  6. M.P. Jensen, J. Barber, J.M. Romano, I.R. Molton, et al., 2009
  7. H. Jones, et al., 2006; McCauley, et al., 1983
  8. Haanen, et al., 1991; McCauley, et al., 1983
  9. Dillworth & Jensen, 2010

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