Self-cutting: quando l'adolescente lesiona il proprio corpo

Articolo pubblicato il 23 Novembre 2016.
L'articolo "Self-cutting: quando l'adolescente lesiona il proprio corpo" tratta di: Adolescenza.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Valeria Bongiorno.

Purtroppo si sta sempre più diffondendo tra gli adolescenti questo nuovo comportamento: procurarsi dei piccoli tagli sulla pelle, ferire in particolare gambe e braccia con lamette, temperini, pezzetti di vetro o quant'altro.

Cosa si nasconde dietro questo gesto?
Spesso i ragazzi che compiono questo gesto nascondono un dolore psichico molto forte che non riescono a tollerare. Il dolore fisico, invece, è quasi di sollievo, è più sopportabile, ma soprattutto è più "controllabile": è l'adolescente stesso che può decidere quando e come procurarselo, quanto forte deve essere. In questo modo si ha l'illusione di controllare anche il dolore psichico, ma è ovviamente un controllo momentaneo e illusorio. Proprio per questo spesso il tagliarsi diventa quasi una dipendenza, un rituale. "Quando lo faccio, sto meglio": così spesso si giustificano i ragazzi. Ma in realtà, poi, il dolore psichico diventa anche peggiore, perché subentra il senso di colpa per qualcosa che si sa essere un gesto sbagliato e socialmente disapprovato. Il più delle volte, infatti, è un gesto attuato in piena solitudine, chiusi a chiave nel bagno di casa.

Ma perché andare a danneggiare proprio il corpo?
Con l'ingresso in pubertà l'adolescente si ritrova ad affrontare un grande cambiamento, il corpo assume un nuovo aspetto: le forme e l'altezza si modificano e il tutto spesso in maniera abbastanza veloce e improvvisa. I movimenti all'inizio sono sgraziati, la mente deve ancora adattarsi a questi cambiamenti, non deve solo adattare le nuove "dimensioni" allo spazio, ma deve anche fare i conti con un corpo da adulto, in grado di generare, un corpo sessuato. Di conseguenza un ragazzino si può trovare sconcertato e spaventato di fronte a questi cambiamenti, non sa a cosa lo porteranno, non può controllarli. Gli adolescenti, invece, vorrebbero tanto riprendere il controllo del proprio corpo, per sentirsi più sicuri e meno spaventati, più attivi e non passivi.
Manipolare il proprio corpo significa illudersi di poter prendere il controllo in un momento in cui non lo si possiede più e significa anche aggredire un corpo che non piace, che si sente estraneo.

Se andiamo un po' più in profondità, quali sono le fantasie inconsce che portano a questi gesti?

  • La negazione della perdita di quell'unità del corpo fanciullesco con il corpo della madre, quindi la negazione della separazione dalla propria madre che un/una ragazzo/a che cresce deve necessariamente attuare;
  • tenere lontana l'idea di un corpo sessuato, in grado di generare;
  • risanare un senso di frammentazione, di disintegrazione dato da un corpo che non si riconosce più. La mente deve integrare nuove sensazioni, una nuova identità maschile o femminile, con la quale non sempre ci si identifica appieno;
  • attaccare l'oggetto-madre, colei che ci ha dato questo corpo, con la fantasia inconscia di infliggergli un dolore e punirlo.

I primi segnali che manifesta l'adolescente e ai quali il genitore deve prestare attenzione:

  • tende ad indossare maglie e pantaloni lunghi anche quando non necessario;
  • rimane a lungo chiuso in bagno o in camera senza motivo apparente;
  • ha spesso un atteggiamento depresso e svogliato;
  • comunica poco con i genitori e tende a svicolare qualunque riferimento a questa tematica;
  • ricerca su internet informazioni a riguardo.

Per approfondire

Rendi più visibile il tuo Studio in Internet
ricevi contatti mirati in base alle tue competenze

Area Professionisti:

Contatta la Redazione: 0547.28909
(da lunedì al venerdì - orario 9:00-13:30 / 14:15-17:45)