Dott.ssa Alessia Vilei
Diventare mamma: utilizzo del genogramma fotografico in gravidanza, Lecce (LE)

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Il genogramma familiare per ripercorrere la madrilinearità in gravidanza

Articolo pubblicato il 7 Novembre 2017.
L'articolo "Il genogramma familiare per ripercorrere la madrilinearità in gravidanza" tratta di: Diventare Mamma.

Il rapporto madrilineare è un elemento importante nella vita di ogni donna, ma in particolare vale la pena osservarlo nel corso della gravidanza.

Non ci si slega dai propri genitori finché non si ammette a se stessi che essi hanno fatto per noi il meglio rispetto alle loro capacità, finché, quindi, non gli si perdona di non essere stati ciò che non potevano essere.
Non è sempre facile ed immediato, ma vale la pena fare qualche piccolo passo in questo senso, e la gravidanza può diventare il momento giusto, visto che figlie si nasce, ma madri si diventa, soprattutto raccogliendo (talvolta nostro malgrado) l'insegnamento delle nostre mamme. Se questo avviene, di solito in modo inconsapevole, non è detto che non si possa utilizzare l';occasione della gravidanza come ulteriore momento di crescita e di maturità come donna, e quindi, approfittare dei 9 mesi per mettere in discussione alcuni aspetti del proprio rapporto col materno, che fino a quel momento non sono stati altro che agiti e/o subiti.

La gravidanza, quindi, può diventare un momento di consapevolezza e di riflessione sulle dinamiche familiari, per scegliere la nostra eredità, decidere cosa vogliamo raccogliere come parte del nostro bagaglio personale e cosa vogliamo lasciare andare perché sentiamo come non conforme con quello che desideriamo per noi e la nostra nuova famiglia.
Trovo che il genogramma fotografico sia uno strumento interessante per affrontare un lavoro di questo tipo, perché può essere modificato agevolmente a seconda delle necessità del conduttore.

Nella mia esperienza di conduzione di gruppi pre-parto ho trovato utile invitare le donne a portare una decina di fotografie con cui raccontare se stesse nella famiglia d'origine, scegliendo semplicemente dai vecchi album sull'onda dei ricordi e delle emozioni. Disponendole liberamente davanti a sé, ognuna ricostruiva la propria storia, ascoltando in silenzio ciò che ogni foto comunicava, a cosa o a chi era legata, notando le presenze ed anche le assenze, e sentendo l'effetto che l'insieme trasmette.

Il lavoro con le foto si fonda sul significato che risiede non già nella foto stessa, ma nella rievocazione emotivamente connotata,. Infatti il narratore inserisce l'immagine in un contesto di altre foto, creando un insieme significativo proprio in quanto "insieme". La foto "è un potente mezzo evocativo ricco di elementi colorati da sentimenti e valori personali, da temi generazionali e da modelli relazionali che possono evocare ulteriori momenti esistenziali in una catena di ricordi". (A.R. Ravenna, "InFormazione", 2006).

Nel genogramma si mescolano immaginario e realtà, si invertono dimensioni con la funzione di modificare fantasie e miti familiari cristallizzati nel tempo ed appresi senza alcuna elaborazione personale. Come nel caso di Chiara, una delle ragazze che ho conosciuto nei gruppi, la quale era arrabbiata con la madre "fredda", che non le aveva testimoniato l'amore materno così come lei lo voleva, a differenza del padre tanto diverso perché affettuoso e disponibile. Era dunque singolare che il padre fosse completamente assente nelle foto scelte da Chiara. Lei stessa, spiegando la selezione delle fotografie, ha aperto nuove finestre di consapevolezza che fino a quel momento le erano rimaste precluse: la narrazione infatti, ha il potere di rivelare alla persona stessa aspetti della sua esistenza rimasti nascosti, e, forse per questo, causa di equivoci dolorosi.

Una volta affrontato il senso di questa scelta, Chiara ha avuto la possibilità di riconciliarsi interiormente con la madre "imperfetta", ed allo stesso tempo con la sua idea di diventare lei stessa una mamma "perfetta", ed ha capito che, sebbene si aspiri sempre ai massimi livelli di efficienza, esistono comunque mille modi di esprimere amore materno, se soltanto si sceglie di abbandonare l'ideale impossibile della perfezione.

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