Dott.ssa Valentina Moneta
Relazioni, amore e vita di coppia: comunicare nel conflitto, Padova (PD) - Ponte San Nicolò (PD)

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Coppia: come fare per comunicare nel conflitto?

Articolo pubblicato il 4 Ottobre 2018.
L'articolo "Coppia: come fare per comunicare nel conflitto?" tratta di: Relazioni e Amore e Vita di Coppia.

1 + 1 non fa 2!

In questo articolo parlerò di come riuscire a capirsi in coppia, partendo… dalla chimica!

Secondo la teoria dei sistemi, un sistema è più della somma delle singole parti. Un'affermazione complicata per sostenere che due persone che stanno insieme sono molto più della loro semplice somma.
Proprio come succede per l'idrogeno e l'ossigeno. Due atomi di un elemento e un atomo dell'altro elemento formano l'acqua, una sostanza le cui qualità non hanno niente a che vedere né con l'idrogeno, né con l'ossigeno.
L'acqua è qualcosa di diverso, non è solo la somma di determinate qualità individuali e sarebbe insensato ridurla alle sue singole componenti.

È proprio quello che rischiamo di fare, molto spesso, parlando di un rapporto a due: rischiamo di "ridurre" al singolo individuo, dimenticandoci che in una coppia 1 + 1 non fa 2! Succede, ad esempio, che in una situazione conflittuale entrambi i partner tendano ad attribuire all'altro la responsabilità. Entrambi si convincono che stanno facendo il proprio meglio per risolvere il conflitto e se il problema continua a sussistere, allora la colpa deve essere dell'altro. Dove cercarla, altrimenti?

Essendo due le persone coinvolte, apparentemente non vi è un terzo. E invece esiste, perché ogni rapporto, che sia tra atomi, cellule, persone o nazioni, è qualcosa di più e di diverso dalla somma delle componenti che i due partner portano con sé nel rapporto.
Dall'alchimia scaturisce, poi, una qualità emergente, che in Psicologia può essere chiamata Gestalt (dal tedesco, forma).

Ecco allora un esercizio da fare in coppia, ad esempio quando avviene una discussione e si fa fatica a capirsi.
Parlatevi a turno spiegando l'uno all'altro non il proprio punto di vista, ma il punto di vista dell'altro, nel modo più preciso e completo, argomentando fino a che l'altro non si riconosca nelle descrizioni e nelle spiegazioni fatte.
Invertitevi poi di ruolo, continuando questo esercizio di "lettura della mente".

Questo tipo di esercizio serve a ridurre al minimo i contrasti fra le parti prima ancora che venga affrontato il problema vero e proprio. Inoltre, è un esercizio molto valido per imparare a mettersi nei panni dell'altro, cambiando punto di vista. Molto spesso, infatti, l'errore sta nella convinzione di sapere esattamente cosa pensa e quali intenzioni abbia l'altro. Si dà per scontato il pensiero altrui: la classica convinzione del "so benissimo cosa pensi!".

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