La paura di volare e come affrontarla

Articolo pubblicato il 28 Febbraio 2012.
L'articolo "La paura di volare e come affrontarla" tratta di: Fobie.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Augusta D'Ottavio.

L'aereo è attualmente tra i mezzi di spostamento più sicuri.
Molteplici sistemi di sicurezza vengono ampiamente e continuamente testati per garantire standard di affidabilità sempre più elevati, ma nonostante questo la paura di volare rappresenta una delle paure più comuni.
In base ad uno degli ultimi sondaggi riguarderebbe circa il 53% degli italiani, di cui il 60% circa donne. Questa paura può colpire persone molto diverse, da quelle più insicure e con una scarsa fiducia nelle proprie capacità a quelle più autonome e che vivono spesso affrontando rischi e avventure.

Ma quali sono le paure più frequenti?

In primo luogo ciò che a una prima valutazione si teme è che l'aereo possa precipitare; altre volte ciò che effettivamente può spaventare è provare durante il volo sensazioni talmente sgradevoli da non riuscire a gestirle. Esistono tuttavia sfumature diverse nell'intensità della paura e nel fronteggiare l'oggetto della minaccia: c'è chi avverte una tensione gestibile che rende sicuramente l'esperienza del volo sgradevole, ma non impossibile; chi nonostante la paura riesce a volare ma con grande fatica e disagio e chi invece prova delle sensazioni di terrore e panico talmente forti da rinunciare del tutto.

La paura di volare, che in effetti non ha molto a che vedere con l'oggetto della minaccia in sé, cioè dell'aereo, può originarsi secondo modalità differenti.
In alcuni casi da esperienze fatte personalmente sull'aereo e legate a sensazioni fisiche prodotte da alcune fasi di volo come l'atterraggio, il decollo, la virata o altre manovre che provocano normalmente delle risposte corporee come nausea, senso di vuoto allo stomaco, interpretate in chiave catastrofica come ad esempio l'imminenza di un attacco di panico.

Talvolta alcuni eventi del tutto normali come la riduzione della potenza dei motori dopo il decollo, o il segnale che annuncia la necessità di allacciare le cinture di sicurezza vengono interpretati come segno di qualcosa che non va nell'aereo e presagio di una catastrofe imminente. Altre volte la paura può originarsi senza avere mai volato, semplicemente ascoltando i racconti di parenti, amici, o dalle notizie che spesso vengono riportate dai più comuni canali di comunicazione come la televisione o internet. Quindi non sempre esiste un'esperienza negativa di volo all'origine di questa paura.

Da un'osservazione più attenta si evince che la paura non ha nulla a che vedere con l'effettivo rischio, è qualcosa di diverso.
In alcuni è paura di provare sensazioni molto sgradevoli e di non avere la capacità di gestirle riponendo pertanto scarsa fiducia nelle proprie abilità.
In altri è paura di non poter fare concretamente qualcosa nel caso di eventuali problemi per evitare che l'aereo precipiti, sentendosi dunque nella condizione di non poter controllare tutte le variabili che intervengono sulla realtà. In altri casi può essere paura di non avere una via di fuga una volta all'interno dell'aereo non potendo scendere quando si vuole, e paura di un attacco di panico con la prospettiva di non poter tornare a casa.

Quali le soluzioni?

La soluzione peggiore a tutto questo è sicuramente quella di scappare, evitare dunque l'oggetto delle nostre paure, ossia evitare di prendere l'aereo. Se da un lato questa risposta rappresenta il modo più semplice per abbassare il livello d'ansia, dall'altro a lungo termine, non solo non ci permette di risolvere il problema, ma rischia di portare delle pesanti limitazioni alla nostra vita.

La strategia alternativa e certamente la più efficace a lungo termine è quella di affrontare la paura, esplorando sia le nostre sensazioni che possono essere sgradevoli, ma non pericolose, sia l'ambiente estraneo dell'aereo cominciando a familiarizzare con esso e rendendolo progressivamente meno sconosciuto, perchè chiaramente è ciò che è ignoto che ci fa più paura.

Immediatamente prima della partenza può essere utile impegnarsi in attività che richiedano la nostra attenzione, ad esempio la lettura, oppure dedicarsi ad attività piacevoli e rilassanti come visitare i negozi dell'aeroporto. Se il livello di ansia è piuttosto intenso si possono utilizzare esercizi di respirazione che aiutano a ripristinare nel nostro corpo l'equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica che in caso di risposta ansiosa viene alterato. Tale fenomeno, noto come iperventilazione, è causato da un aumento del ritmo e della profondità della respirazione ed è in grado di generare sintomi come senso di vertigine, senso di irrealtà, giramenti di testa.

Anche tecniche di rilassamento una volta seduti sull'aereo possono essere d'aiuto. Sarà comunque importante l'interpretazione delle situazioni, attribuendo dunque alle sensazioni o agli eventi un carattere di normalità piuttosto che di catastrofe annunciata.

Per approfondire

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