Assertività

Articolo pubblicato il 6 Febbraio 2013.
L'articolo "Assertività" tratta di: Crescita personale, Assertività e Autostima.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Erica Talenti.

Affermarsi, non annullarsi
Molte persone - per la paura di compromettere le loro relazioni interpersonali, sociali, affettive e lavorative o preservarne la pace - sono abituate a subire passivamente gli altri e a non esprimere i propri diritti, desideri e bisogni. Alla base di tali comportamenti per molti vi è la credenza appresa o elaborata per esperienza che - mostrando tale atteggiamento di resa ed alienazione dei propri interessi per anteporre quelli altrui - si possano ottenere maggiori benefici, quali una buona considerazione, una "dovuta" riconoscenza e un meritato vantaggio, anche per un eventuale errore futuro. Ma non sempre tale atteggiamento ottiene i risultati e gli effetti previsti o desiderati.

Negazione di sé.
Proprio per la negazione dei propri vissuti accade spesso che si provino delusione, esasperazione, rancore, frustrazione e depressione. Un giorno ci si rende conto che si è dato troppo o che si è ricevuto poco e cominciano i conflitti, le liti, le tensioni, proprio con chi ci credeva contenti dello status quo (della situazione precedente) e rimane stupito dell'improvvisa ribellione o scoppio di ira.

Tensione e frustrazione.
Talvolta questi improvvisi malcontenti, risentimenti e bruschi cambiamenti di rotta, portano però alla negatività e alla distruzione di alcune relazioni o rapporti lavorativi, proprio perché la tensione e la frustrazione per lungo tempo accumulate rischiano di esplodere o implodere dentro di noi innervosendoci o spegnendoci sempre più. Un esempio di ciò potrebbe essere una depressione conseguente a un forte stress ed una forte pressione ambientale, il calo della performance o della propria capacità ed energia fisica, l'insonnia, i disturbi gastrici, il mal di testa, le abbuffate alimentari, la confusione mentale, le crisi d'identità e di coppia.

La persona è incapace di affermare i propri voleri, desideri e bisogni.
Si trascura. Non riesce a dire di no in situazioni in cui sarebbe lecito negarsi, è sempre gentile, si sovraccarica di incarichi o mansioni che spetterebbero ad altri, è incapace di mantenere lo sguardo con il proprio interlocutore.
Può chiedere il permesso per cose che le appartengono di diritto o scusa per colpe in realtà d'altri. Teme che affermandosi possa ferire gli altri o crede che affermarsi sia già un atto di aggressione e maleducazione nei confronti del coniuge, del datore di lavoro, del genitore o dell'amico.

Le persone aggressive invece tendono al contrario a prevaricare sempre nelle situazioni, cercando ed imponendo nei rapporti la sola soddisfazione dei loro desideri e delle loro necessità, non curandosi della dignità, del punto di vista o dell'esigenza altrui. Così facendo è facile che si rendano arroganti, antipatiche, presuntuose e fredde con i propri interlocutori ed amici e che, col tempo, rimangano sole o vengano evitate proprio perché incuranti e lesive per i sentimenti altrui.

Imparare ad essere assertivi

La qualità delle nostre relazioni con gli altri dipende dalla qualità del rapporto che abbiamo con noi stessi. Imparare a relazionarci con gli altri in modo assertivo, ossia comunicando apertamente i nostri bisogni tenendo in considerazione anche quelli dell'altra persona, senza offenderli né oltraggiarli, è il primo passo per intrattenere dei buoni rapporti e viverli appieno ma, soprattutto, è alla base dello stare bene con noi stessi, del nostro essere autentici, del soddisfacimento dei nostri valori e del raggiungimento del nostro successo più profondo e veritiero, in qualsiasi campo si operi.

Se siamo vicini al nostro vero io, consapevoli dei nostri bisogni legittimi e resteremo fermi e ancorati ad essi, questo creerà uno stato interiore stabile, percepibile da chi ci circonda: impermeabile alle preoccupazioni per le conseguenze che l'affermazione di noi stessi e dei nostri desideri possano provocare negli altri, attraverso loro critiche, lamentele, rimproveri o manipolazioni

Individuare i pensieri automatici disturbanti, i giudizi che si temono, le proprie modalità di funzionamento abituale e le situazioni problematiche sono i primi passi che si percorrono lungo il training assertivo, durante il quale si trasmettono strategie e metodi per imparare a non paralizzarsi o perdere il controllo, rilassarsi e competere in modo efficiente nelle situazioni conflittuali.

Aumentando la propria autostima - individuando via via i propri bisogni insoddisfatti e tenendo conto delle proprie sensazioni tanto di quelle dell'altro - la persona imparerà a conoscere meglio quale per essa sia la fonte di maggiore realizzazione. Attraverso una più realistica consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse, imparerà quali possano essere le situazioni stressanti per lei e ad avere una salda fiducia nelle proprie capacità decisionali e di risoluzione.

Attraverso il percorso psicologico è possibile raggiungere e incrementare il proprio benessere e la soddisfazione delle proprie relazioni interpersonali, acquisire nuove modalità positive, competitive e vincenti nella risoluzione delle situazioni problematiche o invalidanti, ed estinguere il funzionamento psicologico disadattivo precedente, responsabile del malessere esperito (di cui si è fatta esperienza).

Letture consigliate
  • Giannantonio M., "Mi vado bene?", Edizioni Erikson
  • Stanchieri L., "101 modi per allenare l'autostima", Edizioni Newton Compton

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