Il parto e la nascita dei genitori

Articolo pubblicato il 20 Settembre 2013.
L'articolo "Il parto e la nascita dei genitori" tratta di: Figli e Rapporto di Coppia e Diventare Mamma.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Gaia Miletic.

Il parto può diventare una storia di famiglia, una di quelle storie raccontate per generazioni negli annali familiari, che si imprime nella mente dei figli condizionando il loro immaginario. In realtà il parto è davvero qualcosa di unico e irripetibile, non solo perché ciascuno ha il suo, ma anche perché ciascuno lo vive a modo suo.

Narrazione e costruzione di un legame affettivo

Ci si ritrova nelle stanze degli ospedali a narrare la propria storia, che può essere una commedia o un dramma hollywodiano, una battaglia con altrettante ferite di guerra portate con orgoglio, oppure una storia d'amore fitta di cuori e sfumature. Insomma, ci si prepara per nove mesi ad un evento che sfugge la nostro controllo, che ci pone di fronte alla vita in tutta la sua molteplicità. Altrettanto lo è il ritorno a casa: un incontro di conoscenza che può essere come ce lo aspettavamo oppure stupirci per la sua intensità.

L'immaginato, il bambino si incontra o si scontra con il reale, in carne ossa e vagiti, con le sue caratteristiche personali ed il suo modo di stare al mondo. Ci si ritrova catapultati in una routine completamente diversa, che necessita di tempo per trovare un suo ritmo.
Emozioni contrastanti si affacciano e diventa importante poterle elaborare e parlarne. Per questo motivo avere qualcuno con cui condividere questa esperienza, qualche amica, un familiare o un gruppo di mamme risulta molto importante per la neo mamma, anche solo per raccontare i piccoli passi della giornata, quante poppate o biberon ha preso, se e quanto ha dormito.
Si continua così a tessere una narrazione intorno al bambino, una narrazione di esperienze, tanto che il confronto con altre mamme risulta molto utile per poter trovare sicurezza nel proprio ruolo di mamma.

Nascita di un figlio

Che lo si voglia o no quando nasce un figlio si inizia a cambiare lentamente, silenziosamente molte cose iniziano a trasformarsi dentro di noi: interessi, priorità, scelte di vita. Prima di tutto cambia ciò che è visibile a tutti, la vita di ogni giorno, le abitudini, i tempi, gli spostamenti.

La libertà personale è vincolata ad un esserino che, soprattutto nei primi mesi di vita, sembra dettar legge su tutto. Iniziamo a decidere della nostra vita in base alle sue esigenze reali o presunte (dato che il più delle volte si va per tentativi ed errori) e la nostra vita privata e di coppia si riduce sempre di più. Questo, a lungo andare, può essere vissuto in modo molto faticoso e difficile e rendere tesa la relazione sia con il partner che con il proprio figlio.

È interessante allora riuscire ad osservarsi e ascoltarsi un po', per capire cosa ci sta succedendo come neo genitori, cosa stiamo mettendo in gioco e quanto di ciò che facciamo per il bambino è necessario o legato ad un immaginario o ad una consuetudine familiare. Mi riferisco a tutte quelle situazioni che si mettono in atto nel momento in cui arriva il bambino. È vero che non potremmo andare in bicicletta o al cinema per un po' tutti insieme, ma si possono fare moltissime cose piacevoli anche con il nostro piccolo.

È possibile mantenere un proprio spazio personale?

Dico cose che ad alcuni sembreranno banali ma, per altri, alcuni vincoli rispetto al bambino sono imposti proprio dal genitore che, senza prima sperimentare e provare si impone una drastica riduzione della propria vita sociale. Ad esempio dicendosi: «Ma sicuramente al ristorante piangerà» oppure «Ha bisogno di abitudini non posso uscire» o «Fa troppo caldo/freddo». In questo modo i nostri spazi di piacere si riducono sempre di più. Questo ovviamente nel caso in cui non abbiamo qualcuno che ci può tenere il bambino per qualche ora. In ogni caso poter uscire tutti insieme come una famiglia da anche grandi soddisfazioni. Ovviamente è tutto diverso con il bimbo al seguito, ma è anche questa una nuova esperienza.

Quello che voglio dire è che alcuni blocchi siamo noi a crearceli!
Mettetevi alla prova: lasciate il vostro bambino con una nonna, una zia... ma anche solo con il vostro partner... vedrete che ciò che a voi sembrava impossibile con loro si può fare. Per esempio con loro si addormenta nel lettino quando a voi sembrava impossibile! Quanto, allora, diciamo essere caratteristiche del nostro bambino in realtà sono nostri vincoli.

Per approfondire

Rendi più visibile il tuo Studio in Internet
ricevi contatti mirati in base alle tue competenze

Area Professionisti:

Contatta la Redazione: 0547.28909
(da lunedì al venerdì - orario 9:00-13:30 / 14:15-17:45)