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Dott.ssa Raffaella Ceccarelli
Ansia, paura: disturbo d'ansia generalizzato, Cesena (FC)

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La signora Giulia. Un caso di Ansia Generalizzata

Articolo pubblicato il 31 Marzo 2014.
L'articolo "La signora Giulia. Un caso di Ansia Generalizzata" tratta di: Disturbi d'Ansia, Disturbo d'Ansia Generalizzato e Tipi di terapia.

Descrizione generale del caso.
La signora Giulia mi contatta telefonicamente due mesi prima del primo appuntamento, dicendo che desiderava conoscersi meglio ma in quel momento non aveva tempo. Si presenta come una signora ben curata se pur molto semplice, colta, sorridente, con un tono di voce basso e leggermente monotono.
Ha 64 anni ed insegna in una scuola Media Inferiore.
Vive in un paese della provincia col marito e una delle due figlie. La seconda figlia lavora e vive attualmente in una città del sud. Si occupa spesso dei suoceri anziani, alternandosi nella loro assistenza con due cognate.
È figlia unica e si definisce una persona riservata, selettiva nei confronti delle persone che frequenta, attiva (ha alcuni hobby estremamente creativi anche se in quest'ultimo anno dice di essersi presa una pausa e svolgeva prestazioni a titolo di volontariato nella propria parrocchia).

In passato ha sofferto di attacchi di panico, in concomitanza con l'allattamento della seconda figlia e la morte del padre.
Dopo l'assunzione di un farmaco prescritto dal suo Medico di Base, non ha più accusato tali sintomi. Adesso si cura con prodotti omeopatici.
Al primo appuntamento, alla domanda: «Mi dica qual è il problema?», scoppia a piangere per una decina di minuti. Siamo allora partititi con la storia di vita.

Primo colloquio

Definizione del problema secondo la paziente.
Ansia nei propri confronti, nei confronti delle figlie; abbia nei confronti della madre perché troppo oppressiva; ansia nei confronti dei cambiamenti e dell'andare via di casa per un viaggio; insoddisfazione nei confronti dei propri hobby; paura di rimanere sola perché rifiutata dagli altri, paura di affrontare il futuro; bisogno di avere sotto controllo le situazioni, soprattutto delle figlie.

«Mi sento il vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro nella vita.
Nella mia famiglia mi sento fragile come una lumaca che può essere schiacciata in ogni momento. Se non vedo le figlie penso subito che è successo qualcosa, tipo un incidente. Mi blocco davanti alle decisioni da prendere e perdo tempo, ma quando faccio quel passo poi l'ansia si abbassa
».

Insorgenza: da sempre.

Evoluzione: ci sono sempre stati alti e bassi, ma l'ansia le è sempre appartenuta. C'è stato un picco nel periodo degli attacchi di panico, durato circa due mesi.

Concomitanze: quando le figlie sono in giro e io non so cosa possa capitarle, quando devo prendere una decisione, quando mi allontano da casa per un viaggio, quando la mamma mi tratta da bambina piccola, avvicinarsi di un periodo di festa aumenta la tensione con le figlie e il marito.

Definizione del perché del problema secondo la paziente
«Mi sono sentita debole sin nella mia famiglia di origine che in quella attuale.
I miei genitori erano già anziano quando sono nata ed erano iper protettivi.
Non potevo uscire di casa e fare le cose che facevano le mie amiche
».

Pensieri frequenti

  • "Penso di essere una debole sia con la famiglia di origine che con l'attuale".
  • "Sono il vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro".
  • "Ho bisogno di avere sotto controllo la situazione delle figlie per stare bene".
  • "Sento sempre di dover fare di più di quello che faccio per dimostrare di essere all'altezza".
  • "Non valgo abbastanza per essere amata".
  • "È colpa mia se sono dipendente dagli altri".
  • "Mio marito si fa raggirare dagli amici che lo trascinano a coltivare il suo hobby della banda musicale e io devo sorvegliarlo".
  • "Ero la figlia perfetta e dovevo essere perfetta per essere apprezzata".
  • "Se mia figlia fa tardi penso subito ad un incidente".
  • "Temo le novità".
  • "Ho bisogno di essere protetta ma anche di proteggere".
  • "Mi sento incompetente nei rapporti familiari".
  • "Mi sento respinta quando discuto con le figlie".
  • "I cambiamenti della routine mi spaventano".
    "Penso di essere noiosa e sono in tensione nelle situazioni in cui so di essere giudicata".
  • "Non mi faccio rispettare dagli alunni in classe e dai colleghi".
  • "Temo di essere rifiutata se dico di no agli altri".
  • "Se sento un dolore alla gamba penso che potrebbe essere qualcosa di grave per cui smetto di andare a camminare con le amiche".
  • "Devo soddisfare i bisogni di tutti i miei familiari".
  • "Penso al lato negativo delle cose, peggioro le situazioni".
  • "Gli altri mi devono proteggere".
  • "Non sono in grado di esprimere le mie capacità al massimo".

Abilità sociali
Punti di forza: ottime capacità comunicative e di comprensione; abilità non verbali semplici e complesse buone; abilità verbali semplici buone; conosce e segue le regole sociali; ha tre amiche intime e numerosi amici tra colleghe, frequentatrici della parrocchia e Proloco del paese dove vive; alto livello culturale. È ironica. Ma numerosi conflitti con la madre sono irrisolti.

Autonomie
Punti di forza: buone capacità di gestione degli impegni lavorativi; buone capacità di gestione della casa e di aiuto nei confronti degli anziani delle famiglie d'origine; numerosi impegni al di là del lavoro (anche se al momento sospesi) e interessi personali; a giudicare dai risultati ottenuti dalle figlie sia sul piano scolastico, che lavorativo, che personale, la signora, assieme al marito, si è dimostrata avere buone capacità genitoriali; buone capacità di gestione della relazione di coppia.

Storia di vita

La signora Giulia è figlia unica. Sposata, con due figlie.
II marito proviene dallo stesso paese in cui è nata, per cui si conoscono praticamente da sempre. Il padre è venuto a mancare 10 anni fa.
È stata molto male per la sua morte. Era per lei una figura di riferimento importante.
Quando lei è nata i genitori avevano 44 e 36 anni.
Sono sempre stati molto apprensivi con lei. Mentre i suoi amici potevano giocare nelle strade del paese, lei doveva rimanere chiusa in casa. Temevano che si facesse male. Lei era piuttosto ribelle e alle volte trasgrediva uscendo di nascosto. Passava molto tempo con le tate, con le quali non aveva un rapporto affettuoso.
Più che curarsi di lei svolgevano i lavori domestici.

La madre è attualmente molto anziana e vive poco lontano.
In realtà è molto spesso a casa loro e entra senza bussare, come se fosse casa sua. È autosufficiente. La signora riferisce di avere un buon rapporto con le figlie e il marito ma non con la madre, con la quale litiga spessissimo. Col marito c'è un rapporto basato sulla fiducia e rispetto reciproco.
Si occupa dei genitori del marito, che vivono poco distante.
Il marito è un artigiano con l'hobby della musica.
La signora dice di avere sempre coltivato molti hobby.
Da un anno si è fermata, non è più "frenetica". Quando cerca di fare qualcosa per sé, per gratificazione personale, lascia sempre perdere. Mentre il marito e la madre le dicono di rinunciare, le figlie la spronano a provarci.

Dopo l'allattamento della seconda figlia ha avuto un attacco di panico.
Il suo medico le ha prescritto un ansiolitico e da quel momento ha iniziato per la prima volta a guidare. Ha iniziato a guidare per aiutare sua madre quando è stata ricoverata. Era allora una necessità.
Doveva recarsi in farmacia.

Trattamento effettuato (11 mesi)

Risultati ottenuti. Gli schemi di base (vulnerabilità fisica e psicologica) sono molto meno rigidi e la signora si percepisce come più forte e in grado di far fronte alle sue paure. Ha imparato a delegare le responsabilità per gli anziani delle famiglie d'origine anche ad altri membri della sua famiglia.

Pensieri riferiti nella seconda fase, piano cognitivo:

  • "Stavo per rinunciare a tutto" - scoppia in lacrime.
  • "Quello che faccio non basta mai".
  • "È tutto inutile e non ha senso andare avanti".
  • "Sbaglio tutto nei confronti degli altri e gli altri sono sempre scontenti di me".
  • "Se sbaglio qualcosa coi miei familiari sicuramente sarò punita".
  • "Sono demotivata, come un fuoco che si sta spegnendo".
  • "Non c'è più niente al posto suo".
  • "Qualsiasi cosa faccio non va bene, nonostante io ce la metta tutta" (cerca di occuparsi della madre, ma gli altri familiari la rimproverano perché non fa altro e figlie e marito sono scocciati dagli atteggiamenti indagatori e intrusivi della nonna).
  • "Spero di addormentarmi e non svegliarmi più".
  • "Le difficoltà aumentano e io non riesco a farvi fronte".
  • sicuramente sarà peggiore di adesso".
  • "Non ho più aspettative".

Autoregolazione: fatica a dormire
Trattamento (seconda parte): attacco ai pensieri disfunzionali depressivi e ristrutturazione cognitiva; incoraggiamento ad intraprendere attività piacevoli per lei.

Risultati ottenuti. Gli schemi di base (vulnerabilità fisica e psicologica) sono molto meno rigidi e la signora si percepisce come più forte e in grado di far fronte alle sue paure. Ha imparato a delegare le responsabilità per gli anziani delle famiglie d'origine anche ad altri membri della sua famiglia.

Non si sono più verificati attacchi di panico.
Il rapporto con la madre e le figlie è più equilibrato.
La signora ha ripreso i suoi hobby e si sente più gratificata nell'ambito lavorativo. È diventata meno dipendente dagli altri.
È soddisfatta del percorso intrapreso.

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