Dott.ssa Gitana Giorgi
Bambini, disturbi alimentari e prevenzione: sostegno ai genitori, Pisa (PI)

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Sovrappeso in età evolutiva

Articolo pubblicato il 19 Settembre 2014.
L'articolo "Sovrappeso in età evolutiva" tratta di: Sostegno Psicologico, Disturbi Alimentari e Educazione dei Figli.

Il ruolo delle emozioni nella percezione della fame

Come posso capire se mio figlio ha un problema alimentare?
Devo continuare a dargli da mangiare quando lo chiede o lo devo mettere a dieta? Quando un comportamento alimentare è "disturbato"?
Quando mangiare troppo diventa un disturbo? Queste sono spesso le domande che mi rivolgono genitori di bambini che hanno molto appetito, che sono in sovrappeso o che chiedono spesso di mangiare.

Senso di fame o bisogno di provare piacere?
Alcune volte il genitore stesso si rende conto che il bambino sembra mangiare per noia o per soddisfare altri bisogni.
Per questo diventa importante educare al sentire e distinguere i due piani: il senso di fame vero e proprio e il bisogno di provare piacere.

Il cibo può diventare uno strumento per provare piacere immediato e sopperire al senso di noia, frustrazione ecc. Alcune situazioni interiori legate alle emozioni possono portare a mangiare in maniera disturbata, come:

  • l'ansia di essere perfetti, capaci sempre, in ogni occasione,
    ansia da prestazione per un compito difficile;
  • tristezza per un fallimento, per una delusione, per un lutto;
  • insicurezza, non sentirsi all'altezza, adeguati alle situazioni;
  • paura di rimanere soli o di affrontare una situazione;
  • frustrazione per un insuccesso scolastico;
  • rabbia, nervosismo, noia, agitazione, ecc.

Un modo per sfogare questi disagi è proprio abbuffarsi e provare subito piacere mangiando. Dunque diventa fondamentale educare i bambini a sentire il senso di fame sin da piccoli.
Infatti quando la madre è in grado di cogliere i reali significati della richiesta del neonato nei riguardi del cibo, allora il bambino riuscirà ad organizzare in modo funzionale il ciclo fame-sazietà.

Per i genitori

In tutte le fasi di sviluppo del figlio, i genitori devono stare attenti a non usare il cibo come atto consolatorio indipendentemente dalla sensazione di fame del bambino, magari usando il cibo come premio o punizione; questo atteggiamento potrebbe confondere il bambino e insegnargli ad affrontare qualsiasi stato di disagio con la richiesta di cibo.
Altri possono essere i comportamenti disfunzionali come: costringere il figlio a mangiare più del necessario o anche quando non ha più fame, per paura che non sia abbastanza; oppure farlo mangiare davanti alla televisione imboccandolo perché "almeno così mangia!".

Questi comportamenti non permettono al bambino di sentire lo stimolo fame-sazietà, necessario per autoregolarsi da solo e imparare a mangiare solo per fame. I genitori, inoltre, possono imparare a osservare come mangia il proprio figlio per monitorare il suo approccio al cibo e capire come si sente. Per prima cosa è importante osservare:

  • Quanto mangia?
    Mangia più o meno del solito?
  • Che cosa mangia?
    Mangia di tutto e a caso, basta solo sia a disposizione?
  • Prende il cibo degli altri?
    Di nascosto o rubando?
  • Come mangia?
    Nervosamente? Lentamente? Senza masticare? O masticando molto?
  • Con chi?
    In compagnia? Da solo?
  • Quando?
    Dopo scuola, a scuola? Dopo un litigio?
    Prima o dopo l'uscita con gli amici? Di notte?

Il ruolo dei genitori nella prevenzione del sovrappeso.
Una buona educazione emotiva-affettiva è una buona prevenzione contro i disturbi alimentari, poiché vivere serenamente con le proprie emozioni porta a un buon equilibrio psico-fisiologico. Dunque è importantissimo il ruolo dei genitori nella prevenzione del sovrappeso in età infantile, essi si trovano a rivestire ruoli educativi delicati e complicati, per questo diventa rilevante tenersi informati e confrontarsi con esperti dell'età evolutiva.

Sostegno psicologico ai genitori: incontri di coppia o di gruppo.
L'approccio psicologico può essere utile non solo nel momento in cui si rileva un disagio conclamato di disturbo alimentare, ma anche come attività di prevenzione e promozione del benessere. Infatti possono essere offerti servizi di sostegno alla genitorialità con incontri per la singola coppia genitoriale che necessita di informazioni e suggerimenti, e incontri di gruppo su tematiche inerenti all'età evolutiva e ai compiti genitoriali.

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