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Articolo di psicologia: «Insoddisfazione, Autostima e Crescita personale»

Senza "se" e senza "ma"

Articolo pubblicato il 16 Gennaio 2015.
L'articolo "Senza "se" e senza "ma"" tratta di: Crescita personale e Autostima.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Valentina Penati.

Lo spunto per questa riflessione mi è arrivato qualche giorno fa leggendo su un social network un post scritto da un atleta della nazionale italiana di sci, Matteo Marsaglia. Il post - scritto dopo una gara in cui l'atleta ha ottenuto un settimo posto, nonostante un grosso errore a inizio gara che con tutta probabilità ne ha precluso il podio - suona più o meno così:

"I se sono la patente dei falliti... nella vita si diventa grandi nonostante.
Mi prendo questo bel settimo posto su una splendida Saslong
".
(Matteo Marsaglia)

Questa frase, che non conoscevo, riprende una citazione di Massimo Gramellini, ma ritengo che il contesto sportivo la valorizzi appieno.
Queste parole e la loro contestualizzazione mi hanno particolarmente colpito, forse perché mi hanno aiutato a mettere a fuoco una percezione con cui sempre più di frequente mi scontro, un atteggiamento particolarmente diffuso tra tante persone che mi capita di incontrare.

Persone che si dimostrano insoddisfatte delle proprie vite, persone che sembrano non avere una direzione e che tradiscono una dose di rancore più o meno manifesta. E questo vale sia per l'ambito sportivo sia lavorativo che relazionale.

Quante volte ci nascondiamo dietro a un "se" e a un "ma", che non sono altro che scuse per evitare delusioni, frustrazioni e, di conseguenza, una via breve per evitare di assumersi le proprie responsabilità.

L'attribuzione di responsabilità a fattori esterni, se ci pensiamo, è un potente e comodo meccanismo di difesa, che mettiamo in atto per proteggerci ogni volta che ci scontriamo con un insuccesso, con una situazione che non abbiamo potuto controllare o che ci ha esposto al giudizio (negativo) di altri.

Ricorriamo quindi ai "se": "Se avessi fatto quella certa cosa".
"Se ci fossero state le giuste condizioni".
"Se avessi usato un'altra strategia".
Oppure ci affidiamo ai "ma": "Ho perso ma l'altro non meritava di vincere".
"Ho sbagliato ma se ci fossero state altre condizioni allora...".

Quando ragioniamo in termini di nonostante è tutta un'altra storia.
E non è facile farlo perché viviamo in una società analgesica, che ci ha insegnato che è buona cosa non sentire il dolore sia esso fisico che emotivo. Si tratta di sradicare una mentalità, un modo di leggere e di pensare la realtà e noi stessi.

Questo cambio di atteggiamento va proprio nella direzione dei nonostante: "Nonostante gli errori, nonostante le sfortune, nonostante un altro più bravo di me, ho raggiunto il mio obiettivo".
Oppure "Anche se non l'ho raggiunto, so fare tesoro di questa esperienza e godo di quanto sono riuscito a ottenere".

Sì, perché a volte nello scegliere i "nonostante" è necessario accontentarsi e accettare una quota di frustrazione derivante dal non aver raggiunto il massimo possibile, ma nella consapevolezza di aver fatto quanto era nelle proprie capacità. Non solo.

I "nonostante" implicano il pensare in termini di attualità rispetto a quanto accaduto: "Oggi, in questo momento le cose sono andate così ma non è per sempre, la situazione non è immutabile".
Pensare in termini di "nonostante" significa aver fatto un ragionamento su cosa eventualmente si è sbagliato, su cosa è andato storto e su come lavorare per modificare l'andamento delle cose.

Ecco che si diventa così artefici e responsabili delle proprie vite e delle proprie scelte. È questo secondo atteggiamento che ci permette di scegliere e di godere dei successi così come di imparare da un errore.
Ricorrere ai "se" e ai "ma" equivale a demandare a un fattore esterno il corso della nostra vita, a indossare una corazza che - sì! - ci proteggerà dalla delusione e dal giudizio, ma non ci farà conoscere davvero le difficoltà, impedendoci così di trovare delle soluzioni attive per affrontarle, gestirle e vincerle.

Io Matteo non lo conosco. Però, da appassionata di sport invernali, leggo le riviste di settore e seguo le gare in tv.

Di "se" e di "ma" a cui aggrapparsi, come molti suoi colleghi sportivi e come molti di noi nelle nostre vite, credo ne abbia e ne abbia avuti parecchi, se consideriamo i vari infortuni e le sfortune subite, tuttavia ha scelto i "nonostante".

Anche se pensare in questi termini richiede di lavorare sulla propria autostima, sulla fiducia in se stessi e sull'assunzione di responsabilità, forse, vale la pena di provare a imitarlo.

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