Fobie e Autostima

Articolo pubblicato il 28 Agosto 2015.
L'articolo "Fobie e Autostima" tratta di: Autostima e Fobie.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Raffaella Arrobbio.

Le Fobie sono una forma di difficoltà emotiva che spesso disturba in modo importante la vita quotidiana, con ricadute negative sull'autostima e spesso sulle relazioni sociali della persona.
Paura e fobia si pongono lungo un continuum, nel quale la fobia è una forma estrema di paura1.

La paura è un'emozione tra le più diffuse e a ognuno di noi può accadere, una volta almeno nella vita, di provare un momento di particolare timore o paura anche intensa.
La paura coinvolge tutto l'organismo, con intense risposte fisiologiche, nella reazione tipica di fuga rispetto alla situazione temuta.

Alcune paure - negli animali, ma anche negli esseri umani - sono innate, connesse al patrimonio ereditario della specie; ma la maggioranza delle paure viene appresa nel corso dell'esistenza a causa di un trauma specifico, oppure in seguito a un apprendimento per imitazione del comportamento di Altri importanti.

Se per esempio un genitore manifesta paura ogni volta che entra in ascensore, può accadere che un figlio manifesti poi lo stesso timore. Tuttavia a fronte del timore di una situazione, il soggetto può comunque sforzarsi e riuscire a superare la paura per quanto forte sia.
Invece la caratteristica propria della fobia è che per la persona che la vive è impossibile affrontare la situazione temuta.

Le caratteristiche della paura si amplificano infatti nella Fobia, che si evidenzia come un comportamento sproporzionato alla situazione e non controllabile razionalmente, poiché si pone al di là della volontà del soggetto.
Inoltre tipicamente la fobia produce l'evitamento della situazione temuta: la persona tende a evitare di trovarsi nella situazione in cui scatta la fobia, e via via comincerà a evitare anche situazioni appena simili a quella temuta, fino a crearsi tutta una gamma di situazioni da cui stare alla larga.

Alcune tipiche fobie sono: la fobia dell'altezza, delle malattie, di volare, o degli ospedali, la fobia dei luoghi chiusi o degli spazi aperti, la fobia del giudizio degli altri e varie forme di fobia sociale...
Esiste una grande varietà di fobie ma tutte hanno la caratteristica di rendere impossibile a chi le prova di vivere una normale vita quotidiana, perché azioni come ad esempio entrare in ascensore o andare al supermercato, restare solo in casa o sostenere un esame, generano un'ansia insostenibile.

Spesso la fobia sorge a seguito di uno spavento: ad esempio una persona che resta bloccata in una galleria in autostrada può in seguito sviluppare la paura che l'episodio si ripeta.
Comincerà così a cercar di evitare la situazione "autostrada con gallerie" e, se proprio non può esimersi, vivrà nel panico tutto il percorso, e questo aumenterà ancora la tendenza a evitare la situazione.

L'evitamento della situazione peggiora ulteriormente la paura che, alla fine diventa una autentica fobia, caratterizzata dalla impossibilità totale di entrare in autostrada, e persino vedere in lontananza le indicazioni di un'autostrada già produce un aumento di arousal (Ndr. Eccitazione del sistema nervoso che pone l'individuo in uno stato di allerta e iper-vigilanza: respiro accelerato, tachicardia, tensione, come se si trovasse di fronte a un pericolo o a una minaccia).

Altre fobie nascono sulla base di un "apprendimento familiare".
Se ad esempio una madre ha paura a salire in ascensore, la paura si può trasmettere "per apprendimento" al figlio, trasformandosi in una fobia di luoghi chiusi derivante, in primo luogo, dall'insicurezza che la madre gli ha trasmesso.

Un aspetto molto importante nelle fobie è il loro intrecciarsi con una autostima potenzialmente bassa: chi sa di non poter affrontare una situazione che per la maggioranza delle persone è banale - come ad esempio salire in auto e percorrere un viadotto in autostrada - proprio a causa di questa consapevolezza proverà anche sentimenti di inadeguatezza e svilupperà una visione di sé come di qualcuno non efficace.

Il concetto di "autoefficacia" «si riferisce alla convinzione nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azioni necessario a gestire adeguatamente le situazioni che si incontreranno in modo da raggiungere i risultati prefissati»2.

Poiché la percezione di sé come persona efficace, nel senso descritto, non si basa soltanto su valutazioni cognitive riguardanti ad esempio i successi conseguiti, ma trova anche una importante base nella autopercezione delle risposte fisiologiche ed emotive agli eventi, ne consegue che - quando un soggetto avverte in sé la reazione emotiva e fisiologica di stress dinanzi a una situazione temuta - immediatamente dà di se stesso una valutazione come di persona non in grado di affrontarla.

Sommando i molteplici singoli episodi in cui questo accade alla fine la persona si crea una convinzione di impossibilità a compiere quell'azione e una altrettanto forte convinzione di bassa efficacia che, in un perfetto circolo vizioso, influenzeranno ulteriormente la risposta emozionale all'evento ansiogeno. Così al comportamento di evitamento di situazioni che stimolano la fobia si intreccia una bassa autostima, complicando così il quadro clinico che può anche arrivare a comprendere comportamenti e stili cognitivi di tipo depressivo.

La terapia delle fobie in questi casi comprenderà quindi anche un lavoro sulle aspettative svalutanti che la persona ha riguardo le proprie capacità di gestire la situazione ansiogena. Per quanto riguarda la fobia in sé e per sé - monosintomatica - la principale e più efficace tecnica psicoterapeutica che lavora direttamente sulla fobia è la Desensibilizzazione Sistematica.

Terapia delle Fobie

La Desensibilizzazione Sistematica - messa a punto negli anni Sessanta dallo Psicologo Joseph Wolpe3 - è una tecnica di immaginazione guidata che prevede un protocollo standard di intervento. Essenzialmente la persona è aiutata ad attivare una "risposta antagonista" all'ansia e gradualmente si produce una desensibilizzazione rispetto all'oggetto o situazione che genera la fobia. Alla fine il lavoro in immaginazione guidata aiuta ancora il passaggio alla realtà quotidiana, nella quale vengono esperiti i risultati di completa assenza di ansia nei confronti dell'oggetto prima temuto.

La Desensibilizzazione Sistematica è dunque un apprendimento guidato delle capacità di gestione dell'ansia e della paura: incrementando tramite la terapia le capacità di gestione, diminuisce la fobia, il che significa che la percezione di autoefficacia è cresciuta e questo, a sua volta, incide significativamente sulla situazione fobica.

La Desensibilizzazione Sistematica ha un'efficacia superiore al 90% nei casi di fobia monosintomatica, cioè non concomitante ad altra sintomatologia psicologica. Negli altri casi, in cui la fobia è uno tra i diversi aspetti di una più vasta problematica emotiva, la Desensibilizzazione Sistematica può essere un valido supporto per la Psicoterapia4, perché consente alla persona di riprendere in tempi brevi le sue "normali" attività quotidiane libera dalla fobia.

In questi casi più complessi si deve però anche tener conto del valore metaforico che talvolta una fobia può avere5.
Ad esempio il panico esperito in luoghi chiusi talvolta si rivela metafora del disagio profondo che la persona vive nella propria esistenza, nella quale racconta di sentirsi bloccata e senza vie d'uscita.

È evidente che in tal caso non sarà di alcuna utilità lavorare soltanto sulla fobia, ma diventa di primaria importanza accrescere con la Terapia l'autostima e il senso di autoefficacia.
Talvolta, quando la persona riesce a prendere decisioni che migliorano la sua qualità di vita e il suo senso di autonomia, accade che la fobia si dissolva da sé, dimostrando chiaramente il suo significato di metafora di una situazione globale che richiedeva di essere risolta.

Note
  • Meazzini P., Galeazzi A., "Paure e Fobie", Giunti, Firenze, 1979
  • Bandura A., "Il Senso di Autoefficacia", Edizioni Erickson, Trento, 1996
  • Wolpe J., Systematic Desentization, in "The Practice of Behavior Therapy", Pergamon Press, 1982
  • Aquilar F., Del Castello E. (a cura di), "Psicoterapia delle Fobie e del Panico", Franco Angeli, 1998
  • Kopp R.R., "Metaphor Therapy", NY, 1995

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