DSA e Pedagogia curativa

Articolo pubblicato il 27 Novembre 2015.
L'articolo "DSA e Pedagogia curativa" tratta di: Disturbi dell'Apprendimento.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Francesca Emili.

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento, Dislessia, Discalculia, Disgrafia, Disortografia, negli ultimi anni sono tra le preoccupazioni della scuola e delle famiglie e sono nati innumerevoli Centri che si occupano di intervenire soprattutto a livello didattico.

Il bambino con il tempo riesce ad acquisire un suo metodo di apprendimento che gli può permettere un apprendimento adeguato, ma conoscere gli aspetti emotivi e relazionali che influenzano l'apprendimento permette di aiutare il bambino anche sotto altri punti di vista che vanno a migliorare il quadro generale.

Quando c'è una diagnosi di DSA, cioè di Disturbi Specifici dell'Apprendimento, ma anche in tutte quelle situazioni in cui una diagnosi non c'è o non è ancora stata fatta, le famiglie hanno la possibilità di far seguire i propri figli con trattamenti volti al rafforzamento di competenze e abilità soprattutto dal punto di vista "didattico" e sublessicale.

Gli aspetti emotivi e relazionali del bambino vengono attualmente poco se non affatto considerati sia nella diagnosi sia nel programma di riabilitazione. Credo sia invece prioritaria la necessità della famiglia di essere sostenuta dal punto di vista psicopedagogico e la necessità del bambino di essere visto nella sua "interezza".

Una valutazione emotivo relazionale dovrebbe integrare un'eventuale diagnosi neuropsicologica funzionale, e si dovrebbe pensare a un percorso personalizzato sulla base delle caratteristiche individuali del bambino.

La Pedagogia curativa steineriana parte dal presupposto che il bambino - nei primi 7 anni di vita - deve aver completato il suo sviluppo corporeo relativamente ai sensi del tatto, del movimento e dell'equilibrio per poter poi essere in grado di rivolgere la sua attenzione agli apprendimenti.
Se il processo si è bloccato in qualche punto, gli apprendimenti non possono avvenire in maniera fluida.

L'operatore riesce a intervenire, con l'osservazione e la valutazione del bambino, con terapie o attività pedagogiche per superare quello che si è bloccato: attività artistiche, musicali e di movimento.

La famiglia è accompagnata in questo percorso attraverso incontri periodici, volti a verificare i cambiamenti, a sostenere il dialogo con la scuola e altri eventuali interventi.

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