Dott. Giovanni Iacoviello
Crescita personale: il processo decisionale, Bergamo (BG)

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Non siamo bravi a decidere o non siamo abbastanza allenati?

Articolo pubblicato il 3 Maggio 2017.
L'articolo "Non siamo bravi a decidere o non siamo abbastanza allenati?" tratta di: Crescita personale.

Il processo decisionale
"Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure"
(Nelson Mandela)

In un mondo complesso, aumenta la libertà e si complicano le decisioni.
Più opportunità ci sono, più sono le opzioni da soppesare, più paradossalmente può rendersi impegnativo il processo decisionale in diversi contesti. Questo può riguardare le relazioni, le scelte lavorative o altre svolte nella propria vita, così come l'ambito organizzativo e manageriale.

Non decidere è ancora una decisione.
A volte una scelta ci può apparire così difficile e carica di ansia o di angoscia che restiamo bloccati e lasciamo che qualcun altro prenda la decisione al nostro posto, se non deleghiamo direttamente con una richiesta esplicita.
Dal punto di vista delle opzioni è utile notare che il non prendere una decisione è ancora una decisione, con tutte le sue conseguenze, tanto quanto le decisioni che prendiamo in prima persona.
Non si possono eliminare i rischi delle conseguenze negative di una scelta, ma si può imparare da esse. Se prendiamo una decisione da soli ci alleniamo nel processo decisionale e accettiamo di prendere il controllo della nostra vita, invece di dare questo potere agli altri. Questo non vuol dire che dobbiamo evitare del tutto di consultarci con loro. Può essere utile a volte ascoltare alcuni consigli e ringraziare, ma poi è cruciale soppesare le opzioni e prenderci la responsabilità della nostra scelta autonoma.

La pratica ci fa diventare più bravi, anche nelle decisioni.
A volte l'arresto nella decisione può essere influenzato dalla paura di sbagliare o dalla percezione di non essere in grado, di non essere abbastanza bravi a operare la scelta giusta.
Prima di chiedere a qualcun altro più bravo di darci un consiglio da seguire alla lettera, pensiamo anche al fatto che possiamo perdere un'ottima opportunità di "allenarci" nel prendere decisioni, un processo fatto anche dell'attesa degli esiti della nostra decisione, dell'informazione di ritorno con la quale valutare se possiamo correggere il tiro della nostra linea di azione (se non è una decisione critica nella quale non possiamo tornare indietro), delle considerazioni che possiamo fare su ciò che gli effetti della decisione ci hanno insegnato per prendere efficacemente decisioni simili in futuro.

Il processo decisionale: fase di apprendimento nel corso della vita.
Se continuiamo a non prendere decisioni e a delegarle ad altri (ad eccezione di alcuni contesti, come ad esempio quelli manageriali in cui è utile non "fare tutto da soli", e delegare alcune mansioni e responsabilità) non progrediremo nella meravigliosa abilità, parte integrante della vita di ognuno, di decidere.
Ci sono delle decisioni complesse che richiedono un lungo periodo di acquisizione di informazioni e di valutazione delle opzioni per essere prese e ciò fa acquisire competenze sia nell'area in cui prendiamo la decisione, personale o professionale, sia sul processo in senso stretto del prendere decisioni. Spesso persone che ci appaiono più brave di noi a decidere sono solo persone che hanno accettato il rischio di prendere decisioni più di quanto abbiamo fatto noi. Il rischio di sbagliare e la paura correlata è utile accettarli, per prima cosa: la paura è normale e umana; chi ha preso più decisioni non è qualcuno che non ha avuto necessariamente paura, ma uno che l'ha provata e affrontata.

Cosa possono e non possono fare Psicologi e Psicoterapeuti.
Cosa non possono fare gli Psicologi e gli Psicoterapeuti (e nemmeno i counselor e i coach) è decidere al posto del cliente o del paziente, per i motivi visti sopra.

Tra le cose che possono fare c'è il sostenere la persona nelle decisioni difficili e nelle difficoltà emotive collegate, incoraggiare la riscoperta e lo sviluppo delle proprie risorse, e, se serve, aiutarla a sbloccare i meccanismi creativi e decisionali "inceppati".

Uno Psicoterapeuta può, inoltre, essere il professionista indicato se accanto alla difficoltà decisionale sono presenti disturbi o attacchi d'ansia, compulsioni (come ad esempio in quei casi in cui non si riesce a fare a meno di ricontrollare numerose volte le opzioni) o angoscia.

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