Dott.ssa Paola Liscia
Relazioni, amore e vita di coppia: amore malato, Roma (RM)

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Quando l'amore fa male: come uscirne

Articolo pubblicato il 18 Dicembre 2018.
L'articolo "Quando l'amore fa male: come uscirne" tratta di: Relazioni e Amore e Vita di Coppia.

Uno degli aspetti più affascinanti della vita è l'esperienza d'amore.
Sin da piccoli assaporiamo il piacere di un comportamento amorevole, e purtroppo anche il dolore che si può sentire quando ci sono delle carenze in questo ambito. Questa esperienza è talmente importante da determinare il nostro modo di stare nelle relazioni affettive, poiché, in base a come si sviluppano i primi modelli di attaccamento, si determinerà il nostro modo di sentire, dare e accettare l'amore.

"L'amore non deve far star male, anzi, al contrario, dovrebbe poter far star bene". Queste parole, indicano una cosa che tutti razionalmente sappiamo, ma che alcune volte abbiamo difficoltà a realizzare. Tutte le relazioni hanno dei momenti di crisi e ciò è normale rispetto alla crescita di ciascuno, tanto che spesso queste si risolvono con dei cambiamenti e la coppia va avanti. Quando le crisi nel rapporto di coppia diventano costanti, occorre ascoltarne il segnale, perché diventano maggiori le situazioni che generano il malessere rispetto al benessere, indice di trovarsi in un rapporto di coppia malato. Quando ci si trova dentro questo tipo di rapporto, si perde obiettività e tutto ciò che accade diventa normale, anche se all'inizio non sembrava esserlo, anzi, al contrario, sembrava che andasse tutto bene.

Ci sono degli indizi che possono aiutarci a capire se ci troviamo in un rapporto malato: i conflitti sono ripetuti e avvengono sempre per gli stessi motivi, perché la coppia non possiede la capacità creativa di risoluzione dei problemi e resta rigidamente ferma sugli stessi punti; i ruoli nella coppia sono rigidi e non interscambiabili, a differenza di ciò che dovrebbe accadere in una coppia sana dove ci si alterna in base alle esigenze della singola situazione; il rapporto porta più sofferenza che gioia, soprattutto in uno dei due componenti della coppia.

Chi soffre di più spesso si trova in una situazione di dissonanza cognitiva che non gli permette di avere una visione obiettiva di ciò che accade, poiché oscilla tra l'idealizzazione positiva dell'altro e la consapevolezza di accettare tanti comportamenti che lo fanno star male, come violenze fisiche o psicologiche, squalifiche, mancanza di rispetto e tradimenti; il rapporto viene vissuto più su un piano di fantasia che di realtà, sperando che l'altro cambi e diventi ciò che ci si aspetta che sia, cosa che non si potrà mai verificare dato che non si può cambiare l'altro; altro aspetto è l'ambivalenza affettiva, ovvero l'oscillazione costante tra sentimenti estremi di amore e odio reciproci, che non permettono il raggiungimento di una serena stabilità nel rapporto.

Come detto precedentemente, questi indizi sono chiari a chi osserva dall'esterno e meno a chi vive il rapporto, tanto che chi sta nella posizione più debole a volte può arrivare a pensare "se mi fossi comportato/a diversamente, se non avessi chiesto, se fossi stato/a più disponibile, se avessi accettato nonostante tutto, etc.", tanti "se" per giustificare silenzi, tradimenti, mancanze di rispetto, abusi e abbandoni, come se, nonostante tutto, ci si sentisse gli unici responsabili di tutto ciò.
L'amore deve esser semplice e stabile, soprattutto non ci si deve plasmare all'altro nell'intento di far andare bene la storia, arrivando ad accettare situazioni inaccettabili.

Questi rapporti "malati" a volte possono durare anni, altre volte non finire mai, perché l'incastro tra i due partner è complementare e si rinforzano reciprocamente nelle rispettive fragilità. Ma quando uno dei componenti della coppia tocca il fondo, può iniziare a metabolizzare il pensiero di uscire dal rapporto. Questo momento è molto complicato, perché ci si trova in un bivio, tra scegliere l'amore per se stessi e l'amore per l'altro. Una volta presa la decisione di uscire dal rapporto, occorre seguire una serie di passi che saranno utili nel proseguire nella scelta fatta:

  • evitare qualunque contatto con l'altro e abbandonare l'immagine idealizzata della persona amata;
  • raccogliere delle informazioni che possano spiegare le ambiguità sulla storia passata, così da poter diventare più obiettivi su ciò che è accaduto. Ciò aiuta a farsene una ragione e a creare una maggiore distanza;
  • affrontare il profondo dolore vissuto e attraversarlo. Ciò aiuta a conoscere maggiormente se stessi e contemporaneamente a superarlo;
  • accettare che non si può controllare tutto, né in relazione a se stessi, né all'altro, in quanto l'amore non è fatto né di controllo, né di possesso;
  • imparare ad aver fiducia in se stessi. Il nostro benessere dipende da quanto siamo capaci di ascoltare ciò che ci fa star bene e realizzarlo.

Questo processo, se seguito, può portare pian piano alla ricostruzione della propria autostima e della conseguente scoperta di poter stare bene anche senza l'altro, ritrovando un sano amore per se stessi e, di conseguenza, per l'altro.

Qualora da soli non vi sentiste in grado di portare avanti questo percorso, può essere utile chiedere aiuto a un professionista esperto nelle problematiche di coppia, affinché possa accompagnarvi verso un processo di disintossicazione dall'amore malato e aiutarvi a scoprire le risorse che sono sempre state dentro di voi, ma che erano rimaste bloccate e mal gestite.

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