Dott.ssa Cristina Mencacci
Philofobia e uomini: relazioni, amore e vita di coppia, Perugia (PG)

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Philofobia: storie di uomini che hanno paura d'amare

Articolo pubblicato il 28 Maggio 2019.
L'articolo "Philofobia: storie di uomini che hanno paura d'amare" tratta di: Relazioni e Amore e Vita di Coppia.

Gli uomini philofobici sono coloro che per paura d'amare (philofobia) si ritirano ai primi cenni d'innamoramento, lasciando perplesse e disorientate le partner. Ma cosa pensano e provano questi uomini in fuga?
Due storie, tratte dalle narrazioni dei protagonisti, per dare voce al loro vissuto.

Gianni e Lucia: in fuga dall'amore

Gianni, geometra e irriducibile playboy, passa da una donna all'altra intessendo rapporti esclusivamente di natura sessuale. Nessun coinvolgimento emotivo, solo erotismo e divertimento. Le sue avventure, quando non sono di una notte, si esauriscono in breve tempo, senza promesse né impegni.
Gianni conosce Lucia per un incarico di lavoro, dovendo svolgere dei rilievi tecnici nel negozio dei genitori di lei. È subito intrigato dai suoi modi eleganti, sebbene Lucia non incarni il tipo di femminilità corrispondente ai suoi parametri, generalmente attratto da donne vistose e dalla sensualità provocante.
Lucia è descritta come seria, ma consapevole di sé. Una persona interessante, la cui seduzione s'insinua più sul piano intellettivo che su quello prettamente fisico.
Tra i due scatta una forte attrazione e, a parere di Gianni, Lucia avrebbe volentieri ceduto alle sue avance.

Dov'è il problema? Gianni sente per Lucia qualcosa di diverso rispetto alle altre donne, un coinvolgimento speciale, e comprende che non sarebbe stata una semplice storia di sesso. In sostanza si scopre innamorato, forse per la prima volta nella sua vita.
Il rapporto di lavoro si conclude e Gianni, sebbene fosse molto tentato ad iniziare una storia con Lucia, non riesce a farsi avanti.
Si sente insicuro e minacciato dal coinvolgimento emotivo e spera di dimenticarla dedicandosi alla sua vita libertina. Ma Lucia gli ha lasciato un segno nei sentimenti. Gianni si ritrova, suo malgrado, a sperare d'incontrarla senza fare un invito diretto, a controllarla attraverso i social, a cercare di carpire da altri informazioni su di lei. Non riuscendo ad allentare il pensiero, diventato assillante, decide di fare un primo passo e rivederla, organizzando un incontro fortuito. Ma, quando la vede, si sente talmente in imbarazzo da non riuscire a proferire parola aldilà dei saluti di convenienza. A distanza di qualche mese, ancora più coinvolto, tenta per la seconda volta d'incontrarla, sempre per caso. Ma, ohimè, Lucia è in compagnia di un altro uomo. Gianni, deluso e amareggiato, si sente costretto a ritirarsi dalla competizione.

Cosa è successo?
Gianni è il prototipo del philofobico, scappa dall'amore, teme le emozioni, non conosce l'innamoramento che ha sempre evitato e mai vissuto. Innamorarsi è stato per lui un fulmine a ciel sereno, un'esperienza destabilizzante che lo ha afflitto con dubbi e pensieri contraddittori ("Vorrei... ma poi cosa accade? Vorrei... ma poi cosa cosa faccio?").
Non sapendo come muoversi, ha esitato, temporeggiato, evitato la vicinanza, fino a bloccarsi per paura delle conseguenze emotive. Lui, esperto di donne, è diventato insicuro e inibito come un adolescente alla prima infatuazione. Ora è alla ricerca di risposte e di chiarezza su quanto è accaduto.

Marco e Giulia: alla ricerca dell'amore vero

Marco, sensibile e insicuro, è alla ricerca di una relazione stabile. Lavora in un'azienda di servizi, dove conosce Giulia che ricopre un ruolo da consulente esterna. È immediatamente colpito dalla sua dolcezza, ma intimidito. La osserva senza avvicinarsi per più di un anno. Un giorno, mentre Giulia per un disguido tecnico è costretta ad attendere, decide di approcciarla, scoprendo con gioia che Giulia si mostra piacevolmente interessata alle sue attenzioni. I due prendono qualche caffè insieme all'interno dell'azienda e Marco inizia a fantasticare su questa storia, che a suo parere possiede i requisiti idonei per diventare un legame importante, vedendo Giulia come una donna dolce, limpida, affidabile e generosa.

Ma accade qualcosa d'inaspettato... Durante una pausa pranzo, Marco incontra Giulia che conversa "troppo" amichevolmente con un collega. Scatta un impeto di gelosia che lo porta a immaginare un feeling speciale tra i due, giungendo alla conclusione che abbiano una relazione. Marco si sente illuso e tradito e reagisce con una passiva aggressività. Quando rivede Giulia, evita di salutarla e le volta le spalle, trincerandosi in un rancoroso silenzio. La donna recepisce il cambiamento e, con apparente indifferenza, si concentra sulle proprie mansioni professionali, eludendo i contatti con Marco.
Marco, però, è innamorato e controlla di nascosto i movimenti di Giulia. Riesce ad assicurarsi la complicità di un collega, delegandogli il compito di indagare sulla sua presunta relazione. Per arrivare a fondo alla questione ed avere informazioni, arriva persino ad ingraziarsi un fattorino.
Dopo qualche tempo emerge la verità: Giulia non ha nessuna storia con l'altro uomo ed è single. La notizia placa il tormento di Marco, che sente sbocciare nuovamente dentro di sé i sentimenti d'amore ed è intenzionato a riprendere i contatti con Giulia. Ma ormai la situazione ha subito un cambiamento radicale e questo silenzio ingiustificato non è perdonato da Giulia, che ai tentativi di approccio di Marco risponde con una fredda cortesia.

Cosa è successo?
Marco è un uomo sensibile, ma insicuro e intollerante all'incertezza, per questo si ancora a rigidi criteri di valutazione. È alla ricerca dell'amore vero, che concepisce come sincero, limpido, senza segreti. Requisiti che nella fase di conoscenza sono irrealistici. Teme di essere ferito e abbandonato e, come difesa, coltiva aspettative categoriche, quanto illusorie, riguardo a una relazione. Vorrebbe muoversi entro una cornice fissa e lineare, priva di dubbi e ostacoli. Come s'incrinano le certezze sulla sua visione ideale dell'amore, non è disponibile a compromessi, si arrende per paura di soffrire. Marco, ora, lamenta il suo dolore, ma permane resistente a modificare le proprie convinzioni.

Chi sono questi due uomini philofobici?

Questi due uomini non hanno niente in comune, né come personalità, né come modo di approcciarsi e vivere i sentimenti. Gianni è spavaldo, irrequieto e in cerca di forti emozioni. Marco, invece, timido e sensibile, è alla ricerca di una situazione affettiva stabile. Eppure entrambi mostrano le stesse reazioni philofobiche: galoppano con la fantasia, immaginando una storia importante con la donna di cui sono innamorati, ma poi si bloccano e si ritirano per paura di soffrire. Nelle fasi di distacco provano dolore e nostalgia ed esprimono il desiderio di vicinanza attivando forme di controllo.
I comportamenti di fuga sono diversi perché sono differenti le esigenze intime: Gianni ha paura d'amare (philofobia) e non sa gestire le emozioni dell'innamoramento. Marco è disponibile ad amare, ma per paura della delusione esige certezze, e come queste sono scalfite si tira indietro.
Il finale della storia è lo stesso per entrambi: sofferenza e rimpianto per aver perso l'opportunità di una relazione importante.

Cosa potevano fare le partner?

Potevano insistere... ma cosa avrebbero ottenuto? Un secco rifiuto.
Lucia avrebbe potuto mantenere i contatti con Gianni, magari via sms o invitarlo lei. Con quale risultato? Sentirsi respingere con un "non posso… magari un'altra volta" e acuendo le sue reazioni di allontanamento, dal momento che lo stesso Gianni dichiara che temeva la vicinanza di Lucia e non si sentiva in grado di sostenere una storia con lei.
Giulia poteva chiedere una spiegazione a Marco sul perché del suo repentino cambiamento. Con quale esito? Un presumibile "non è successo niente", alimentando la sua rabbia e il suo distacco, visto che Marco afferma di essere stato furioso con Giulia e non di non aver voluto deliberatamente chiarire l'accaduto.
Entrambe le storie, che si sono svolte in un arco temporale di diversi mesi, si configurano come "incompiute". Ci sono buone premesse per l'inizio di una relazione, ma le reazioni philofobiche maschili impediscono la realizzazione del legame affettivo.

"Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire"
(Jim Morrison)

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