Dott.ssa Ilaria Bagni
Psicologia Analitica (Jung): sogni e inconscio, Milano (MI) - Osnago (LC) - Monza (MB)

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Sogni, messaggeri dell'inconscio

Articolo pubblicato il 3 Giugno 2021.
L'articolo "Sogni, messaggeri dell'inconscio" tratta di: Psicologia Analitica (Jung).

Secondo Jung - e non solo - ogni sogno è un'occasione per svelare un aspetto di noi e della nostra vita non ancora noti alla coscienza, un modo per ampliare la consapevolezza di chi siamo. Questo svelamento avviene attraverso simboli non sempre facili da cogliere e un linguaggio spesso bizzarro, illogico, ricco di controsensi e situazioni improbabili se non impossibili.

Il sogno ci guida in un mondo "altro", misterioso, spesso criptico: allora conviene stare in ascolto di quel che ci accade a livello sensoriale ed emotivo, sentire il sapore che una certa immagine risveglia. Molto spesso un sogno arriva a darci un messaggio utile, come a darci una mano, perché la psiche è naturalmente orientata all'autoterapia, se solo sappiamo coglierne i messaggi. Oppure arriva per mostrarci la strada che abbiamo intrapreso, ma proiettandoci in una prospettiva più lontana, dandoci una visione d'insieme più ampia e completa di noi. O ancora ci svela un lato ignoto di una certa situazione.

Se capire appieno un sogno non è semplice, per la sua natura inafferrabile e cangiante, ci si può aiutare raccogliendo le informazioni, le sensazioni, i ricordi, che fa riecheggiare in noi. Sarà utile cominciare dall'aspetto storico e oggettivo dei fatti che lo riguardano, per poi passare alle libere associazioni del sognatore. Fino a considerare il suo stato d'animo di fronte al sogno, sia durante che dopo il risveglio.
Più volte personalmente ho fatto esperienza che le parole scelte per prendere nota del sogno prima che si dilegui dalla memoria sono molto indicative. Infatti spesso descriverlo mettendolo nero su bianco favorisce l'intuizione e la "comprensione". Lo stato d'animo durante lo svolgersi della vicenda onirica ci dice come il sognatore vive quella situazione simbolica e quindi quale è il suo atteggiamento verso il senso del sogno. Essere in balia di un pericolo che non si riesce ad evitare, o tentare di scappare senza riuscire a muoversi, urlare senza che esca la voce: sono diverse espressioni di impotenza; sognare di essere soli in casa e sentire aggirarsi fuori qualcuno di pericoloso e all'improvviso accorgerci che è in casa con noi...
Sogni che ci scuotono, come quando si sogna un "uomo nero" che può essere la personificazione di un atteggiamento crudele verso noi stessi o espressione di una parte rabbiosa che non possiamo o non riusciamo ad esprimere. Talvolta questi messaggi sono come campanelli d'allarme che ci invitano a portare l'attenzione a qualche atteggiamento in noi da comprendere ed integrare.

Nella concezione junghiana, l'esplorazione dell'inconscio ci porta ad illuminare sempre più parti di noi rimaste in ombra, e quindi a conoscerle e "addomesticarle", per liberarle. Se l'Io, la coscienza, rappresenta la punta dell'iceberg, come si è soliti dire, l'inconscio è quella porzione ben più voluminosa che sta sotto. In questo senso, il sogno spesso ci parla di qualcosa che l'io (tendenzialmente logico e razionale) ignora o non comprende appieno. Ma in fondo ogni sogno mira a ricordarci che siamo un intero e che dentro di noi c'è tutto: mettendo in scena un conflitto, esasperando una tensione, mira a mostrarci la pienezza che siamo o che possiamo essere, se solo ci prepariamo ad accogliere anche le parti peggiori di noi. Perché mentre l'Io procede in linea retta e unidirezionale, la psiche tende naturalmente all'unità. I sogni sono pieni di nostre ombre, parti di noi che affiorano, che contengono qualcosa che non vorremmo vedere né tanto meno essere. Ma ecco che il sogno ci mette davanti a queste caricature di noi, ci chiede di guardarci anche là dove non ci piacciamo affatto. E soprattutto ci invita a "fare pace" con ogni aspetto di noi, pacchetto completo.

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