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Articolo di psicologia: «La cura nella psicologia orientata dalla psicoanalisi»

Perché rivolgere allo psicologo una domanda di cura?

Articolo pubblicato il 20 Gennaio 2010.
L'articolo "Perché rivolgere allo psicologo una domanda di cura?" tratta di: Psicoanalisi (Sigmund Freud).
Articolo scritto dal Dott. Stefano Avedano.

La cura, nell'ambito della psicologia orientata dalla psicoanalisi, è intesa come la costituzione di un legame privilegiato, nonché unico nel suo genere, fra un soggetto ed il terapeuta.

Legame privilegiato e unico
Privilegiato poiché si tratta di uno spazio protetto di parola che vede come protagonista il soggetto; soggetto che si trova in un momento della sua vita in cui le normali difficoltà quotidiane si sono condensate in un nucleo di sofferenza, o semplicemente in un momento in cui sente la necessità intellettuale di costruire un sapere su di sé, rispetto alle proprie origini familiari e culturali, e rispetto al suo "essere nel mondo".
Si tratta altresì di un legame unico poiché si struttura a partire da precise regole che non trovano simili in altri ambiti sociali; differente per esempio dalle relazioni di amicizia o sentimentali, in cui magari a prevalere sono il consiglio, le buone intenzioni o l'altruismo più o meno disinteressato, o diverso ancora dalla relazione con il proprio medico, in cui spesso (ma fortunatamente non sempre) è il farmaco a farla da padrone.

Ci troviamo in un'epoca in cui è grande il rischio di lasciarsi benevolmente ammaestrare dagli oggetti di consumo; vale a dire da quegli oggetti che con il loro bagliore catturano il nostro desiderio dandoci la speranza che il loro consumo possa lenire le nostre preoccupazioni, colmare il vuoto dell'insoddisfazione, allontanarci dall'insopportabile della noia.
Spesso però abbiamo la fortuna di accorgerci che un oggetto di consumo funziona per pochi istanti, destinato, di lì a poco, a ricadere nell'opacità di uno fra gli infiniti oggetti del mondo.

La funzione dello psicologo di formazione psicoanalitica non consiste nel fornire al paziente degli oggetti sotto forma di direttive, per esempio sotto forma di consigli morali su ciò che sarebbe buono o cattivo per lui; né tantomeno porre la propria persona come modello "corretto" da emulare; bensì, in prima battuta, lo psicologo è lì per promuovere una parola soggettiva, manifestazione dell'inconscio, che va ad incidere e progressivamente a sgretolare la componente di sofferenza legata al sintomo o ai sintomi - del corpo e della mente - che ciascuno di noi porta con sé.

Armando, durante una seduta di terapia, racconta il sogno seguente: si trova in un ampio spazio all'aperto, in una località di campagna. Intorno a lui ci sono molte persone che parlano fra loro e che si divertono. Armando osserva un pò in disparte la scena senza partecipare attivamente all'atmosfera festosa. Di lì a poco viene avvicinato da un uomo-vampiro. «Il vampiro si sa - recita il paziente - succhia il sangue dalla sua vittima trasformandola in un altro essere a metà strada fra la vita e la morte», un morto-vivente per l'appunto. Ad Armando non resta che divincolarsi e fuggire, in preda all'angoscia, dal pericoloso, ma allo stesso tempo seducente, morso del vampiro.
Riporto questo sogno perché mi sembra particolarmente illuminante su ciò che possiamo intendere come sintomo analitico. Il paziente in questione infatti lamenta di non essere in grado di godere appieno delle sue relazioni con gli altri, di trovarsi spesso isolato e di non riuscire, al momento opportuno, a prendere la parola per dire finalmente come la pensa lui.

Il lavoro di interpretazione del sogno consente a questo soggetto di cogliere come la presenza di un suo simile possa per lui diventare fonte di pericolo qualora venga vissuta sotto la forma di una richiesta violenta, di una prevaricazione, che rischierebbe di farlo sprofondare in posizione di oggetto (di morto-vivente), facendolo cadere nell'angoscia, dalla quale già si difende attraverso la sua tendenza all'isolamento.
Ciò che Armando ancora non sa è perché il bacio del vampiro, oltre ad essere fonte di angoscia, è così seducente da ricondurlo ogni volta ad allestire quella precisa scena che gli impedisce di godere della relazione con l'altro.

L'esempio dell'analisi di un sogno, così come il racconto di un particolare evento costitutivo della storia del soggetto, nel contesto di quello specifico legame con il terapeuta che chiamiamo transfert, diventano paradigmi di un'eccezionale risorsa che consente al soggetto di separarsi dalla sofferenza e di correre il rischio di prendere una strada nuova che conduce ad un diverso benessere.

Per approfondire

  • Psicoanalisi della Relazione di Dott.ssa Silvia Cilli
    Argomenti principali: Relazioni, Amore e Vita di Coppia e Psicoanalisi (Sigmund Freud).
  • A proposito di senso di colpa di Dott. Giancarlo Signorini
    Argomenti principali: Tipi di terapia e Psicoanalisi (Sigmund Freud).
  • Sogno o son desto? di Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
    Argomenti principali: Psicoanalisi (Sigmund Freud) e Psicologia Analitica (Jung).
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