Quando la paura delle malattie diventa un problema

Articolo pubblicato il 8 Giugno 2011.
L'articolo "Quando la paura delle malattie diventa un problema" tratta di: Disturbi Somatoformi e Terapia Cognitivo Comportamentale.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Augusta D'Ottavio.

A tutti è capitato nel corso della propria vita di avere un'influenza o un disturbo più grave e di preoccuparsi del proprio stato di salute.
Ciò è del tutto naturale in quanto la salute rappresenta un aspetto importante della nostra vita, ma quando la preoccupazione diventa talmente intensa da incidere sulla qualità di vita ci troviamo di fronte ad un disturbo d'ansia per la salute o ipocondria.

Che cos'è

È una preoccupazione continua ed eccessiva che spinge ad interpretare un sintomo di per sè innocuo come ad esempio un mal di testa, tosse, difficoltà a respirare o altre sensazioni, come segno di una grave malattia, spesso potenzialmente mortale, nonostante le visite specialistiche e gli accertamenti diagnostici escludano una malattia grave.
Il mal di testa potrebbe ad esempio essere interpretato come segno di un tumore al cervello o di un imminente ictus cerebrale.

Paura e interpretazioni errate.
La paura e la convinzione di un possibile errore da parte del medico spinge a ripetere costantemente le visite e a nulla servono le rassicurazioni sul proprio stato di salute, in quanto ci potrebbe essere stato un errore o ci si potrebbe trovare in presenza di una malattia rara difficile da diagnosticare.
L'aspetto centrale, dunque, consiste in un'interpretazione errata di sintomi e sensazioni corporee normali, che vengono considerati indice di una grave patologia. La risposta che tipicamente accompagna questa interpretazione errata è l'ansia.

Come si manifesta

Chi soffre di un disturbo d'ansia per la salute vive una condizione di forte malessere, perché è come se la propria vita fosse costantemente a rischio. Tende di conseguenza a:

  • chiedere rassicurazioni a parenti, amici, o medici nel tentativo di diminuire il proprio livello di ansia, ma sfortunatamente ciò funziona solo a breve termine perché subito dopo le preoccupazioni riguardanti la presenza di una malattia grave si ripresentano ancora.
  • evitare sforzi fisici considerati rischiosi per il proprio stato di salute o evitare di leggere articoli in cui si parla di malattie gravi (cancro, AIDS, sclerosi multipla) o guardare trasmissioni televisive di approfondimento su tematiche collegate allo stato di salute.
  • controllare il proprio corpo alla ricerca di sensazioni o segni strani che potrebbero rivelare la presenza di una malattia o cercare informazioni soprattutto su internet circa la presenza e il possibile significato di sintomi e sensazioni corporee.
  • rimuginare, trascorrere quindi gran parte del tempo a preoccuparsi per la propria salute, con effetti piuttosto importanti sulla qualità di vita e sullo svolgimento delle normali attività quotidiane.
Quanto è diffuso

Si tratta di un disturbo piuttosto comune che colpisce sia uomini che donne e può manifestarsi ad ogni età. Dal 3 al 10% della popolazione generale ne soffre.

L'andamento è a fasi con alti e bassi.
Può ad esempio peggiorare in alcuni periodi ed essere più tollerabile in altri.

Principali cause

Esistono degli eventi critici come ad esempio la malattia o la morte di un parente o una persona conosciuta, l'esposizione a informazioni mediche che possono attivare delle convinzioni riguardanti temi di salute che sono state acquisite durante l'infanzia o nell'ambiente in cui viviamo. Queste convinzioni portano alla errata interpretazione dei sintomi (ad esempio il dolore al petto è segno di un infarto).

Oltre al fattore ambientale esistono evidenze circa l'importanza nell'insorgenza del disturbo di fattori genetici, si può infatti ereditare la maggiore vulnerabilità a questo disturbo, e fattori biologici, da numerosi studi si è evidenziato che alcune variazioni nella regolazione dei neurotrasmettitori, sostanze chimiche che regolano nel nostro cervello gli impulsi nervosi possono rendere alcune persone più sensibili ad alcuni stimoli ansiogeni.

Il disturbo d'ansia per la salute può presentarsi inoltre associato ad altri disturbi, come ad esempio la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo e il distubo d'ansia con attacchi di panico.

Cosa fare

Il trattamento Cognitivo-comportamentale parte dal presupposto che questo disturbo sia alimentato da una serie di circoli viziosi su cui è importante intervenire. Correggere gli errori nel processo di pensiero, la tendenza quindi ad interpretare segni e sintomi come espressione di una malattia grave, ignorando spesso gli altri segnali che contraddicono l'ipotesi più drammatica. La paura infatti attiva una serie di reazioni fisiologiche naturali (aumento del battito cardiaco, aumento della respirazione, sudorazione, sensazione di vertigine, tremori, dolore al petto, ecc.).
Se interpretiamo queste normali sensazioni fisiche espressione dell'ansia come segno di una malattia grave, la nostra paura tenderà ad aumentare e di conseguenza anche le sensazioni fisiche corrispondenti.

Smettere di ricercare rassicurazioni in quanto questo meccanismo alimenta il disturbo perché a breve termine fa sentire meglio, ma a lungo termine spinge di nuovo a richiedere la rassicurazione di un amico di un parente o di un medico sul proprio stato di salute.
Quindi è importante smettere di ricorrere ad esse.

Interrompere i comportamenti di controllo, ad esempio ricercare informazioni sulle malattie non solo non tranquillizza, ma può accrescere l'ansia e la paura, in quanto ci spinge a spostare l'attenzione ancora di più sul nostro corpo.

Interrompere l'evitamento dell'attività fisica in quanto ciò può ridurre la forma fisica e accentuare di conseguenza le sensazioni di fatica facilitando in questo modo un'interpretazione errata delle sensazioni corporee.
Esporsi quindi anche all'ascolto o alla lettura di tematiche riguardanti la salute.

Smettere di porre attenzione alle sensazioni corporee, se focalizziamo infatti la nostra attenzione sul corpo, le sensazioni fisiche risulteranno amplificate e di conseguenza l'ansia tenderà ad aumentare.

Trattamento farmacologico

Alla Psicoterapia può essere associata la terapia farmacologica, ma non ci sono evidenze che questa risulti più efficace rispetto al trattamento Cognitivo-comportamentale.
È spesso frequente in chi soffre di un disturbo d'ansia per la salute la paura di assumere farmaci per timore di possibili effetti collaterali. In effetti il trattamento farmacologico può aiutare a diminuire la sintomatologia associata all'ansia, ma è l'intervento psicoterapeutico che può insegnare a superare le paure.

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