Come aiutare i nostri bimbi a dormire sereni

Articolo pubblicato il 8 Maggio 2013.
L'articolo "Come aiutare i nostri bimbi a dormire sereni" tratta di: Educazione dei Figli.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Martina Berta.

Aiutare i bambini a dormire sereni è uno dei problemi con i quali tutti i neogenitori (e non solo loro!) si trovano a confrontarsi. Il sonno, nella sua alternanza con la veglia, rappresenta un delicato fattore di equilibrio nella vita di ognuno, quindi bisogna avere molta pazienza affinché il bambino impari a dormire da solo e bene.

Le difficoltà nell'ambito dell'addormentamento e del sonno possono avere tre cause.

  1. Cause costituzionali: carattere, parto.
  2. Cause organiche: fame, crescita, denti, eczema/prurito, caldo/freddo, naso ostruito, coliche.
  3. Cause emotive: inserimento al nido/scuola materna, svezzamento, trasloco, problemi famigliari, malattie in famiglia, separazione, nascita di un fratellino, assenza protratta della mamma, cambiamento nella routine, ansia diurna.

Quando notiamo una modificazione nelle abitudini riguardanti il sonno oppure uno scombussolamento dei ritmi sonno/veglia del bambino, dobbiamo interrogarci su quale sia il motivo.
Di solito si tratta di cause transitorie e fisiologiche che si risolveranno con un po' di attenzione e disponibilità da parte dei genitori. Se invece notiamo che il problema persiste, è bene contattare uno specialista.

L'importante è che il disturbo non si cronicizzi, in quanto questo può provocare a sua volta diverse difficoltà, tra cui frequente stancabilità diurna, difficoltà nell'apprendimento e nella memoria, disturbi comportamentali e dell'umore. Ricordiamoci che per i bambini addormentarsi significa lasciare mamma e papà e abbandonare le proprie sicurezze.
Quindi non è facile! Ma se il genitore è in grado di trasmettere al figlio quel calore, quella disponibilità e quell'affetto che gli sono necessari, allora per il bimbo sarà più semplice lasciarsi andare.

Nel momento dell'accompagnamento al sonno, il genitore dovrebbe abbandonare tutti i pensieri e le preoccupazioni della giornata ed essere lì solo per il figlio, per condividere con lui l'importantissimo ultimo momento della giornata prima di chiudere gli occhi. Quando ci sono delle difficoltà nell'addormentamento oppure nel mantenimento del sonno, non bisogna essere né arrendevoli né drastici, ma bensì pazienti e disponibili.

Vediamo insieme quali sono le modalità per creare i presupposti per un buon sonno.

I presupposti per un buon sonno

Innanzi tutto è importante creare, già dai 5 mesi, una routine tranquillizzante che accompagni il bambino fino al momento in cui, sdraiato a letto, saluta mamma e papà e si addormenta da solo. Questa routine deve comprendere attività piacevoli e tranquille (meglio una bella fiaba, piuttosto che la TV); meglio se le attività sono sempre le stesse e nello stesso ordine. Questo organizza lo spazio e il tempo prima della nanna e permette al bambino di creare una continuità positiva tra le due esperienze.

Il genitore deve fare da "contenitore" rispetto alle angosce del figlio e aiutarlo a dare un senso alle sue esperienze.
È importante che i genitori dimostrino disponibilità nei confronti del piccolo e grande attenzione per questo delicato momento. Sarebbe anche bene che mamma e papà si alternassero nel momento dell'addormentamento e della nanna. Questo è importante per il figlio, che può così avere contatto con entrambi i genitori, ma anche per una buona intesa di coppia.

Per far sì che il bimbo impari a dormire solo e tranquillo bisogna abituarlo ad addormentarsi nel proprio letto e non altrove (nel lettone, in auto ecc.), e non lo si deve mandare a letto per punizione.
All'inizio può essere d'aiuto tenere nella stanza una luce notturna soffusa e si può proporre al bambino di dormire con una bambola o un peluche a cui è particolarmente affezionato. Questo "oggetto transazionale" ha una funzione di rassicurazione e rappresenta la figura di attaccamento.

È inoltre importante cogliere i segnali del sonno del bambino e mandarlo a letto quando è stanco ma non ancora stremato.
È infatti un errore ritenere che sia funzionale fare stancare un bambino per poi mandarlo a dormire con più facilità. Così facendo il bimbo raggiunge un alto livello di eccitazione, uno stato incompatibile con la serenità necessaria per riposare. In questo e in altri casi (ad es. quando guardano la TV, che è un'attività eccitante), prima di andare a letto, è bene farli calmare dedicandosi a un'attività di "decompressione", come un gioco tranquillo oppure leggere insieme una fiaba... a lieto fine.

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