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Articolo di psicologia: «Psicologia, aiuto e primo soccorso»

Richieste urgenti: perché lo psicologo-psicoterapeuta non è un Pronto Soccorso

Articolo pubblicato il 9 Dicembre 2013.
L'articolo "Richieste urgenti: perché lo psicologo-psicoterapeuta non è un Pronto Soccorso" tratta di: Disturbi Psicologici, Disturbi d'Ansia e Terapia Cognitivo Comportamentale.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Vera Blasutti.

Mi capita spesso di ricevere richieste di consulenza da persone che hanno urgenza di un colloquio, e che si trovano in un profondo stato di sofferenza.

Ma che aspettative si possono realisticamente riporre nel primo colloquio con uno psicologo-psicoterapeuta?
Innanzitutto penso debba essere chiaro che c'è una profonda differenza tra il ruolo di una psicoterapia e quello del "pronto soccorso".
Per "pronto soccorso" intendo una realtà che accoglie a tutte le ore del giorno e della notte e dalla quale, dopo un tot di tempo, si esce solitamente con una soluzione o con una prospettiva di soluzione, e con una sintomatologia ridotta o debellata.

Così non è per la consulenza psicologica o psicoterapica!
Intanto ovviamente non è possibile accedere al servizio a qualsiasi ora, inoltre è necessario fissare un appuntamento con un certo anticipo (l'attesa varia da qualche giorno a qualche settimana, in base ad un insieme di fattori) e... quando finalmente il momento del primo colloquio arriva, questo si rivela non risolutivo!
Questo può rappresentare una profonda delusione per chi ha un'aspettativa irrealistica e fissa un colloquio urgente per stare meglio!

La psicoterapia è un percorso, un cammino, e i miglioramenti non sono immediati. Perché?
Perché il sintomo o il malessere che abbiamo oggi non è nato oggi!
Ha una storia, spesso piuttosto lunga alle spalle! Qualche esempio:

  • chi soffre d'ansia ha sviluppato la paura della paura in seguito ai primi episodi. Magari ha tentato di gestire da solo la situazione per un po' di tempo e poi ha deciso di aver bisogno di aiuto...
  • chi è sotto stress ha accumulato tensione e si è sovraccaricato di impegni per molto tempo, finché la classica pentola a pressione è scoppiata...
  • chi ha un disturbo alimentare, magari di tipo anoressico, da tempo ha ristretto il cibo, vomita, ha un'idea del proprio corpo negativa...
    fino ad essere arrivato a perdere molti chili.

Certi comportamenti o sintomi hanno dunque una loro storia, si sono quindi automatizzati in noi e ora disapprenderli richiede tempo e impegno.
Come richiederebbe tempo imparare a scrivere con la mano sinistra per un destrimano. Quindi devo continuare a stare male? Per quanto tempo?
Spesso chiedere aiuto è già un modo per auto-rassicurarsi.
Fissare il primo colloquio può far sentire meglio la persona, in quanto può rappresentare un punto di svolta, l'inizio dell'impegno verso il cambiamento.

Inoltre il primo colloquio può lenire l'ansia e la sofferenza: la persona si sente accolta, sente che si può fidare, che ha trovato un alleato verso il miglioramento della propria condizione, qualcuno che sa che può esserci la luce in fondo al tunnel e che la può accompagnare passo passo verso quella direzione. Tuttavia dal primo appuntamento al successivo (e così per i successivi 2-3-4 colloqui, a seconda della specifica situazione) capiteranno le stesse cose che capitavano la settimana precedente: crisi, sintomi, scoraggiamento, comportamenti disfunzionali, incapacità di gestire la situazione... il miracolo non è avvenuto!
Anche questo, per chi aveva aspettative irrealistiche verso la terapia, fa pensare "non serve a nulla", e spesso interrompe o pensa di interrompere.

Per vedere dei cambiamenti sostanziali occorre attendere un lasso di tempo, diverso da persona a persona.
Ad un certo punto "scatta qualcosa", e la persona si rende conto che è iniziato un cambiamento.

Chi ha davvero bisogno del Pronto soccorso?
Può essere utile rivolgersi al servizio di pronto soccorso se la sintomatologia è ingestibile: ad esempio un attacco di panico molto forte, che fa temere alla persona di avere un infarto o qualcosa di molto pericoloso a livello fisico. Questo ovviamente è un primo passaggio a cui deve seguire una "cura": psicoterapica e/o farmacologica.

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