Mamma, ansia, paure e disturbi psicologici

Pensieri parassiti

Articolo pubblicato il 14 Aprile 2014.
L'articolo "Pensieri parassiti" tratta di: Disturbi Psicologici e Diventare Mamma.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Vera Blasutti.

"Ciò che turba gli uomini non sono le cose,
ma le opinioni che essi hanno delle cose
".
(Epitteto)
Pensieri negativi per sé e per il proprio bambino

Come vivere una gravidanza serena?
Una mamma: «Immagino la nascita del mio bambino come un salto nel buio, e io non so dove trovare un paracadute».

Pensieri pericolosi.
Nel periodo della gravidanza un insieme di fattori possono combinarsi a discapito della donna: l'aumento di tempo libero con la sospensione del lavoro, la tendenza a uno stile di pensiero negativo, il basso confronto con persone che fungono da risorse positive, il momento di vulnerabilità da vari punti di vista, esperienze di vita difficili.
Succede allora di trovarsi assorte in pensieri tutt'altro che positivi.

Questi pensieri hanno a che fare con:

  1. senso di pericolo per sé e per il bambino: timore che il bambino non sia sano, timore di complicazioni durante il parto...
  2. mancanza di controllo: sul corpo durante il parto, la montata lattea...
  3. senso di impotenza: rispetto al pianto del bambino, all'arrivo o meno del latte, alla ripresa fisica dopo il parto...
  4. senso di inadeguatezza: rispetto al parto, alle spinte, alla gestione del dolore durante il parto, ai bisogni del neonato e al suo allattamento.

I pensieri negativi sono un vortice che può risucchiarci, togliendoci energia e serenità.

I pensieri vanno addomesticati.
È importante innanzitutto conoscere il nostro funzionamento psicologico: quando noi pensiamo si apre uno scenario, fatto di parole e/o di immagini, che crea in noi un'emozione. Un esempio.
Se immaginiamo di essere stese in una spiaggia caraibica assolata, probabilmente ci sentiremo pervadere da sensazioni di benessere.
Se immaginiamo di essere bloccate nel traffico, e arriveremo in ritardo a uno spettacolo teatrale che avevamo tanto atteso di vedere, saremo dispiaciute, irritate, nervose.

Quello che immaginiamo per il nostro cervello è realtà, e per tutta risposta crea delle emozioni e sensazioni fisiche.
Cosa possiamo fare rispetto a tutto ciò?

Pensieri funzionali e disfunzionali

Innanzitutto possiamo allenarci a capire se il nostro stile di pensiero è funzionale o meno.
Se è funzionale porta a emozioni positive o neutre, compatibili con l'attivarci per affrontare le situazioni, se è disfunzionale porta a emozioni negative (paura, ansia, tristezza...) che tendono a farci ritirare, evitando la situazione o affrontandola senza credere nella buona riuscita.

Proviamo ad allargare la prospettiva.
Di fronte alle difficoltà e alle sfide della vita, prima della gravidanza, cosa ci dicevamo?

  • "Oddio ora che faccio...".
  • "In qualche modo gestirò anche questo".
  • "Se mi impegno posso risolvere qualunque problema".
  • "Posso chiedere aiuto".
  • "Sono sola e non ce la faccio".

Capite bene che pensare una cosa o l'altra non è irrilevante.
Se il pensiero che ci viene automaticamente è negativo ci sentiremo incapaci, impotenti, ogni sfida sarà per noi pericolosa e fonte di ansie, la nostra autostima sarà sempre in bilico.

Se invece il pensiero sarà propositivo coglieremo la sfida con forza e determinazione, e l'autostima risulterà buona. Tornando alla gravidanza, poiché ciascuno di noi ha il proprio stile di pensiero, l'arrivo di pensieri negativi ricorrenti non sarà completamente una novità per noi.

In gravidanza

In questa fase più che in altre è importante allenarsi a cambiare pensiero. Non solo per il nostro benessere ma anche per quello del bimbo che portiamo in grembo, che risulta già sensibile alle tonalità emotive materne. Possiamo provare a cambiare, per dare a nostro figlio una madre che sia un modello positivo.

Sforzarsi per trovare pensieri alternativi più funzionali non significa raccontarsi la fiaba in cui tutti sono felici e contenti, perché il nostro cervello non vuole essere ingannato, ma imparare a darsi fiducia, a cercare modi per affrontare i problemi. Se pensiamo che siamo impreparate al parto e siamo impotenti di fronte a questo evento che ci genera terrore, l'ansia salirà ma le nostre competenze no.

Se invece pensiamo che è un evento a noi sconosciuto, ma che possiamo apprendere delle tecniche per gestirlo al meglio (tecniche di respirazione e rilassamento, posizioni, spinte... tutte cose che si possono apprendere a un corso pre-parto) e che, come abbiamo affrontato altre situazioni magari dolorose affronteremo anche questa, le cose andranno meglio.

Un'altra questione importante: molte persone con tendenza al pensiero negativo chiedono frequenti rassicurazioni ai propri cari (parenti o amici).
Il risultato è solo apparentemente positivo: per un attimo ciò che l'altro dice è rassicurante e calma l'ansia, ma dopo un certo tempo i dubbi e le preoccupazioni tornano, e la persona nel tempo matura l'idea di non essere in grado di gestire questi pensieri da sola, sviluppando così una dipendenza dall’altro. Questa non è una buona strategia.

Il cambiamento deve avvenire nel proprio dialogo interno, sviluppando capacità di auto-rassicurazione.
Altra strategia considerata spesso rassicurante è la ricerca di informazioni in internet, tuttavia spesso si rivela un boomerang perché siamo sole di fronte a informazioni di cui non sappiamo valutare correttezza e adeguatezza rispetto alla nostra specifica situazione, e quindi ci crea maggiore confusione o ansia. Può essere utile oltre a esercitarsi su pensieri più funzionali anche immaginare il futuro in modo positivo: come sarà il parto, come sarà il bambino.

Domande per riflettere

Trova 3 aggettivi positivi sulla gravidanza:

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Trova 3 aggettivi negativi sulla gravidanza:

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È stato più facile trovare gli aggettivi positivi o quelli negativi?

Riesci a visualizzare il momento della nascita di tuo figlio come momento carico di emozioni positive?
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Riesci a pensare in modo costruttivo alle possibili difficoltà del post parto? (inesperienza o novità)
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Lettura consigliata
  • M.C. Strocchi, "Penso bene, mi sento meglio", San Paolo Edizioni (collana I prismi)

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