La respirazione e la meditazione per la Mindfulness

Articolo pubblicato il 6 Ottobre 2014.
L'articolo "La respirazione e la meditazione per la Mindfulness" tratta di: Benessere Psicologico e Movimento, Tecniche di Rilassamento, Mindfulness, Tipi di terapia e Analisi Bioenergetica.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Luciana Rasicci.

L'armonia corpo-mente e il riequilibrio energetico

L'armonia corpo-mente è equilibrio, misura, sintonia e benessere.
La disarmonia è invece malessere, conflitto e confusione.
La pratica della respirazione consapevole e della meditazione attiva creano le basi per il riequilibro e l'armonizzazione delle diverse parti che compongono l'unità psicocorporea e, insieme, offrono gli strumenti per l'auto-coscienza e l'auto-guarigione. Questo approccio è indicato per coloro che desiderano un maggior benessere, il cambiamento e il miglioramento di sé, per chi si sente in evoluzione e ha bisogno di scrollarsi di dosso schemi obsoleti e limitanti.

Il processo integrativo aggiusta, dà senso e perfeziona la qualità, la proporzione, l'adeguatezza e l'accordo delle diverse parti che compongono l'unità corpo-mente. Un processo che si può realizzare con le tecniche della respirazione integrativa e della meditazione attiva. Nella respirazione e nella meditazione si raggiungono stati di coscienza regressivi e di leggera trance, che creano le condizioni necessarie per l'integrazione.

Cosa si intende per riequilibrio e integrazione?

Il respiro, il rilassamento, il movimento libero, le meditazioni attive e passive liberano sensazioni ed emozioni, bisogni e desideri e allo stesso tempo ci aiutano ad accoglierli, comprenderli e integrarli in un tutto armonico.
Il processo integrativo abbraccia tutti gli aspetti, positivi o negativi, piacevoli o dolorosi, dell'individuo. Ciò permette l'emergere - nella consapevolezza e senza giudizio - delle tracce dei vissuti passati inscritti nella memoria corporea. Esperienze emozionali, sensoriali e cognitive che la persona ha attraversato e che hanno lasciato segni nel corpo e nell'anima.

L'energia vitale, che era imprigionata nelle rigidità psicofisiche accumulate nel tempo, inizia finalmente a fluire. I blocchi si sciolgono, la vitalità scorre libera e si prova un senso di interezza e di pienezza.
È un'esperienza che produce benessere, distensione e ristoro: un nutrimento da cui scorgano sentimenti di apertura e fiducia, di chiarezza, semplicità, benevolenza e pacificazione.

Respirazione Integrativa e Meditazione Attiva: principi

I principi basilari su cui si fonda la sintesi metodologica della Respirazione Integrativa e della Meditazione Attiva sono:

  • approccio olistico e metodologie psicocorporee;
  • analisi e comprensione degli schemi psicocorporei della persona;
  • risanamento delle alterazioni e riequilibrio del respiro;
  • respirazione diaframmatica-addominale;
  • ritmo continuo e modulato, intenso ed ipnotico dell'onda respiratoria;
  • rilassamento profondo e completo del corpo;
  • quiete e silenzio della mente;
  • movimento libero ed espressivo;
  • meditazioni attive e passive;
  • mindfulness, presenza e consapevolezza di sé nel qui ed ora;
  • abbandono del giudizio, accoglimento e accettazione;
  • integrazione, rinnovamento e benessere;
  • musica per il movimento e la meditazione;
  • autocoscienza e autoguarigione.
Cos'è la Respirazione Integrativa

È una tecnica psicocorporea da me ideata, dove trovano sintesi e sinergia la psicoterapia corporea e le pratiche di respirazione consapevole, profonda e meditativa. Il respiro è alla base del buon funzionamento di ogni organo e di ogni processo vitale. Una respirazione sana e libera da blocchi è essenziale per l'equilibrio dell'intera unità psicocorporea.
Il respiro ha qualità speciali. È l'unica funzione fisiologica che agisce in modo sia involontario che volontario, aspetto che rende possibile la pratica della respirazione consapevole. È l'anello di congiunzione tra corpo e psiche, conscio e inconscio, il razionale e l'emotivo, il cognitivo e il sensoriale, il nostro dentro e il nostro fuori, tra noi e gli altri.

Disturbi respiratori, ansia, panico e altri malesseri.
Nella nostra epoca purtroppo sono molto frequenti i disturbi respiratori.
La respirazione corretta è di tipo addominale-diaframmatica. Le disfunzioni generalmente coinvolgono il principale muscolo respiratorio, il diaframma. Le tensioni addominali e la perdita di mobilità del diaframma portano di conseguenza all'attivazione dei muscoli del petto, delle spalle e del collo. Abbiamo allora un respiro toracico, alto, irrigidito e faticoso.
L'alterazione della respirazione è causa anche di altri malesseri: inibizione o esplosività delle emozioni, pensiero ossessivo, ansia e attacchi di panico, persino disturbi digestivi e cardiovascolari. In questo caso - quando le persone che partecipano ai corsi di Meditazione e Respirazione che organizzo - mostrano evidenti alterazioni funzionali, sarà necessario intervenire per favorire il loro risanamento.

Per ripristinare la respirazione naturale bisogna in primo luogo osservare lo schema psicocorporeo della persona. In base alle caratteristiche che prevalgono nella sua struttura, verranno utilizzate tecniche psicocorporee adeguate, come la Bioenergetica e la Psicoterapia Funzionale.
Si tratta di un lavoro preliminare che renderà maggiormente efficaci e soddisfacenti le sedute di Respirazione Integrativa e di Meditazione Attiva.

Cos'è la Meditazione Attiva

Le Meditazione Attive sono state create da Osho Rajneesh, un filosofo e maestro spirituale nato in India che, negli anni '70 e '80 del secolo scorso, realizzò un'originale e felice sintesi tra saggezza orientale e psicologia occidentale, ovvero tra la meditazione, la psicologia umanistica e le terapie psicocorporee, sintesi da cui scaturirono le Active Meditations espressamente indirizzate all'uomo moderno.

Le pressioni, le regole e i ruoli sociali snaturano il corpo e intossicano sentimenti e pensieri: tensioni, nodi e affanni che impediscono l'andare "oltre la mente" e l'entrare in uno stato di coscienza meditativo. Abbiamo perso la capacità di abbandonarci alla semplice non-attività e di dedicarci all'ascolto interiore. La mente è sovraccarica e chiassosa, i pensieri si rincorrono e i ricordi ci ossessionano, la quiete è rotta da fantasie negative, emozioni cattive e vecchi e tenaci malesseri.
Per creare uno spazio di silenzio che aiuti a calmare il corpo e ad acquietare la mente, Osho ideò le Active Meditations: per favorire l'espressione spontanea di sé, risvegliare le sensazioni represse e darsi il permesso di dare ascolto a emozioni negate, scomode e dolorose. Per liberare infine la vitalità e la gioia, lo stupore dell'essere al mondo e l'incanto dell'universo: un riscatto interiore che è catarsi, purificazione e rigenerazione.

Le Meditazioni Attive non sono puramente e sempre attive.
In realtà esse si svolgono in un avvicendarsi di fasi attive e fasi passive: fasi che hanno la durata di 10, 15 o 20 minuti, nelle quali si alternano momenti concretamente dinamici e momenti in cui ci si ferma e si sta in silenzio. Nella meditazione non si incontreranno - almeno non facilmente e non certo all'inizio - i paradisi di quiete e purezza tanto desiderati.
Quando entriamo in noi stessi il più delle volte ci capita di incontrare i nostri inferni: infelicità, paura, rancore, egoismo, oscurità, durezze e vuoti. Per questo è essenziale che prima si sperimentino le meditazioni concretamente attive, caotiche e travolgenti e poi quelle passive e immobili, in pieno rilassamento: è a questo punto che si raggiunge uno stato "non mente", lo stato di coscienza che chiamiamo meditazione.

Per distrarre la mente da se stessa bisogna ingannarla. Bisogna sciogliere le resistenze, muoversi e scuotere il corpo, abbandonarsi alla musica e danzare liberamente, assecondando il fluire dell'energia vitale.
Se le fasi passive sono ispirate dalle antiche pratiche di meditazione e dalla filosofia orientale, le fasi attive evocano le tecniche innovative - come la Gestalt e la Bioenergetica - introdotte nella moderna psicoterapia occidentale a partire dal "Movimento per lo sviluppo del potenziale umano", il rivoluzionario Human Potential Growth Movement sorto negli USA negli anni '60.

Esistono diverse forme di Meditazione Attiva, ognuna con un tema speciale e obiettivi particolari. Le sessioni di meditazione durano un'ora, si svolgono in piedi, seduti o sdraiati, generalmente a occhi chiusi e in silenzio, in altri casi si usa la voce e si sta a occhi aperti. Ogni tipo di meditazione è accompagnato da musiche appositamente studiate, che cambiano tono e ritmo nel succedersi delle diverse fasi.
La musica è essenziale, aiuta a coinvolgersi totalmente, sollecita il movimento, risveglia il sentire, esorta all'abbandonarsi e al perdersi.
La meditazione si conclude con il silenzio: per custodire e portarsi dentro il sentimento di espansione spirituale, di leggerezza e gratitudine.

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