Il Panico: informazioni utili

Articolo pubblicato il 18 Dicembre 2015.
L'articolo "Il Panico: informazioni utili" tratta di: Attacchi di Panico.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Martina Ceccarini.

Non tutti sanno che gli Attacchi di Panico sono una risposta piuttosto "normale" di paura intensa che dura poche decine di secondi e si esaurisce in venti o trenta minuti massimo (Wells e Leahy, 2003).

La durata dell'attacco di panico, e più generalmente dello stato ansioso, dipende principalmente da ciò che in quel momento si pensa o si immagina, come ad esempio frasi quali:

"Sto per morire!". "Mi verrà un attacco di cuore!".
"Sto diventando pazzo
". Oppure: "Ho perso il controllo della mia mente..." e di conseguenza si prova ansia.

L'attacco di panico può insorgere in brevissimo tempo, come accade in molti casi, e può risolversi in media entro un massimo di dieci minuti.
A tal proposito, è utile cercare di pensare che il panico è passeggero, è come un'onda. La sua durata può variare da pochi secondi a qualche minuto, ma certamente si esaurisce entro massimo mezz'ora.

Occorre pertanto ricordarsi che è assolutamente certo che come è comparso così se ne andrà. È dunque fondamentale resistere all'attacco di panico al massimo la prima mezz'ora, poi tutto diventa più facile.

Può essere quindi funzionale immaginare visivamente il panico come un'onda: può salire fino a un certo punto, ma poi inizia il processo di discesa! Difatti, il travaso improvviso d'ansia ha una curva che prevede una salita e una discesa fisiologica; passa da sé senza dover fare niente.

Nello specifico, gli attacchi di panico sono risposte di difesa determinate a livello evoluzionistico, biologico e genetico.
Essi hanno funzione di conservazione personale, e permettono all'individuo di fronteggiare una situazione di difficoltà aumentando le proprie abilità di essere attento, concentrato e vigile (Clark, 1986).

Occorre considerare che il panico non è di per sé rischioso, esso funge infatti da "allarme". Naturalmente, se il sistema di allerta è iperattivato e si innesca anche in assenza di stimoli pericolosi o specifici, tale esperienza impatta significativamente sulla qualità di vita delle persone e può causare grande sofferenza e disagio.

Cercare di porvi rimedio evitando le situazioni che potrebbero innescare gli attacchi di panico contribuisce solamente al mantenimento e al rinforzo dello stesso, e a far innescare un circolo vizioso dell'ansia: la paura della paura.
Le strategie di evitamento sono spesso attuate da chi soffre di attacchi di panico. Purtroppo però sono strategie non funzionali che rischiano di peggiorare i sintomi o di farne sorgere di ulteriori.

La Terapia Cognitivo-Comportamentale può aiutare chi soffre di attacchi di panico a fronteggiare le situazioni ancora evitate e in particolare ad affrontare tutte quelle interpretazioni erronee di pericolo che innescano l'ansia e il panico stesso.

Letture consigliate
  • A cognitive–behavioural therapy group for public mental care patients with various anxiety disorders, M. Ceccarini and E. Glionna, AIAMC Milano, Italy, in "Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale", Vol. 16 n.3, 2010 pag. 519, Edizioni Erickson
Bibliografia
  • Wells A., Leahy R.L., Anxiety disorders, metacognition and change, "Roadblocks in Cognitive-Behavioural Therapy", 2003
  • Clark D.M., A cognitive approach to panic, "Behaviour research and Therapy", 24, 461-470, 1986

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