Mass media, pregiudizi e paura del crimine: uno studio sperimentale

Articolo pubblicato il 22 Aprile 2016.
L'articolo "Mass media, pregiudizi e paura del crimine: uno studio sperimentale" tratta di: Comunicazione.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Silvia D'Andrea.

Una notizia non è mai la semplice descrizione di un evento, ma è sempre la ricostruzione dello stesso e riflette il sistema di valori e di credenze proprio di chi la comunica.

Attraverso uno studio sperimentale abbiamo voluto evidenziare la forte influenza dei mass media nella costruzione della realtà sociale, in particolar modo nella formazione e nel mantenimento di giudizi riguardanti il razzismo e la criminalità.
La mia indagine, condotta con il prof. Michele Roccato dell'Università degli Studi di Torino, ha avuto l'intenzione di comprendere se e come il modo tendenziosamente diverso in cui i mass media presentano i fatti criminali che vedono coinvolti rei stranieri o italiani, possa influenzare la paura del crimine ed il livello di pregiudizio degli autoctoni. Questa indagine, pur non essendo esaustiva del fenomeno, può essere molto utile per comprendere come le modalità con cui vengono riportate le notizie abbiano valore nella valutazione degli eventi quotidiani.

In particolare ci siamo chiesti se ed in che modo la nazionalità dell'autore di un reato ed il grado di astrazione linguistica utilizzato nel riportare la notizia possano influenzare il livello di pregiudizio e la paura del crimine nel campione intervistato.
Il grado di astrazione linguistica si riferisce, nello specifico del nostro progetto di ricerca, alla modalità descrittiva utilizzata (più o meno concreta) nello scrivere articoli di giornale creati ad hoc che riportavano un fatto violento commesso da un italiano o da uno straniero. Il campione, costituito per la maggior parte da studenti, è stato scelto appositamente di nazionalità italiana ed è stato sottoposto alla compilazione di un questionario "carta e matita": la variabilità dei questionari, assegnati casualmente, era determinata dal differente articolo di giornale presentato al soggetto sperimentale.

L'esperimento condotto, pur non avendo evidenziato alcuna relazione significativa tra le variabili indipendenti (nazionalità del reo e grado di astrazione linguistica) e la paura del crimine, ha messo in risalto come gli alti livelli di pregiudizio pre-manipolazione influenzano i sentimenti di pregiudizio post-manipolazione, in particolare tra coloro che avevano letto l'articolo di giornale con un elevato grado di astrazione linguistica e che riportava uno straniero come autore di reato.

Questi risultati possono essere interpretati riferendoci ad una particolare forma di pregiudizio, il pregiudizio latente: si tratta della tendenza delle persone a presentare sé stesse in modi socialmente accettabili e, quindi, prive di pregiudizio. Negli anni e in seguito a precisi avvenimenti storici, l'espressione diretta del pregiudizio razziale è andata notevolmente riducendosi, anche per il rischio di incorrere in sanzioni legali. I cambiamenti socio-politici e la tendenza delle persone a presentarsi socialmente e "politicamente corrette", infatti, potrebbero prevenire l'espressione vistosa del pregiudizio razziale.

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