Dott.ssa Monica Mazzini
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La depressione: cosa si prova e come si può superarla

Articolo pubblicato il 13 Maggio 2016.
L'articolo "La depressione: cosa si prova e come si può superarla" tratta di: Depressione.

Quando si è depressi si vive una grande tristezza, niente ci piace, nessuna attività ci interessa. Ogni cosa ci appare grigia e indifferente. Non si ha voglia di svolgere nessuna attività, neanche la più elementare e nemmeno quelle che in altri tempi ci davano piacere. Nessun ci può aiutare ad alleviare questa tristezza, nemmeno le persone a noi più care riescono a scaldare il nostro cuore. E tutto questo senza nessun motivo apparente.
Ciò ci fa sentire in colpa e ci fa sprofondare ancora più giù.

Le persone intorno a noi ci dicono "devi farti forza" oppure "ti devi dare da fare", o peggio "tirati su", come se ciò fosse possibile. Questo ci fa sentire inadeguati e la nostra autostima si abbassa. Ci si sente diversi, incompresi, come dei marziani, e tutto questo ci spinge ad isolarci ancora di più.

Come mai ci capita questo?

Inutilmente cerchiamo cause concrete: non sempre ci sono e, anche quando ci sono, non giustificano i nostri sentimenti così cupi.

Le cause della depressione sono dentro di noi.
Si pensi alla metafora della casa: è formata da una struttura portante, muri e fondamenta, da rifiniture esterne, resiste alle normali intemperie e riesce a restare in piedi se la sua struttura è solida. Questo principio vale anche per la persona.

Cosa fa sì che si possa resistere alle "intemperie" della vita?

I pilastri portanti sono due:

  • la fiducia in sé;
  • la fiducia nel mondo.

La fiducia in sé stessi è l'immagine che ci siamo costruiti. Per stare bene dobbiamo avere un'idea di noi stessi fondamentalmente positiva, cioè dobbiamo pensare che, al di là dei risultati concreti e dei nostri punti deboli, siamo fondamentalmente delle persone capaci e competenti, in grado di affrontare le difficoltà della vita, capaci di voler bene e di essere voluti bene, in grado di tutelarci e di muoverci adeguatamente nel nostro ambiente di vita.

La fiducia negli altri è l'idea che nel nostro mondo ci siano anche delle persone buone e competenti delle quali potersi fidare. Ciò fa si che ci si senta sereni e in pace e si possa dipendere dagli altri in modo sano e costruttivo. Nel momento di difficoltà questa competenza ci permette di affidarci, di scegliere le persone adeguate a cui potersi affidare e, di conseguenza, di poter ricevere cose buone. Tutto ciò ci renderà più forti e staremo sempre meglio.

La fiducia in se stessi e nel mondo determina quella bellissima sensazione di base che si può riassumere con l'idea che le cose andranno bene. Quest'ottimismo di base ci permette di affrontare in modo sereno e costruttivo la vita e le difficoltà che ci riserva.

Come si costruisce la fiducia in sé e nel mondo?

Riusciamo ad avere fiducia in noi stessi e nel mondo quando abbiamo vissuto in modo continuativo e costante delle buone esperienze di cura: quando un bambino è cullato dalle calde braccia della mamma, quello che sente nel profondo del suo cuore è di essere speciale e che il mondo sia un posto caldo e confortevole. Da questo sentire emotivo rimane impresso nel corpo e nelle viscere la fiducia in sé e nel mondo.

E se questo non accade?
Se la mamma è fredda, anaffettiva, o se utilizza modalità aggressive, oppure se è emotivamente presente in modo incostante, il bambino non vivrà quell'esperienza di profondo benessere, non sentirà che le persone che si prendono cura di lui lo amano profondamente. Si chiederà a livello inconscio e profondo il perché. Poiché i genitori non posso essere messi in discussione, l'unica possibilità sarà pensare di meritarsi questo disinteresse. Verrà quindi messo in discussione il proprio valore e cadrà la fiducia in se stessi.

Inoltre, questa prima esperienza poco felice influenzerà le esperienze future, si penserà, quindi, che anche le nuove persone che incontreremo ci potrebbero trattare nello stesso modo. Da qui la diffidenza e la paura di dipendere. A livello inconscio ci diciamo: "meglio essere forti e non appoggiarsi a nessuno, perché essere bisognosi e aver bisogno porta solamente dolore": in tal modo ci si priva della possibilità di sperimentare relazioni diverse che possano in parte farci cambiare idea sul mondo che ci circonda.

La visione del mondo della persona depressa risulta, quindi, vuoto, grigio, "io non valgo niente", "nessuno può amarmi".

Si può superare la depressione?

Per fortuna sì: si può uscirne rinforzando i nostri muri portanti, fuori di metafora, sviluppando una buona fiducia in sé e nel mondo.
I farmaci possono aiutare nel momento dell'emergenza. Spesso sono necessari per tamponare momentaneamente la situazione, ma non risolvono il problema alla radice. Tornando alla metafora, sarebbe come mettere dei puntelli esterni alla casa per sorreggerla. Questi supporti posso essere utili mentre si lavora per rafforzare i muri portanti, evitano che la casa crolli, ma non risolvono il problema.

Può la Psicoterapia Psicodinamica aiutare chi soffre di depressione?

È importante chiarire che non sono soltanto le esperienze dolorose che abbiamo vissuto a farci stare male, ma quello che ci fa stare male è soprattutto la deformazione che abbiamo dovuto apportare al nostro funzionamento emotivo per poter sopravvivere a quelle esperienze dolorose. Mi spiego: fa stare male pensare di non essere stati oggetto di cure amorevoli, ma fa stare ancora peggio, in funzione di quelle esperienze, pensare che tutte le relazioni saranno così perché questa credenza ci toglie la speranza nel futuro e ci fa vivere in un mondo tutto grigio.

La Psicoterapia Psicanalitica agisce proprio su questo, sui nostri modi di funzionare emotivamente che risultano ora disfunzionali. Le esperienze passate non possono essere cambiate, ma si possono modificare i condizionamenti che queste ci hanno lasciato.
Utilizzando il metodo delle libere associazioni e attraverso le interpretazioni del terapeuta si capisce come funziona il proprio cuore, e su questo si può agire per modificare ciò che fa male. Questo processo permette di rafforzare i propri muri portanti.

Potrebbe apparire un percorso facile, ma in realtà è un percorso difficile, doloroso, perché porta a rivivere emozioni sopite, come la rabbia, il dolore e la delusione che abbiamo provato. È un percorso lento e difficile, ma è l'unico che ci permette di guardare con occhi nuovi a quelle esperienze, e quindi di recuperare la fiducia in noi stessi e negli altri: con questa nuova forza saremo in grado di resistere alle difficoltà della vita.

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