Psicoterapia, Psicoanalisi e Psicoanalisi Interpersonale: istruzioni per l'uso

Articolo pubblicato il 15 Luglio 2016.
L'articolo "Psicoterapia, Psicoanalisi e Psicoanalisi Interpersonale: istruzioni per l'uso" tratta di: Psicoanalisi (Sigmund Freud).
Articolo scritto dalla Dott.ssa Rita Terranova.

Nel corso della mia esperienza professionale mi sono sentita spesso rivolgere domande e perplessità sul tipo di intervento e sul tipo di professionista al quale rivolgersi qualora una persona senta il bisogno di un aiuto psicologico.
Tenendo presenti tali interrogativi come un prezioso riferimento, questo mio breve scritto ha proprio l'intento di fornire delle informazioni, il più chiare e semplici possibile, sulla Psicoterapia e, in particolare, sulla Psicoanalisi Interpersonale, la disciplina della mia specializzazione e della mia pratica psicoterapeutica.

Un'incertezza piuttosto diffusa che ho riscontrato riguarda la differenza tra Psicologo e Psicoterapeuta; infatti non sempre è noto che lo Psicologo può effettuare prevenzione, diagnosi, attività di abilitazione-riabilitazione e sostegno ma solo lo Psicoterapeuta possiede la competenza necessaria a condurre una terapia, avendo conseguito un Diploma di Specializzazione e una formazione specifica (che in Italia richiede un percorso quadriennale dopo la Laurea in Psicologia).

Tuttavia le Scuole di Specializzazione in Psicoterapia si diversificano, a loro volta, rispetto all'approccio teorico e clinico: il Comportamentismo, il Cognitivismo e il Sistemico sono i maggiori indirizzi teorici e perseguono gli obiettivi terapeutici, rispettivamente, attraverso il cambiamento del comportamento manifesto, dello stile di pensiero, del ruolo rivestito nella rete relazionale.

Sebbene anche la Psicoanalisi sia una forma di Psicoterapia – (letteralmente Psicoterapia significa "cura della psiche") e richieda per essere praticata un ulteriore percorso formativo quadriennale, rispetto alle altre forme di Psicoterapia la Psicoanalisi si caratterizza per la sua peculiare teoria sul funzionamento della mente e, di conseguenza, per il suo peculiare approccio alla cura.

Storicamente la Psicoanalisi nasce all'inizio del secolo scorso a Vienna, grazie alle intuizioni geniali di Sigmund Freud, Neurologo, che rivoluzionarono la concezione della mente umana.
Dopo Freud l'essere umano non può più essere considerato solo un essere che persegue il soddisfacimento dei suoi bisogni con pragmatica e consapevole valutazione della realtà, imbrigliando le passioni e i desideri in quanto elementi di disturbo e di distorsione, bensì un essere la cui sorgente vitale ed energetica risiede proprio nel mondo interno di sensazioni, percezioni, emozioni e desideri che abitano la mente inconscia fin dalla vita intrauterina, guidando e motivando la sua relazione con il mondo.

In questa prospettiva le esperienze dei primi anni di vita, quando il bambino non ha ancora maturato tutte le capacità intellettive dell'adulto, hanno un impatto determinante nell'organizzare il mondo interno attraverso le relazioni con le persone significative dell'ambiente in cui cresce.
Le esperienze traumatiche, deprivative e inibitorie in tale periodo della vita irrigidiscono lo sviluppo e il dispiegamento delle potenzialità in schemi ripetitivi, che risulteranno essere fonte di disagio e di sofferenza a causa di un conflitto tra istanze inconsce e istanze consce spesso paralizzante. L'obiettivo terapeutico, di conseguenza, mirerebbe a rendere consapevole la persona della natura dei suoi conflitti inconsci, allentandone la presa e aprendolo, così, a nuove possibilità di scelta.

Nel corso di un secolo, a partire dalla ricchezza delle teorie freudiane, i successivi sviluppi della Psicoanalisi hanno abbracciato numerosi e diversi campi di studio, di ricerca e di approfondimento, dall'antropologia all'arte, dalle scienze sociali alle neuroscienze.
Oggi la Psicoanalisi ha ampliato il riferimento alla classica teoria del conflitto e, pur riconfermando la fondamentale influenza formativa delle esperienze precoci sullo sviluppo umano, ha elaborato una concezione multidimensionale, plastica ed evolutiva della mente, in cui conscio e inconscio, mente esplicita e mente implicita, si intrecciano e si influenzano costantemente attraverso processi paralleli, rendendo possibile, in questo modo, lo sviluppo delle potenzialità soggettive in ogni fase della vita.

In particolare, la Psicoanalisi Interpersonale pone un forte accento sulla dimensione relazionale della psiche umana. Nata negli USA negli anni 1940\1950 dal pensiero dello psichiatra H.S. Sullivan, questa prospettiva guarda alla mente come a qualcosa che si costruisce solo all'interno di uno spazio interattivo.

Perciò lo sviluppo dell'individuo è concepito come una costante progressione dalle relazioni diadiche primarie, in particolare con la madre, a relazioni sempre più ampie e complesse, sotto la spinta della motivazione fondamentale di preservare i legami con le persone significative, lottare per stabilire contatti con gli altri e per esprimere se stessi. La radice della sofferenza umana, nell'ottica interpersonale, va ricercata nelle mistificazioni prodotte da relazioni reali confusive e traumatogene.

In quest'ottica, disturbi d'ansia, disturbi post-traumatici da stress, disturbi dell'alimentazione, del comportamento e dell'apprendimento, disturbi di personalità, etc. tutta la gamma diagnostica della psicopatologia non è più attribuibile esclusivamente ad un "difetto" del singolo individuo ma è la risposta adattiva, necessaria per la sopravvivenza psichica, che la persona ha potuto mettere in atto all'interno del suo contesto relazionale. Infatti, patologia e salute mentale si collocano lungo un continuum rispetto al quale il benessere psichico è definito dalla flessibilità con cui la persona riesce ad utilizzare le proprie risorse e i vincoli e le possibilità dell'ambiente per realizzare il proprio progetto esistenziale.

E poiché nessun essere umano esiste al di fuori delle sue relazioni, la cura, in Psicoanalisi, avviene attraverso la relazione con un Altro.

È il dialogo, l'entrare in contatto con un altro essere umano che ci restituisce il senso di noi stessi e della nostra esistenza. E quando questo Altro è uno Psicoanalista, la relazione diventa terapeutica perché fondata sulla sua competenza ad aiutare nell'ascolto, nell'accoglienza, nell'esplorazione e nella rielaborazione delle proprie esperienze esistenziali e delle molteplici istanze del proprio Sé.

Infatti, con linguaggi diversi (verbale e non verbale), mente e corpo, coscienza e inconscio narrano la storia della nostra vita, dei rapporti, dell'ambiente e dei contesti che hanno contribuito, nel bene e nel male, a formare, e che continuamente formano, la nostra psiche. Perciò, quello che è stato danneggiato da una relazione un'altra relazione può risanare: è questo il cuore dell'azione terapeutica della Psicoanalisi e della Psicoanalisi Interpersonale in particolare.

La stanza d'analisi, allora, non è altro che uno spazio mentale, psichico e affettivo pensato perché il paziente possa sperimentare se stesso in piena libertà, nella completa sospensione di ogni giudizio e nel pieno adempimento dell'etica del rispetto della sua soggettività. Seduta dopo seduta, paziente e analista costruiranno una relazione fondata sulla fiducia e sull'intimità, il cui obiettivo è quello di aiutare il paziente ad integrare gli aspetti di se stesso che vive come problematici.

Nella sicurezza e nella protezione che offre il campo analitico, mediato dai ruoli diversi e asimmetrici che ricoprono, paziente e analista si mettono in gioco e possono, così, osservare e vivere le dinamiche che scaturiscono dal loro incontrarsi e che, inevitabilmente, rispecchieranno le tematiche interne del paziente, i suoi schemi emozionali interiorizzati. Grazie alla competenza dell'analista, alla sua capacità di elaborare emozioni e sentimenti e di restituirli in sintonia con i bisogni del paziente, questi potrà fare un'esperienza nuova di una vecchia modalità di entrare in rapporto con se stessi e con gli altri.

Il cambiamento terapeutico, infatti, non consiste nel diventare una persona diversa ma di ampliare, mettere a frutto e realizzare quello che autenticamente ogni essere umano sente di essere.

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