Dott. Antonio Di Sabato
Disturbi d'ansia e disturbo ossessivo compulsivo, Piacenza (PC) - Parma (PR) - Reggio nell'Emilia (RE) - Modena (MO)

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Quando i dubbi possono ridurre la nostra libertà

Articolo pubblicato il 27 Settembre 2017.
L'articolo "Quando i dubbi possono ridurre la nostra libertà" tratta di: Disturbi d'Ansia e Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Durante le nostre giornate gran parte delle azioni che svolgiamo sono eseguite in modo automatico. Esse diventano spesso automatismi, azioni involontarie e su cui poniamo pochissima attenzione, come ad es: scendere le scale, utilizzare alcune funzioni del nostro autoveicolo, ecc.

Può verificarsi, in un determinato momento e senza una apparente e percepibile motivazione, che comportamenti che abbiamo sempre eseguito in modo automatico e con poco dispendio di energie inizino a richiederci una maggior cura ed attenzione.
Così, prima di uscire di casa, verifichiamo che le finestre e/o il gas e/o la porta siano chiuse "bene". Queste azioni possono evolvere da atti sporadici e momentanei in rituali, prassi, e a volte possono richiedere un investimento temporale "breve".

Quando invece la prassi di controllo diventa macchinosa, lunga e ripetitiva e il dubbio diventa continuo e persistente (fino ad autoalimentarsi con innumerevoli controlli accompagnati da uno stato d'animo irrequieto), genera ansia. La situazione da prassi diventa disagevole. Diventa sempre più difficile coniugare una "normale" condotta di vita inerente la propria quotidianità con questo modus operandi.

In alcuni casi si cerca di "incastrare" i tentativi di controllo nel proprio iter giornaliero e si anticipa di molto la sveglia, così da poter svolgere le proprie mansioni mattutine e fare i "dovuti" controlli (controllare se ho chiuso bene le finestre, il Gas, la porta di casa, se mi sono lavato bene, ecc.) per poter uscire di casa.
Ma non sempre l'incastro è semplice e indolore. Mentre la mattina si anticipa la sveglia, la sera si posticipa il sonno, perché anche prima di andare a letto ritornano certi pensieri e la calma e il sonno cedono il loro posto al dubbio: "Ho chiuso il gas? Siamo sicuri sia chiuso bene? Non ricordo se, dopo aver pulito la cucina, la manopola era nella posizione giusta. Ci penso, mi sforzo di ricordare, ma nulla". Questi pensieri sono accompagnati da perplessità che pian piano diventa preoccupazione, agitazione e ansia. L'unica soluzione sembra essere quella di alzarsi dal letto e andare in cucina a controllare. Ciò non è vissuto con piacere, anzi, come una scocciatura, ma in quel momento non si vedono alternative.
Constatare che effettivamente il gas è chiuso è visto come un sospiro e un alleggerimento dello stato emotivo e ansioso. Finalmente possiamo metterci a letto e riposare.

Mentre siamo a letto, tutto d'un tratto veniamo colti da un altro pensiero: "Ma la porta è chiusa? Chi è stato l'ultimo ad entrare? Mio fratello. Avrà chiuso bene? Lui solitamente ha la testa tra le nuvole".
Cerchiamo di rassicurarci, di tranquillizzarci ripercorrendo mentalmente cosa abbiamo fatto prima di andare a letto, cosa abbiamo visto e sentito. "Beh, se fosse stata aperta, avrei dovuto sentire qualche rumore provenire dalle scale oppure aria più fresca". Siamo invasi da tanti pensieri, cerchiamo di ricostruire scenari, ricordi, memorie, ma niente. Non riesco a girarmi dall'altra parte e dormire. C'è solo una soluzione: alzarsi dal letto e controllare.

Finalmente posso dormire tranquillo. Mentre cerco di sprofondare tra le braccia di Morfeo, di colpo mi arriva un pensiero: "Ma il rubinetto del bagno l'ho chiuso bene dopo aver lavato i denti? Chi è stato l'ultimo ad aver utilizzato il bagno? Sono stato io l'ultimo?". E anche in questo caso l'unica soluzione sembra essere quella di alzarsi, andare in bagno e fare l'ennesimo controllo.

A volte semplici modalità di controllo che poco inficiano le nostre abitudini e qualità della vita possono "espandersi" e diventare altamente invasive e persistenti, tanto da indurci a pensare che l'unica soluzione sia quella di controllare e cercare rassicurazioni per eliminare i nostri dubbi.
Non riusciamo a permetterci altre alternative e strategie. Sembra come se l'unica strategia per dormire sia quella di assecondare ogni nostro dubbio, altrimenti l'ansia la fa da padrona. Così, prima di uscire di casa, mettiamo in atto tutte le misure precauzionali (controllare rubinetti, finestre, gas, serrature, ecc.) altrimenti il pensiero e l'ansia ci indurrebbero a rientrare per accettarci se è tutto ok o – qualora rientrare non fosse possibile – a trascorrere una giornata improntata alla continua preoccupazione. Ciò non permetterebbe di svolgere le mansioni previste.

È in gioco la mia libertà. Non mi sento più libero di poter scegliere.

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