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Dott.ssa Caterina Iudica
Attacchi di panico: come intervenire, Catania (CT)

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Il trattamento degli attacchi di panico in Psicoterapia Funzionale

Articolo pubblicato il 24 Ottobre 2017.
L'articolo "Il trattamento degli attacchi di panico in Psicoterapia Funzionale" tratta di: Attacchi di Panico.

Le manifestazioni di disagio strisciante e indefinito, che possono in alcuni casi trasformarsi in vere e proprie paure e crisi di ansia o sfociare in attacchi di panico, investono la sfera delle percezioni del Sé e dell'ambiente circostante.

Gli attacchi di panico sono un'alterazione e deformazione del sentire e sentirsi che rende ansiosi e fa scattare un vero e proprio allarme; la persona ha una sensazione acuta di pericolo, che può sfociare in un vissuto di terrore e angoscia. Nel DSM V, l'ultima edizione del manuale diagnostico internazionale di psichiatria, questo tipo di patologia viene classificata tra i disturbi di nevrosi d'ansia.

Al di là delle definizioni, cerchiamo di capire come affrontare un disturbo che può essere in alcuni casi una sorta di sottofondo che rende ansiosi, in altri casi può dilagare nella vita e divenire invalidante al punto da ostacolare la conduzione di una normale esistenza.

Il cervello è una organizzazione complessa: gli studi attuali sulla mente dimostrano che le sue parti, i neuroni e le cellule della glia, sono in grado di modificare - se necessario - i loro compiti. Esso è plastico, quindi è capace di supplire ad alcune funzioni, per esempio quando delle sue parti vengono danneggiate, ed agisce secondo una unitarietà di fondo.
L'essere umano è sin dall'inizio dell'esistenza immerso nel caleidoscopico mondo sensibile: il neonato è in grado di percepire Sé e l'ambiente nella sua interezza, grazie alla integrazione originaria di cui è dotato Il Sé. Esso è, quindi, l'organizzazione di tutte le Funzioni dell'organismo umano, che la Psicologia Funzionale individua come struttura unitaria ed integrata. Le Funzioni, presenti sin dall'inizio della vita, si possono raggruppare in quattro macro aree Cognitiva, Emotiva, Fisiologica e Posturale-Muscolare.

Sono le Esperienze di Base, i mattoni dell'esistenza, a costituire nella crescita dell'essere umano il fondamento di un buon funzionamento del Sé. Il sistema delle percezioni e delle sensazioni, che ritroviamo nell'area del Fisiologico, riguarda il complesso di informazioni che arrivano alla persona dall'interno del proprio corpo e dall'esterno di esso, cioè dagli organi di senso, che vengono considerati sistemi sensibili integrati.

Da qualche decennio la Psicologia e le Neuroscienze hanno svelato nuovi segreti inerenti il funzionamento di alcune regioni cerebrali che mescolano ed integrano le informazioni provenienti dai diversi sensi. Si può dire che nessun senso è un'isola: assistiamo ad un dialogo incrociato tra i sensi e la percezione multisensoriale.

Quando un'informazione sensoriale arriva al cervello, essa non viene nettamente separata relativamente all'organo di appartenenza, ad esempio visivo, uditivo, ecc., bensì viene rielaborata; risulta, quindi, percepita secondo un ampio e complesso spettro percettivo, che riguarda anche la memoria periferica di parti di aree del corpo che concernono ad esempio una contrattura muscolare, la cui rigidità può richiamare un senso di allarme o di chiusura.
Questa complessità di funzionamento fa sì che tutto ciò che noi percepiamo non è il risultato della percezione di un organo e della parte neurologica ad esso connesso, ma di un complesso di connessioni che ci rende sensibili e capaci di percepire l'ambiente sotto diverse sfumature e gamme di suggestioni.

In alcune situazioni e in alcuni momenti della vita il modo in cui si sente e si percepisce il mondo circostante può avere o subire delle alterazioni. In particolari momenti di stress e nella cronicizzazione di esso, le alterazioni sono frequentemente legate al sistema nervoso autonomo, uno stato di ansia può acuire o affievolire alcuni aspetti legati alle percezioni e alle sensazioni . Il filtro funzionale della percezione fa da mediazione tra noi e il modo come sentiamo e ci sentiamo, uno stato ansioso o di stress produce alterazioni sul piano dei funzionamenti della persona. Il Sé presenta in questo caso un quadro caratterizzato da agitazione e, di conseguenza, è possibile che la persona avverta una situazione neutra come ansiogena o che addirittura percepisca un senso di pericolo imminente, in quanto tutti i parametri legati alla condizione di calma e benessere sono alterati: ad esempio il respiro è alto e trattenuto, il battito cardiaco è accelerato, la muscolatura degli arti è contratta e reattiva. Questo stato di attivazione rimanda ancora una volta la sensazione di allarme, tutto ciò accresce ancora il senso di ansia ed insicurezza nella persona.

Il sistema neurovegetativo o autonomo regola molte funzioni fisiologiche senza il controllo del sistema nervoso centrale e senza la partecipazione volontaria dell'individuo. Respirazione, circolazione, immissione di ormoni nel torrente sanguigno, funzioni digestive, ecc., tutto avviene apparentemente a nostra insaputa e senza la collaborazione dei centri superiori della corteccia.

È fondamentale interrompere il circuito che spinge la persona a vivere in un'alterazione continua di agitazione la propria quotidianità; il lavoro psicoterapico messo a punto dalla Psicologia Funzionale consiste proprio nel riportare la persona, con un intervento mirato, a ripristinare un' equilibrata alternanza di calma e di attivazione. L'allentamento delle tensioni, il ripristino della respirazione profonda e diaframmatica, fa sì che il paziente percepisca le sensazioni non più, come avviene nell'attacco di panico, come strane, preoccupanti e terrifiche, ma come normali e appartenenti alla sfera delle sensazioni.

Quando interviene su condizioni di stress, di ansia o più specificamente negli attacchi di panico, la Psicoterapia Funzionale attua un lavoro complessivo sui quattro piani Funzionali del Sé. Attraverso la terapia si introducono fattori di cambiamento che producono risultati stabili di benessere e di equilibrio nel paziente, si modificano le alterazioni che producono la sintomatologia di allarme ed ansia presente nel quadro complessivo dell'attacco di panico

È possibile oggi, con questo metodo di intervento, ridurre sin dall'inizio, con un numero limitato di sedute, il disagio provocato dall'attacco di panico o dallo stato di ansia e di allarme, cui seguirà la remissione completa dei sintomi; quindi il paziente sarà presto in grado di affrontare la sua vita quotidiana in modo pieno e sereno.

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