Aiuto psicologico: Psicologo risponde

Cosa succede dallo Psicologo

Articolo pubblicato il 10 Aprile 2013.
L'articolo "Cosa succede dallo Psicologo" tratta di: Disturbi Psicologici e Tipi di terapia.
Articolo scritto dal Dott. Domenico Bumbaca.

«Cosa succede quando si va dallo psicologo, dal momento che non prescrive farmaci?». «Se con il mio psicologo non faccio progressi, cosa devo fare?» o ancora «Quanto costa andare dallo psicologo?».
Queste sono solo alcune delle domande che le persone si pongono.
Proviamo a dare alcune risposte.

Andare dallo Psicologo: dubbi e riposte

Tutti sappiamo cosa succede durante una visita medica o dal dentista, un po' meno come si svolge un incontro con lo psicologo, anche perché sono poche le persone che amano ammettere di andarci.
Una volta mi è stato chiesto di fornire dei volontari per partecipare ad una trasmissione RAI sugli attacchi di panico... ebbene nessuna delle persone a cui ho fatto richiesta ha voluto accettare.
Torniamo al tema principale, cosa succede dallo psicologo?

Da dove cominciare
Molte persone - soprattutto al primo appuntamento - si domandano da dove dovranno cominciare, se devono parlare della propria infanzia, ricordare traumi subiti... e questo può confondere, tanto da sperare che sia lo psicologo a fare tutte le domande. Quando andiamo dal medico per un dolore alla pancia, come glielo comunichiamo? Ovviamente dicendolo.
La stessa cosa avviene con lo psicologo. Se pensate che lo psicologo abbia una super-lente di ingrandimento in grado di cogliere al volo i motivi del vostro disagio solo guardandovi, ebbene sappiate che non è così.
Il percorso psicologico si basa sul dialogo, sulle parole.

Per quante sedute?
Nessuno lo sa all'inizio. Lo si scopre man mano che ci si conosce.
Con alcune persone ci vuole più tempo che con altre. Anche qui, attenzione agli allarmismi. In questo caso non si è più gravi di altri.
Si è semplicemente diversi. Esattamente come avviene dal medico. Ci chiede una lastra e si capisce al volo il problema.
Se non è così, ci prescrive altre analisi finché non si scopre il problema.

E poi cosa succede?
Dallo Psicologo, diversamente che dal medico, ci si va in modo costante per tutta la durata della terapia, che potrà cambiare da una serie di fattori tra cui: il problema o il disagio della persona, le sue caratteristiche, ma anche le caratteristiche dello psicologo o dello psicoterapeuta, la sua formazione e il suo orientamento. Dalle stesse variabili dipende anche che cosa succede poi e su cosa si concentrerà il lavoro psicologico.

Generalmente, dopo i primi incontri, lo psicologo anticipa come condurrà il percorso, o la terapia nel caso in cui sia psicoterapeuta.
Alcuni psicologi psicoterapeuti, tra cui il sottoscritto, assegnano compiti da fare tra una seduta e l'altra e lo svolgimento contribuisce al buon esito del percorso. Molte persone non sanno molto di come si svolge la cosa e in questo caso la regola è sempre la stessa: non abbiate timore di fare domande al terapeuta, perché non si stupisce, non giudica e risponde alle domande.

Il primo colloquio si paga?
Anche qui, dipende dal terapeuta.
Alcuni preferiscono la gratuità altri invece no.
Nel corso della prima chiamata allo psicologo glielo si può chiedere.

Ho scelto l'analista giusto?
«... se dopo mesi di terapia, non vedo progressi, cosa sarebbe più giusto fare?». Oppure, «... come fare a trovare l’analista giusto?».
Nella scelta dell'analista andrebbero affrontati alcuni elementi tra cui:

  • Come l'ho trovato (fonte)
    Il passaparola da parte di un amico/conoscente più o meno affidabile; il seminario ci mette in contatto diretto con il professionista; il sito del professionista ci offre la possibilità di farci un'idea in pochissimo tempo di chi è, cosa scrive, le sue esperienze, il suo modello di riferimento ecc., risolvendo così molti passaggi intermedi.
  • Le proprie finanze, e mai come in questo periodo il tema è a volte decisivo.
  • Il tempo, numero di sedute a settimana.
    A sua volta condizionato da finanza e tempo a disposizione.
  • L'età, nostra e del professionista.

Finalmente andiamo al nostro primo appuntamento e, dopo aver raccontato la nostra "storia", può capitare di chiederci: "è la persona giusta per me?".
Il famoso feeling. C'è? Che dice la "pancia"? Che impressione abbiamo?
Ci piace? Lo sentiamo vicino al nostro modo di essere o lo vediamo distante?
A grandi linee sono queste le domande che dovremmo farci anche se potrebbero non essere sufficienti.

Se la terapia non "funziona".
Infatti, dopo un certo numero di sedute, potrebbe accadere che "... non succede nulla" e che la terapia risulta essere pesante, faticosa, inconcludente ecc. Beh sì, accade.

Cause.
Se questo, dopo un ragionevole numero di incontri, accade, le possibili cause sono:

  • il nostro rifiuto al cambiamento,
  • il terapeuta.

In entrambe le situazioni evitiamo di sentirci responsabili del fallimento della terapia, discutiamone con il professionista e se ci rendiamo conto che l'analisi non progredisce, mettiamoci alla ricerca di un nuovo professionista. La seconda scelta sarà più consapevole e sicuramente migliore.

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