Attacchi di panico

Articolo pubblicato il 24 Aprile 2013.
L'articolo "Attacchi di panico" tratta di: Attacchi di Panico e Terapia Cognitivo Comportamentale.
Articolo scritto dal Dott. Domenico Bumbaca.

Un attacco di panico ha un inizio improvviso e una durata inferiore ai trenta minuti.

I sintomi possono essere: tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, sensazione di formicolio, tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia. Sono diversi dai disturbi d'ansia perché sono improvvisi, senza causa apparente e spesso sono ripetitivi.

Ma quali sono le cause? Perché sempre più soggetti ne hanno?
La paura - che è una delle emozioni primarie, forse anche la più primitiva - ne è spesso la causa principale. Quando ci si trova in questa situazione le possibili reazioni sono la depressione, l'irritazione oppure ci si può difendere evitando ad esempio tutte quelle situazioni giudicate "panicanti".

Evitando situazioni a rischio (cinema, ristorante, guida solitaria, ascensore ecc.) paradossalmente otteniamo, esattamente il suo contrario, perché la situazione fobica conferma la sua pericolosità e ci convince che non siamo in grado di affrontare quella determinata situazione.
Se si decide di affidarsi ad altri (chiedendo aiuto in tutte quelle situazioni che ci fanno paura) ci si depersonalizza mostrando i nostri limiti e così facendo rinforziamo la situazione. Accade quindi che uno o più momenti critici vengono percepiti come perdita del controllo.

Scattano quindi tutte le strategie di evitamento (ad esempio con il controllo dei parametri fisiologici ecc.) che incrementano le relative sensazioni. In questa situazione si chiede aiuto oppure si fugge, rinforzando il senso di insicurezza che annulla le risorse residue.
Tutto ciò ci convince che la minaccia è reale. Continuando in questo iter, nel giro di poco tempo, esploderà un attacco di panico. Ma, perché?

La Psicologia suggerisce che buona parte della sintomatologia dipende da conflitti psicologici (rimossi) e mai risolti perché percepiti come irresolubili. La Psicoterapia rende coscienti questi conflitti favorendone una rielaborazione, la cui sintesi viene accettata dalla coscienza.
Questi conflitti di solito generano molta ansia - che superato il livello di guardia diviene insopportabile - e provocano il collasso del sistema: la fenomenologia di questo collasso (il modo in cui si manifesta) è appunto l'attacco di panico.

La "cura"

La cura c'è ma bisogna voler guarire. Molte sono le persone che ne soffrono e non fanno nulla per uscirne definitivamente, con il risultato di aggravare la propria situazione e limitare il proprio stile di vita. Facendo affidamento alla mia esperienza clinica, la cura si poggia su alcuni pilastri:

La Psicoterapia, da svolgere attraverso due approcci:

  1. un primo approccio di tipo Cognitivo Comportamentale, teso ad alleviare tutta la sintomatologia. Ci si concentra sul presente e restituisce un sollievo in breve tempo;
  2. l'altro approccio, di tipo psicodinamico, è teso a svelare i conflitti rimossi.

La terapia farmacologica. Nei casi gravi non se ne può prescindere.

Per approfondire

Rendi più visibile il tuo Studio in Internet
ricevi contatti mirati in base alle tue competenze

Area Professionisti:

Contatta la Redazione: 0547.28909
(da lunedì al venerdì - orario 9:00-13:30 / 14:15-17:45)