Attacchi di panico, come guarirli

Articolo pubblicato il 21 Febbraio 2014.
L'articolo "Attacchi di panico, come guarirli" tratta di: Disturbi d'Ansia, Attacchi di Panico e Tipi di terapia.
Articolo scritto dal Dott. Mario Mengheri.

Se ci viene una febbre alta, ci organizziamo.
Con questo voglio dire che non ci lamentiamo della febbre, ma ne prendiamo atto, prendiamo la tachipirina o gli antibiotici o altro e la facciamo scendere e così, senza tanti interrogativi, ci siamo curati.
L'ansia è paragonabile alla febbre. Con l'ansia è la psiche che chiede aiuto, con la febbre è il corpo. Prenderci cura dell'ansia senza maltrattarla è la strategia vincente perché essa si ridimensioni.

L'attacco di panico altro non è che un'elevata ansia.
La mente ha più linguaggi e adesso chiede aiuto gridando, alterando il battito cardiaco (tachicardia), aumentando le secrezioni endocrine (mani fredde e sudate), facendo comparire un tremore che ci mette in allarme.
Tutto questo è di solito condito con "la paura di morire". Possiamo prendere degli ansiolitici (al bisogno) e tutto si ridimensiona, ma certo le radici dell'ansia rimangono e da queste rinasce, quando più le fa comodo, un albero – noi - in cui adesso ha il predominio l'ansia o l'attacco di panico.

Ridimensionare le radici significa andarle a scrutare, vedere, accogliere, ascoltare, visualizzarle, coccolarle... insomma renderle e avvertirle vicine a noi come oggetti nostri, in quanto questo sono.
Le radici di questo albero - e l'albero siamo noi - avranno così un diverso nutrimento, un attento e opportuno nutrimento e questo magicamente ridimensionerà sia l'ansia che l'attacco di panico. Se questo è poco - ma non lo è se seguiremo le istruzioni date - avremo un'altra visione del curare questi malanni che, abbiamo detto, sono benefici perché ci avvisano di qualcosa in noi da modificare col fine di raggiungere una omeostasi adeguata al vivere quotidiano: più equilibrata.

Il sintomo - ansia o attacco di panico - è un linguaggio della psiche.
È la Psiche che chiede un'attenzione più opportuna, diversa, di ascolto, di un Altro tipo di cura riguardo la relazione con noi stessi.
Hermes è il dio della relazione; è lui che dobbiamo scomodare affinché si possa di nuovo stabilire una adeguata e sufficiente relazione con noi stessi. Hermes può mettere in contatto Dioniso con Apollo, dei, istanze psichiche antiche in noi presenti, per pacificarli.
Noi tutti siamo costituiti da dei e demoni che possono "pilotarci".
Dobbiamo essere in pace sia con i demoni che con gli antichi dei che ancora sono presenti in noi.

Siamo costituiti anche da infiniti opposti.
Psiche/soma; maschile/femminile; gioventù (puer)/vecchiaia (senex); pensiero/sensazione; astratto/concreto; male/bene; Dioniso/Apollo.
Hermes è il dio della relazione, colui che tende a far sì che gli opposti possano relazionarsi tra loro. Dioniso è il dio dell'ebbrezza, del benestare (costi quel che costi). Apollo è il dio delle regole, del contenimento.

Verso l'equilibrio. Scomodando questi dei (apparentemente opposti tra loro) possiamo riequilibrare un'omeostasi perduta e tornare appunto ad uno status di equilibrio, con un ridimensionamento del sintomo dovuto ad uno degli opposti che ha preso il predominio sull'altro.
Questa situazione prende il nome di unilateralità.
L'unilateralità porta a disagi esistenziali, malessere, ansia, attacchi di panico, patologia, fobia... Riguardo la qualità della vita è fondamentale la crescita della consapevolezza per favorire il nostro benessere e le relazioni con gli altri da noi e con noi stessi: sintomi compresi. Infatti il sintomo non è mai un'entità fenomenica unica, ma l'effetto finale, non standardizzato, di un convergere di molteplici azioni e reazioni.

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