La Biblioterapia. Il libro e la sua funzione terapeutica

Articolo pubblicato il 17 Marzo 2014.
L'articolo "La Biblioterapia. Il libro e la sua funzione terapeutica" tratta di: Disturbi Psicologici e Tipi di terapia.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Carmela Messa.

"Le storie influenzano le emozioni umane, e i libri
possono servire come modelli per lo sviluppo
".
(Pehrsson and McMillen, 2007)

Il termine Biblioterapia è stato usato per la prima volta da Samuel Crothers nel 1916, che ha descritto come, attraverso la lettura, era possibile aiutare alcuni pazienti a comprendere meglio i propri sintomi e problemi di salute.
Si tratta di una parola nuova per un concetto antico (Migone, in Rossi, 2009), che si riferisce sostanzialmente all'utilizzo dei libri con finalità terapeutiche.
Pardek sottolinea quanto sia antico l'utilizzo dei libri come ausilio per le situazioni problematiche - «da quando i libri e i problemi sono esistiti», scrive - e ricorda l'iscrizione sulla porta della biblioteca di Tebe: "Luogo di cura dell'anima".

A partire dagli Stati Uniti, l'utilizzo della lettura come ausilio terapeutico e di crescita personale ha cominciato a diffondersi nei vari paesi, dapprima all'interno dei reparti ospedalieri e successivamente in altre strutture aggregative (scuole, centri di accoglienza, case di riposo...).
Per molto tempo si è trattato di interventi separati e con finalità autonome, mentre attualmente si preferisce associare la Biblioterapia alla psicoterapia (Pardek, 1993). La discussione di testi opportunamente selezionati e l'analisi delle metafore, delle similitudini e di particolari tematiche in essi contenuti possono facilitare la psicoterapia e potenziarne l'efficacia.

In Biblioterapia possono essere utilizzati due tipi di materiale:

  1. Testi didattici, prescrittivi e di auto-aiuto, che forniscono una serie di indicazioni su come affrontare particolari problemi (depressione, ansia, gestione della rabbia, conflittualità coniugale, stress, ecc.) e potenziare le proprie strategie di coping.
    Si tratta di materiale maggiormente utilizzato da clinici di impostazione cognitivo-comportamentale, la cui lettura speso viene assegnata come "compito a casa", con l'obiettivo di facilitare una maggiore consapevolezza di sé e l'eliminazione di distorsioni cognitive e comportamenti disfunzionali.
  2. Testi di narrativa e altro materiale immaginativo: romanzi, storie brevi, fiabe, testi teatrali, poesie, biografie o autobiografie.
    Questo tipo di materiale trova maggiore utilizzo in terapie di impostazione psicodinamica, poiché sembra favorire l'attivazione di processi di identificazione, catarsi e insight (McKenna et al., 2010; vedi al capitolo Biblioterapia e psicoterapia psicodinamica).
Biblioterapia e psicoterapia psicodinamica

In una prospettiva psicodinamica, la Biblioterapia si configura come un processo interattivo tra lettore e testo letterario, utile a stimolare la riflessione e il cambiamento, in sostegno del benessere fisico e psicologico (McCarty-Hynes and Hynes-Berry, 1994; Rossi, 2009).
Perché si possa parlare di Biblioterapia non è sufficiente la lettura o la prescrizione occasionale di un libro durante un percorso psicoterapico, ma la lettura interattiva deve costituire uno strumento fondamentale della psicoterapia stessa (McCarty-Hynes and Hynes-Berry, 1994).
I testi vengono opportunamente selezionati dal terapeuta, non solo in base ai temi trattati e allo stile letterario, ma anche e soprattutto per il significato che assumono nel contesto terapeutico in cui vengono usati (che può essere individuale, di coppia/famiglia o di gruppo).

La lettura di un testo adatto promuove l'Identificazione del lettore con il personaggio o la storia narrata, il che lo porta spesso a sperimentare una sorta di "sblocco" delle proprie tensioni emotive (catarsi).
Scrive Migone (in Rossi, 2009): «I personaggi di cui leggiamo le vicende siamo noi, o vorremmo essere noi, o temiamo di essere stati noi o di poter diventare come loro. [...] E, cosa più importante, ci è permesso di provare emozioni che ci riguardano molto da vicino ma che forse avevamo rimosso». Tutto questo facilita l'Insight: una nuova comprensione delle proprie dinamiche personali e della propria storia, da cui in seguito può scaturire il cambiamento.

Il libro riesce ad aggirare la censura eretta dalle rigide difese dell'Io, rimette in moto i processi di simbolizzazione, risveglia il mondo fantasmatico del lettore (Finelli, in Rossi, 2009), fino a far emergere un consapevolezza di sé più profonda e matura: in tutto ciò si esplica la sua funzione terapeutica.
Ovviamente lo psicoterapeuta ha il ruolo importante di facilitare la funzione catartica della lettura: egli effettua le valutazioni iniziali, stabilisce gli obiettivi, sceglie i testi adatti, favorisce ed esplicita i processi di identificazione, ne contiene l'impatto emotivo, aiuta a dare nuovi significati, guidando il paziente o il gruppo verso la nuova autoconsapevolezza e il miglioramento.

Ricerche sull'argomento

Numerosi studi hanno evidenziato i benefici della lettura, sia come diletto personale che all'interno di un contesto psicoterapeutico, sia con testi di auto-aiuto che con materiale immaginativo (Pehrsson and McMillen, 2007; Briggs and Pehrsson, 2008).

La lettura:

  • fornisce informazioni
  • stimola la discussione
  • favorisce il riconoscimento e la condivisione di valori
  • riduce il senso di isolamento percepito
  • aiuta a generare soluzioni possibili
  • sviluppa l'empatia
  • aumenta la consapevolezza di sé

Gli studi sull'efficacia della Biblioterapia si sono inizialmente focalizzati sull’utilizzo di materiale didattico e di auto-aiuto, mentre recentemente stanno aumentando le ricerche che analizzano l'uso di testi letterari e immaginativi. In generale, effettuando un confronto tra numerosi studi, la biblioterapia è risultata efficace per una serie di condizioni cliniche (Briggs and Pehrsson, 2008; McKenna et al., 2010):

  • autolesionismo
  • disturbo ossessivo-compulsivo
  • bulimia nervosa
  • insonnia
  • alcolismo
  • sintomi e disturbi depressivi
  • depressione senile
  • ansia
  • adolescenti con genitori affetti da malattia psichica

Alcuni ricercatori dell'Università di St.Louis (ricerca citata in Sautter, 2010), usando tecniche di neuroimmagine hanno scoperto che durante la lettura di una storia si attivano le stesse aree cerebrali coinvolte quando l'individuo agisce, immagina o osserva quella stessa situazione nella vita reale.

Bibliografia per approfondimenti
  1. Briggs C.A., Pehrsson D.E. (2008), Use of Bibliotherapy in the treatment of Grief and Loss: A Guide to current counseling practices, "Adultspan Journal", 7 (1), 32-42
  2. McCarty-Hynes A. Hynes-Berry M. (1994), Biblio-poetry therapy: the interactive process, Paperback
  3. McKenna, G., Hevey, D. and Martin, E. (2010), Patients' and Providers' perspectives in Bibliotherapy in primary care, "Clinical Psychology and Psychotherapy", 17, 497-509
  4. Pardek J.T. (1993), Using biliotherapy in clinical practice: A guide to self-helps books, Westport, CT: Greenwood Press
  5. Pehrsson D-E., McMillen P. (2007), Bibliotherapy: Overview and implications for counselors, ACA Professional Counseling Digest-02
  6. Rossi B. (a cura di) (2009), "Biblioterapia. La lettura come benessere", Edizioni La Meridiana.
  7. Sautter U. (2010), Reading, writing and revelation, Ode, October, 33-40

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