I falsi miti della Psicoterapia

Articolo pubblicato il 24 Agosto 2016.
L'articolo "I falsi miti della Psicoterapia" tratta di: Tipi di terapia.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Valentina Cicalese.

Lo Psicologo è per "i matti".
È opinione diffusa, fra i non addetti ai lavori, che lo Psicologo o lo Psicoterapeuta si occupino principalmente di follia: schizofrenici, paranoici, suicidi, psicotici, etc.
È vero, spesso si lavora con persone affette da gravi problemi psichici, ma non solo.

Il lavoro dello Psicoterapeuta è rivolto a chiunque senta di dover affrontare delle problematiche, emotive o psicologiche, con l'aiuto di un professionista. Lo Psicoterapeuta può aiutare a superare un momento di particolare stress, un lutto, o una fobia specifica, ma nessuno direbbe che chi ha paura dei ragni o dei topi è "un pazzo"!

Se si ha un problema è meglio parlarne con un buon amico.
Certo, confidarsi con un amico fidato in un momento di difficoltà può portare sollievo, ma è ben diverso dall'affidarsi alle cure di un professionista che ha affrontato un lungo percorso di studi proprio per imparare le strategie migliori per essere d'aiuto. Un buon amico è una spalla su cui piangere; un buon terapeuta è un alleato nella costruzione della nostra, personale, strada da percorrere.

Se vado dallo Psicologo mi farà il lavaggio del cervello.
Un terapeuta non è un imbonitore, né un santone. Non ha interesse nell'imporre le proprie opinioni, né nel rendere i pazienti degli automi che pensano ciò che lui ritiene giusto.
L'unico interesse del terapeuta è quello di aiutare il paziente a sviluppare la propria visione del mondo e trovare la forza per essere coerente con essa.

Potrei diventare dipendente dal terapeuta in ogni mia decisione.
Affrontare una Psicoterapia significa intraprendere un percorso, a volte difficile, più o meno lungo, verso l'indipendenza e la realizzazione personale.
Un terapeuta che fa un buon lavoro è un terapeuta che, passato il giusto periodo di tempo, saluta per l'ultima volta il suo paziente, augurandogli buon viaggio. La terapia non è pensata per rendere le persone dipendenti, ma per renderle libere.

Potrei scoprire parti "inconsce" di me o ricordi rimossi.
Questa convinzione è figlia di una certa visione, romanzata, della Psicoanalisi, in cui un novello Freud teorizza al paziente il suo innamoramento verso la madre, o fantomatici traumi subiti nell'infanzia. Nella realtà le cose non stanno così.

È vero, si potranno scoprire alcuni aspetti del proprio carattere dapprima sottovalutati, si potranno creare dei collegamenti tra la sofferenza attuale ed alcune esperienze precedenti, ma cosa c'è di brutto in tutto ciò? Saranno soltanto ulteriori tasselli nel processo di comprensione di sé e di crescita.

Psicologi, Psicoterapeuti, Psichiatri, Life Coach, Counselor, etc. sono tutti uguali.
Facciamo un po' di chiarezza.
Lo Psichiatra è un medico, laureato in medicina, e poi specializzato in Psichiatria, abilitato perciò alla somministrazione dei farmaci. In virtù del proprio corso di studi, può accadere che abbia una visione più biologica ed organicista della sofferenza psichica.

Gli Psicologi hanno una Laurea in Psicologia (clinica, di comunità, del lavoro, etc.), ed hanno sostenuto un esame di abilitazione, grazie al quale possono esercitare la professione. In studio si occupano di valutazione, diagnosi, e sostegno psicologico (ovvero supporto alla persona in tutte quelle situazioni che non richiedono un intervento più approfondito).

Lo Psicoterapeuta, oltre ad avere tutte le competenze dello Psicologo, ha affrontato una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, che può avere vari orientamenti teorici (Cognitivo-Comportamentale, Dinamica, Gestaltica, Sistemico-Familiare, etc.) e, grazie ad essa, ha acquisito le competenze tecniche per condurre le terapie in ogni tipo di disagio, dal più semplice al più complesso.

Un capitolo a parte meritano tutte le professioni di aiuto, "para-psicologiche", non regolamentate da una chiara legislazione. Mi riferisco a Life Coach, Counselor, Motivatori, etc. Tutte queste professioni, proprio perché in assenza di regolamenti che ne stabiliscano vincoli d'intervento e corsi di studi, possono diventare pericolose per chi decidesse di intraprendere un percorso.

Un consiglio finale.
Se si avverte la necessità di rivolgersi a qualcuno - per risolvere un problema, per superare un momento di crisi o per un disturbo psicologico - è bene mettere da parte le proprie paure e le convinzioni popolari e andare, ovviamente soltanto dopo aver preso informazioni circa il professionista da contattare. Meglio una buona terapia che cento colloqui con chi non ha gli strumenti giusti per aiutare.

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