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Articolo di psicologia: «DSA: dislessia, disgrafia, disturbo del calcolo»

Disturbi Specifici dell'Apprendimento

Articolo pubblicato il 20 Novembre 2017.
L'articolo "Disturbi Specifici dell'Apprendimento" tratta di: Dislessia, Disturbo del Calcolo e Disgrafia.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Loriangela Sena.

Con il termine Disturbi Evolutivi Specifici dell'Apprendimento si fa riferimento a disturbi che riguardano le abilità scolastiche, nello specifico a Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia.
I Disturbi Specifici dell'Apprendimento, convenzionalmente identificati con l'acronimo DSA, si sono imposti nel panorama clinico-psicologico da oltre vent'anni ed allo stato attuale rappresentano una delle patologie più frequenti nell'ambito dell'età evolutiva.
La prevalenza dei Disturbi Specifici dell'apprendimento nella popolazione italiana è stimata tra l'1,5% ed il 4,5%.

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento possono interessare uno specifico ambito, come per esempio calcolo, scrittura o lettura. Nella pratica clinica è però più frequente incontrare l'associazione di più deficit (per esempio scrittura e lettura). Sebbene questi disturbi siano in rapporto con la maturazione biologica, avviene che l'acquisizione delle competenze anche se si modifica nel tempo comunque non riesce a raggiungere i livelli che ci si aspetta siano raggiunti in base alla scolarità e/o all'età.
Le difficoltà si manifestano nel bambino di solito già dalle prime fasi dell'apprendimento - dunque quando dovrebbe apprendere abilità nuove come scrittura, lettura e calcolo – e possono poi persistere in modo più o meno marcato anche nell'adolescenza e in età adulta.

La principale caratteristica di questa "categoria nosografica" è la "specificità": il disturbo si concentra in modo significativo su un preciso dominio di abilità, mentre il funzionamento intellettivo resta invece intatto.
In questo senso il principale criterio diagnostico necessario per stabilire la diagnosi di disturbo specifico dell'apprendimento, DSA, è quello della "discrepanza" tra abilità relative al dominio specifico interessato (deficitaria in rapporto alle attese per l'età e/o la classe frequentata) e l'intelligenza generale, che risulta adeguata per l'età cronologica. In particolare:

  1. la compromissione dell'abilità specifica deve essere significativa, ovvero la prestazione deve essere inferiore a – 2 deviazioni standard o essere sotto il 5° percentile rispetto ai valori normativi attesi per l'età o la classe frequentata (qualora non coincida con l'età del bambino), considerando sia il parametro correttezza che velocità;
  2. il livello intellettivo deve essere nei limiti di norma: ovvero il QI non deve essere inferiore a 85 rispetto ai valori medi attesi per l'età, stabilendo implicitamente questo come un criterio di esclusione;
  3. la diagnosi di disturbo specifico dell'apprendimento può essere fatta non prima di due anni di regolare scolarizzazione per quanto riguarda dislessia e disortografia e di tre per quella di discalculia. Fermo restando questo, è possibile rilevare precise condizioni di rischio già a partire dalla fine della prima elementare e tenerle sotto controllo con opportuni interventi di supporto all'apprendimento.

Nelle Raccomandazione per la pratica clinica dei DSA viene fortemente raccomandato, inoltre, l'utilizzo di precisi strumenti di indagine con adeguate norme di riferimento e proprietà psicometriche sia per misurare l'intelligenza generale che l'abilità specifica. Viene precisata la necessità di escludere la presenza di altre condizioni che potrebbero influenzare i risultati di questi test come:

  • menomazioni sensoriali e neurologiche gravi, disturbi significativi della sfera emotiva;
  • svantaggio socio-culturale o situazioni ambientali simili.

Vengono, infine, fornite precise indicazioni circa le caratteristiche di un progetto riabilitativo o abilitativi.

L'evoluzione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento è favorita dal QI (Quoziente Intellettivo), dall'adeguatezza e precocità dell'intervento e da quelle misure compensative che possono essere adottate al fine di favorire l'apprendimento durante il percorso scolastico.
Quanto detto è rilevante anche per una prognosi favorevole riguardo all'evoluzione sociale e della personalità di chi presenta queste problematiche. Soggetti con questi disturbi, infatti, presentano frequentemente storie di insuccesso nella scuola dell'obbligo che spesso finiscono per compromettere la carriera scolastica, lo sviluppo della personalità e un adattamento sociale equilibrato. Circa l'80% dei bambini con problemi di apprendimento presentano anche problematiche di tipo relazionale. Di solito tali bambini sono meno benvoluti e più facilmente respinti rispetto agli altri compagni, presentano minore adattamento sociale ed emotivo, maggiore ansia, ritiro in se stessi, depressione e bassa autostima.

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