Dott.ssa Debora Guerra
Lutto: i suoi percorsi e il sostegno psicologico, Rimini (RN)

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Il lutto: la risposta alla perdita e i suoi percorsi

Articolo pubblicato il 29 Gennaio 2018.
L'articolo "Il lutto: la risposta alla perdita e i suoi percorsi" tratta di: Lutto e Sostegno Psicologico.

Il lutto: che cos'è

Il lutto è quello specifico sentimento che insorge in risposta ad una perdita.
Per perdita si intendono, in questo articolo, le molteplici esperienze umane che comportano un distacco, un "vuoto", tutto da riorganizzare: la morte, la fine di una relazione, i passaggi cruciali della vita (la fine degli studi, l'uscita di casa dei figli, il pensionamento), così come importanti trasformazioni del corpo (malattia, menopausa).
Che questo distacco sia prevedibile, preannunciato o improvviso, comporta sempre un dolore più o meno profondo e la difficoltà di attraversarlo, riorientandoci in un mondo che al tempo stesso è quello di sempre eppure è completamente diverso e siamo spaesati.

Il lutto, però, non è solo il sentimento: è anche il "percorso" attraverso cui la nostra mente elabora il dolore del distacco.
Il dolore che proviamo dopo una perdita è connesso con il disorientamento di fronte all'assenza che resta, assenza in cui spesso il senso delle cose (della vita) si sfilaccia, si incrina, a volte si rompe.

Come si manifesta

Il lutto è accompagnato da diverse sfumature emotive; tra queste la più importante ed evidente è un ritiro dal mondo ed un ripiegamento su di sé.
Quando perdiamo qualcosa o qualcuno per noi importante subito impattiamo con una serie di domande che comincia a girarci in testa: "E adesso?", "Come faccio ora senza?", "Che senso ha?", "Ma perché?". Per un certo periodo la nostra mente è come se fosse intrappolata nella ragnatela di queste domande.

Spesso diventa molto difficile e pesante affrontare le cose di tutti i giorni, il mondo si fa meno interessante, ci attrae meno, tutto sembra più faticoso.
Siamo immersi in una tristezza più o meno profonda, i nostri pensieri corrono e ricorrono a quello che abbiamo perso, possiamo piangere con estrema facilità anche per un nonnulla, oppure possiamo essere arrabbiati, irritabili, tutto ci dà fastidio. Possiamo provare anche sentimenti colpa. Le nostre abitudini alimentari e/o di sonno possono modificarsi: tendiamo a mangiare o a dormire di più o di meno rispetto a prima.

Subito dopo la perdita siamo storditi, a tratti increduli: ci è difficile credere che sia proprio vero, che sia veramente successo.
Il picco di dolore si può raggiungere anche a distanza di qualche tempo dalla perdita: il dolore si fa più forte ed insistente nel momento in cui realizziamo che "è proprio così, che è tutto vero, che quello che c'era prima ora non c'è più".

Come si supera

Il lutto è una risposta "normale" al dolore della perdita e ogni persona ha i propri tempi per assimilarla e riorganizzare la propria vita dopo il profondo e a volte tragico cambiamento.
In linea di massima, entro circa sei mesi dalla perdita il lutto si risolve in maniera spontanea, ossia il dolore si assottiglia, il sentimento di mancanza e il disorientamento si fanno meno pressanti, il sonno e l'appetito tornano più regolari, si recuperano le "forze" e la voglia di fare.

A volte, però, la prostrazione del lutto anziché affievolirsi può farsi ancora più pesante. In questi casi si parla di lutto complicato. Ossia la nostra mente "da sola" non riesce a curare le ferite della perdita, né a darsi pace. Il percorso di elaborazione del lutto si blocca. La sofferenza connessa diventa sempre più pesante e "soffoca" la quotidianità inaridendo e sfinendo la persona.
In questi casi è opportuno rivolgersi ad un professionista affinché sia possibile individuare il percorso e le modalità più opportune per prendersi cura di questo dolore, che "da solo" non passa né può passare.

Ovviamente nessuna Psicoterapia può "restituire" ciò che non c'è più, ma una buona Psicoterapia sul lutto permette di incidere il grumo di dolore, in maniera tale che la sofferenza possa scorrere e defluire, ovvero possa essere elaborabile.

Attraverso la Psicoterpia è possibile attivare e/o riorganizzare le energie necessarie per imparare a sostenere e ad attraversare il vuoto, riuscire a liberarsi dalla ragnatela delle domande che assediano la mente, trovando infine nuove coordinate di senso che consentano di orientarsi nel mondo (che resta), ora così diverso da prima, conquistando nuovi spazi, dentro e fuori di sé, di leggerezza, serenità e benessere.

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