Dott.ssa Liliana Argenziano
Autostima: sbagliare non vuol dire essere sbagliati, Maserà di Padova (PD) - Rovolon (PD)

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Sbagliare non vuol dire essere sbagliati

Articolo pubblicato il 7 Gennaio 2019.
L'articolo "Sbagliare non vuol dire essere sbagliati" tratta di: Autostima.

L'autostima è alla base della possibilità di scegliere, di non subire nella vita né nelle relazioni, del darci valore, dell'amarci. Un senso di autostima sufficientemente sviluppato ci permette di vivere con maggiore pienezza.
Essere sicuri di sé non vuol dire essere arroganti, presuntosi, né tantomeno vuol dire sentirsi infallibili o onnipotenti. Essere sicuri di sé vuol dire non provare paura al pensiero di poter sbagliare, perché si è consapevoli che lo sbaglio non compromette noi stessi/e e che non toglie valore a ciò che siamo.

Houellebecq in "Le particelle elementari" fa dire ad uno dei suoi personaggi "la possibilità di esistere ha inizio nello sguardo del prossimo", ma se lo sguardo del prossimo è duro, severo, giudicante, critico, la possibilità di esistere in modo pieno e soddisfacente diminuisce, cominciamo a ripiegarci, ad accartocciarci su noi stessi ed il processo vitale di espansione ed autorealizzazione non procede come dovrebbe.
Questo può succedere, ad esempio, se ci è capitato (soprattutto da bambini) di essere continuamente svalutati, criticati o giudicati, oppure se non si è potuto da subito sperimentare la possibilità di fare da sé perché c'era sempre qualcuno che si sostituiva a noi nel fare le cose e non ci permetteva di sperimentarci nelle nostre capacità; o, ancora, poteva capitare di vivere sotto una campana di vetro, in cui i "stai attenta/o, non correre che ti fai male, guarda che cadi, vedi che non ce la fai" invece di essere protettivi sono diventati un senso profondo di non farcela, di non essere capaci, di essere difettati e manchevoli di qualcosa.

Le conseguenze di questa evoluzione sono veramente moltissime, proverò ad elencarne alcune:

  1. si diventa adulti pieni di paure (di non farcela, di non essere capaci, di non essere adeguati) e con una bassa sicurezza in se stessi, quasi come se ci si sentisse inconsistenti, senza peso e poco presenti nel mondo;
  2. può diventare difficile se non addirittura impossibile prendere delle decisioni;
  3. si è sempre insoddisfatti di quello che si fa e di quello che si è, alla ricerca costante di un perfezionismo che non si riesce a raggiungere;
  4. non si riesce ad agire in modo determinato, né a portare le cose fino in fondo;
  5. si può diventare accondiscendenti al punto di subire, non ci si piace, non si sa qual è il proprio valore e si pensa di non meritarsi le cose belle, le relazioni belle e soddisfacenti1.

Cadere e rialzarsi, sbagliare e correggersi, tentare e ritentare sono movimenti non solo importanti, ma letteralmente vitali, perché ci danno la serenità nel poter essere noi stessi.
Abbiamo bisogno di essere gentili con noi stessi ed accettarci nei nostri difetti e limiti, proprio come cantava Max Gazzè "che fatica innaturale perdonare a me stesso di essere io, di essere fatto così male".

Note
  1. Se vuoi saperne di più sulla dipendenza affettiva, visualizza questo articolo.

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