Dott.ssa Sabrina Camplone
Psicologo Psicoterapeuta - Pescara Relazioni, amore, coppia Disturbo Attacchi di Panico Chieti Teramo Training Autogeno |
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Riceve a Pescara: V.le Kennedy, 37 - 347.1864284 Riceve a San Giovanni Teatino (Chieti): V. Cavour, 4/2 - 347.1864284 Riceve a Teramo: V. della Montagnola, 8 - 347.1864284
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Riceve anche a San Giovanni Teatino (Chieti): V. Cavour, 4/2 (Scala A - Primo piano - interno 4).
Sono iscritta all'Ordine degli Psicologi dal 23/11/2000 (Prot. n. 9426) e all'Albo degli Psicoterapeuti dal 06/02/2004 (Prot. n. 734/U).
Attualmente sono consulente del Ministero di Giustizia presso l'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Pescara e Teramo e mi occupo dei soggetti che usufruiscono delle misure alternative alla detenzione in carcere.
Dal 2004 svolgo attività libero professionale come Psicoterapeuta individuale, di coppia e di gruppo.
Il primo colloquio
Il primo colloquio rappresenta uno spazio fondamentale per ascoltare il vissuto del cliente, lasciare emergere i suoi bisogni e le sue aspettative, facilitarlo nell'esprimere liberamente la descrizione di sé e degli eventi della sua vita, consentendogli senza influenzarlo, di contestualizzare i diversi aspetti della sua "esperienza" all'interno della sua storia personale.
Nell'approccio Centrato sulla Persona, il mio orientamento di riferimento nella psicoterapia, non si parte dal disturbo, dalla patologia ma si considera la persona nella sua unicità e complessità, solo così sarà possibile formulare una descrizione delle modalità di funzionamento della persona, che non sarà semplicemente "un'etichetta diagnostica", ma il risultato di una condivisione da parte del cliente, al quale verrà "restituita" dal terapeuta una riformulazione che racchiude la rappresentazione della sua personalità in tutte le sue sfaccettature più significative.
Tale processo di condivisione faciliterà l'emergere della consapevolezza delle proprie modalità di funzionamento, attraverso la possibilità di entrare in contatto con la propria vita emotiva, avvertire l'insorgere delle emozioni, comprendere i sentimenti propri e altrui, in modo da sviluppare una vita relazionale ricca e gratificante.
Pertanto possiamo immaginare la "diagnosi" come una "mappa" che in primo luogo coinvolge Psicoterapeuta e il cliente nella condivisione dei significati derivanti dalle sue emozioni e dal suo vissuto, facilitando la creazione di un rapporto di alleanza terapeutica, nel quale l'atteggiamento del terapeuta non è condizionato da schemi o categorie psicopatologiche ma dall'autenticità, dall'accettazione incondizionata e dalla sospensione del giudizio nei confronti della persona che è di fronte a lui.
La mappa serve al terapeuta per predisporsi nell'atteggiamento funzionale alla creazione di una relazione autentica nella quale il cliente possa sentirsi libero di essere se stesso, in secondo luogo consente al terapeuta di individuare eventuali tentativi di condizionamento da parte del cliente, specialmente nella Psicoterapia di coppia, nella quale a volte uno dei due partners cerca di "tirare dalla propria parte" il terapeuta.
Al cliente la mappa serve a migliorare la consapevolezza del suo modo di pensare, di sentire e di comportarsi, come afferma lo stesso Rogers: "per avere un cambiamento di comportamento è necessario un cambiamento di percezione".
Il cliente inizia a individuare la disfunzionalità di alcune convinzioni e ad apprendere modi di sentire, pensare e agire adeguati, è proprio in questa capacità di discriminazione che consiste il fenomeno terapeutico. La mappa in questo modo aiuta il cliente a verificare lo stato di accordo o disaccordo interno che deriva dalla consapevolezza dei propri bisogni e dalla possibilità di attingere alle risorse personali per soddisfarli.
In definitiva, la "mappa" permette la differenziazione dei conflitti interni e una migliore organizzazione dei loro contenuti da parte del cliente.
Il primo incontro consente a entrambi (terapeuta e cliente) di valutare se esistono i presupposti per la costruzione di un rapporto di fiducia reciproca, in fondo si tratta di una scelta che si basa sulla capacità del terapeuta di promuovere un processo di cambiamento che coinvolga attivamente il cliente in un percorso di crescita personale. Inoltre è l'occasione per comunicare al cliente tempi e regole indispensabili in ogni Psicoterapia.
La Terapia Centrata sul Cliente
La Terapia centrata sul cliente, sviluppata dallo Psicologo Americano Carl Rogers negli anni '40 (detta anche "terapia non direttiva" o "terapia Rogersiana"), rientra nell'area della Psicologia Umanistica.
E' un orientamento che non offre strategie e metodi, nel senso comune della parola, proprio perché utilizza il modo di essere del terapeuta, la sua capacità di entrare in relazione con l'altro e di comprendere come viene percepito dal cliente, al fine di facilitare il cambiamento; solo
se il terapeuta riesce ad instaurare un autentico clima di accettazione, consentirà alla persona di esplorare gli aspetti di sé che maggiormente lo spaventano, o di cui si vergogna, o che svaluta, l’accettazione positiva incondizionata da parte del terapeuta determina l’abbassamento delle
difese che permette al cliente di rimettere in discussione alcuni aspetti di sé, promuovendo un processo di crescita personale.
Ho scelto questo orientamento perché mi consente di privilegiare la dimensione relazionale con il cliente e tende a renderlo autonomo attraverso la consapevolezza delle sue risorse personali e il recupero del proprio potere personale.
La coppia
Uno degli obiettivi principali nel lavoro con la coppia è la facilitazione della circolarità della comunicazione, infatti uno dei compiti del terapeuta è proprio quello di mettere in evidenza come la diversa interpretazione della realtà da parte di ciascun partner, crei una distanza emotiva fra
loro, contribuendo ad alzare il "muro" fatto di silenzi, insoddisfazione e sofferenza che a volte spinge la coppia in una sorta di "vicolo cieco".
Il terapeuta che utilizza la terapia centrata sul cliente assume un atteggiamento di "parzialità multidirezionale" (O'Leary, 2002) cioè ascolta e sostiene empaticamente un partner e successivamente si comporta allo stesso modo anche nei confronti dell'altro partner; tutto ciò al fine di facilitare in ciascun cliente la libera espressione dei sentimenti, e vanificare gli eventuali tentativi di manipolazione che spesso vengono messi in atto da uno o da entrambi i partner nei confronti del terapeuta.
Il gruppo d'incontro
Il gruppo d’incontro rogersiano è un’ottima occasione per iniziare a gettare le maschere e cercare momenti di accettazione di sé e degli altri e di autenticità, riconoscendo l’essenza che tutti ci accomuna, la "nostra umanità".
Questo è l’obiettivo terapeutico al quale mira l’essenziale e rivoluzionario approccio rogersiano.
"Ma qual'è il bisogno psicologico che spinge la gente verso i gruppi d'incontro? Penso che sia la fame di qualcosa che la persona non trova nell'ambiente di lavoro, nella scuola neppure, cosa abbastanza triste, nella vita familiare moderna. E' una fame di rapporti che siano intimi e veri; in
cui i sentimenti possono essere espressi con spontaneità, senza essere preventivamente censurati o repressi (...) dove sia possibile assumere il rischio di provare nuovi modi di comportamento (...) tale che divenga possibile una crescita ulteriore" (Rogers, 1970).
Principali servizi offerti
Consulenza e psicoterapia individuale;
Consulenza e psicoterapia di coppia;
Gruppi d'incontro;
Sostegno alla genitorialità;
Coaching per adolescenti.
Principali campi d'intervento
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