Disturbo Schizofreniforme

Alterazione di pensieri, percezioni e comportamento

Descrizione del Disturbo Schizofreniforme

Come dice la parola stessa, questo disturbo si presenta in forma simile alla Schizofrenia, con sintomi affini: la persona può avere allucinazioni e deliri, sentire voci o provare sensazioni fisiche irreali, assumere comportamenti strani, avere difficoltà a comunicare con gli altri. Si differenzia per il fatto che nel Disturbo Schizofreniforme non è necessariamente presente la tendenza all'isolamento sociale, non è detto che vi sia un peggioramento del rendimento scolastico o lavorativo, delle relazioni o della cura di sé, come invece avviene nella Schizofrenia.
Un'altra differenza sta nella durata: il Disturbo Schizofreniforme, infatti, viene diagnosticato se i sintomi si manifestano per almeno un mese e in genere scompaiono entro 6 mesi. Oltre a tale periodo, invece, potrebbe trattarsi di Schizofrenia.

Come negli altri Disturbi Psicotici, il modo di pensare, percepire le cose e comunicarle sono molto alterati. La persona può fare risatine senza motivo, parlare in modo vago oppure dire frasi sconnesse e senza senso, può avere comportamenti imbarazzanti. Può inoltre diventare sospettosa, sentirsi perseguitata, essere convinta che altri sentano i suoi pensieri, che la vogliano uccidere, ecc.
Queste alterazioni non dipendono dall'uso di sostanze o da particolari malattie fisiche.

Dati statistici sul Disturbo Schizofreniforme. Non sono noti dati statistici precisi sul disturbo, sappiamo però che è più diffuso nei paesi in via di sviluppo, con un'incidenza media che oscilla fra lo 0,1 lo 0,2%, e in genere colpisce uomini e donne fra i 20 e i 30 anni.

Disturbo Schizofreniforme: le cause

Il Disturbo Schizofreniforme può essere dovuto a fattori diversi e a un insieme di concause, ambientali, biochimiche e sociali. È stata riscontrata una certa familiarità - poiché i parenti delle persone affette dal disturbo corrono rischi maggiori di sviluppare una Schizofrenia – ed anche una certa predisposizione psichica e della personalità.

Disturbo Schizofreniforme: i sintomi

I sintomi di questo disturbo sono simili a quelli della Schizofrenia, ma si manifestano per una durata inferiore - che va da un minimo di 1 mese a un massimo di 6, compresa la "guarigione". I sintomi non compromettono necessariamente il funzionamento e la vita della persona.
Come nella Schizofrenia, chi ne soffre può assumere atteggiamenti strani, come posizioni del corpo rigide e scomode, essere agitato o al contrario restare immobile ore e ore. Le cose semplici possono diventare difficili e spesso può trascurare la sua igiene personale, avere comportamenti sessuali inadeguati (ad es. masturbarsi in pubblico).

Per parlare di disturbo devono essere presenti almeno due dei seguenti sintomi:

Psicologi e Psicoterapeuti che si occupano di Disturbo Schizofreniforme
Disturbo Schizofreniforme: sottocategorie

Si parla di Disturbo Schizofreniforme con Segni Prognostici Favorevoli se sono presenti almeno due delle seguenti caratteristiche: buon funzionamento sociale e lavorativo/scolastico prima della comparsa del disturbo; stato confusionale e incredulità dopo la manifestazione dei sintomi; mancanza dell'appiattimento delle emozioni e dell'appiattimento affettivo; comparsa dei sintomi psicotici entro 4 settimane dalla manifestazione del disturbo. Se due o più di queste condizioni non sono presenti, allora si parla di Disturbo Schizofreniforme Senza Segni Prognostici Favorevoli.

Disturbo Schizofreniforme i test psicologici utilizzati

SIS Somatic Inkblot Series; SCID-I Structured Clinical Inteview for DSM-IV Axis I Disorder.

Libri e romanzi in cui si parla di Disturbo Schizofreniforme

"Lo stato mentale a rischio e la sua valutazione", Comparelli A., Alpes Italia, 2011

"Intervento precoce nelle psicosi. Guida per l'organizzazione di servizi efficaci e tempestivi", Edward J., McGregory P.D., Pensiero Scientifico, 2004

"Fuori come va? Famiglie e persone con schizofrenia. Manuale per un uso ottimistico delle cure e dei servizi", Dell'Acqua P., Feltrinelli, 2010

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